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Marina Tomarro – Città del Vaticano
“Il mio amato è mio e io sono sua”. Si è aperta con un un versetto biblico che introduce il tema dell’amore, la prima Lectio Petri nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Dopo le prime quattro edizioni, dedicate agli Apostoli Pietro e Paolo e, successivamente, al Qoèlet, il filo conduttore di questo quinto ciclo di quattro incontri è uno dei testi più celebri e affascinanti dell’Antico Testamento: il Cantico dei Cantici, che rappresenta un’immagine di straordinaria attualità, nel quale la dimensione umana e quella spirituale si intrecciano attraverso simboli e parole di grande intensità.
La Basilica di San Pietro una casa aperta a tutti
“Il Cantico dei Cantici – ha spiegato in apertura il cardinale Mauro Gambetti fondatore della fondazione Fratelli Tutti – è un testo in cui la Bibbia parla dell’amore con il linguaggio del desiderio, della bellezza e della reciprocità: l’amato e l’amata sono profondamente uniti, eppure ciascuno resta pienamente sé stesso. In un tempo in cui le relazioni rischiano di diventare fragili o funzionali, il Cantico restituisce la persona alla dimensione del dono e della libertà”. Una quinta edizione speciale nell’anno in cui vengono celebrati i quattrocento anni della dedicazione della Basilica di San Pietro “La Basilica – ha proseguito il porporato – vuole essere non solo custode di una memoria, ma casa aperta in cui la Parola incontra le inquietudini e le speranze di tutti, credenti e non credenti. Con questa edizione della Lectio Petri desideriamo riportare l’amore dentro il dibattito pubblico, sottraendolo sia al sentimentalismo sia alla sua riduzione individualistica”.
Vatican News