500 aerei Usa decollati da basi italiane, la stizza di Meloni e il chiarimento: cosa è successo con Rutte

Avvenire
Mark Rutte spariglia la narrazione del Governo sull’uso delle basi americane in Italia, le opposizioni insorgono e Guido Crosetto lo corregge. Lui rettifica, ma il danno è fatto e arriva proprio mentre Giorgia Meloni è impegnata nel delicato summit del formato E5 a Berlino, tappa preparatoria al vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio. Lì c’è anche lo stesso Rutte, anche se solo in videocollegamento. La premier legge le sue parole prima del vertice e non riesce a nascondere un’esclamazione: «Illogico!». Poi i toni si abbassano, arriva il chiarimento, e il giudizio sull’uscita del segretario generale della Nato si fa più edulcorato: è stato, questa la linea, un maldestro tentativo di mediare con Trump.
La tempesta si scatena quando Rutte si concede ai microfoni di Fox News alla vigilia del suo incontro a Washington con Trump (previsto nella tarda serata di ieri), forse nel tentativo di distendere i rapporti in seno all’Alleanza atlantica. Dice di «comprendere perfettamente la delusione» del presidente americano, ma nega il mancato sostegno degli alleati Ue all’operazione Epic Fury contro l’Iran. Proprio dall’Italia, argomenta, «sono decollati 500 aerei» per supportare i raid di Usa e Israele, all’interno di 4-5000 voli concessi dalle basi europee.
Apriti cielo. Il coro delle opposizioni è unanime e rumoroso. Il responsabile esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, chiede subito che il Governo «chiarisca con urgenza» le affermazioni di Rutte. Peppe De Cristofaro di Avs si accoda e il leader M5s Giuseppe Conte non è da meno: «Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri».
Seguono una serie di contatti, forse anche diretti e in separata sede, tra la premier e Rutte. Nel frattempo Crosetto dà mandato allo staff del ministero della Difesa di chiarire con una nota quelli che vengono considerati «numeri fallaci». Poche righe per «evitare inutili e pretestuose polemiche» e ribadire «senza tema di smentita» quanto già affermato dal ministro nell’informativa di marzo alle Camere: «L’Italia ha sempre operato nel pieno rispetto dei Trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale. Sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche». Il tutto corredato da una bacchettata allo stesso segretario generale al quale, si legge ancora nel comunicato, «sarebbe bastato un approfondimento per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto».
A quel punto anche Rutte si attiva per aggiustare il tiro e arriva la rettifica di un funzionario Nato: «Il segretario generale ha sottolineato come gli Alleati, tra cui l’Italia, abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di basi militari». Più tardi Crosetto si dice anche pronto «a riferire in Aula» o ad autorizzare «qualcuno della Difesa» a farlo per spiegare «aereo per aereo i voli che sono stati autorizzati».
Ma non basta: a difesa del Governo e segnatamente della premier arrivano di nuovo le dichiarazioni dell’ambasciatore americano a Roma, Tilman Fertitta: «Ha fatto un lavoro eccellente per quasi 5 anni: ha portato l’Italia a diventare leader mondiale ed è molto rispettata». Fertitta conferma inoltre che sulle basi sono stati rispettati gli accordi esistenti. Resta lui dunque il collante a cui affidare la tenuta delle relazioni bilaterali al di là delle uscite di Trump. Non a caso ieri, dopo Antonio Tajani, anche Matteo Salvini ha confermato la sua presenza a Villa Taverna, il 2 luglio, per le celebrazioni dell’Independence day. Meloni però punta a rafforzare il coordinamento europeo e in questo senso l’incontro di oggi ad Antibes, per il primo vertice intergovernativo con Emmanuel Macron, è cruciale. Per Roma saranno presenti nove ministri. Obiettivo: ridare forza al Trattato del Quirinale e superare le frizioni con Parigi.
Sulle parole di Rutte si esprime anche Alfio Nicotra, coordinatore dell’esecutivo di Rete Italiana Pace Disarmo, chiedendo trasparenza: «O il Governo era stato informato e ha dato il proprio consenso a una guerra illegale» oppure «gli Usa non si sono nemmeno degnati di segnalare che assetti in partenza da basi italiane sarebbero stati coinvolti».