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Droga, azzardo, alcool, social: le dipendenze inghiottono sempre più i giovani

Droga, azzardo, alcool, social: le dipendenze inghiottono sempre più i giovani

Avvenire

Quelli che emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 sono «numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale». Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano alla presentazione della stessa Relazione. «È una sfida nazionale. Preoccupa soprattutto l’aumento dell’uso della cocaina in Italia – spiega il sottosegretario -. Come governo abbiamo raddoppiato le risorse nella lotta contro le dipendenze, dai 90 milioni di euro ai 160. C’è una necessità di fare squadra. Non è un problema solo di controlli. Nessuna famiglia può essere considerata immune».

Con Mantovano, al tavolo dei relatori il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga, il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la conduttrice televisiva Andrea Delogu per la Rai; in collegamento il sindaco di Catania Enrico Trantino, l’assessore del Comune di Jesolo Debora Gonella e il conduttore televisivo Gerry Scotti per Mediaset. Presenti, tra gli altri, anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il ministro per lo Sport e le Politiche giovanili Andrea Abodi.
I numeri del fenomeno
Mantovano dà anche dei numeri: 15, 19, 26, 55. I primi due si riferiscono alla fascia di età che coinvolge sempre più i ragazzi e i giovani nel fenomeno delle dipendenze: dalla droga al gaming, dai social al gioco d’azzardo all’alcool. Il terzo numero, 26, riguarda la percentuale di consumo di sostanze stupefacenti tra gli studenti, dato salito di un punto rispetto alla rilevazione del 2024. L’ultimo numero, 55, si riferisce alle tonnellate di droghe sequestrate nel 2025 dalle diverse forze dell’ordine nell’ambito di 20.692 operazioni antidroga (-3% rispetto all’anno precedente). E in proposito il sottosegretario chiarisce che le 55 tonnellate sequestrate si stima rappresentino il 25-30% dell’intero volume di droghe circolate in Italia lo scorso anno, ovvero tra le 160 e le 220 tonnellate di droga immessa sul territorio nazionale. Mentre venerdì 26 giugno, in occasione della Giornata Onu contro le dipendenze, una delegazione di circa 300 persone sarà ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica, evento che sarà trasmesso da Rai1. E Mantovano esprime il ringraziamento a Mattarella per «il suo costante sostegno, per la sua partecipazione e vicinanza in questo percorso».

Inoltre una campagna di comunicazione istituzionale coinvolgerà Rai e Mediaset con la diffusione di spot messi a punto dal Dipartimento per le dipendenze dal Dipartimento per l’editoria.
Infine Mantovano ha chiuso con altri tre numeri: 800 940 789, «numeri sicuramente ancor meno da gioco del lotto, ma è il numero verde sulle dipendenze. Chiamando questo numero si avrà una prima risposta e si verrà indirizzati verso i servizi territoriali».
Un nuovo Piano nazionale

La Relazione descrive un fenomeno in evoluzione: cambiano i consumi, le vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove, emergono problemi sconosciuti in passato, non solo tra i più giovani. «È una realtà molto complessa che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti, risposte che abbiamo tentato di dare in questi anni partendo dalle priorità, come la questione delle risorse». Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un videomessaggio, spiegando che l’esecutivo è al lavoro per definire il nuovo «Piano nazionale sulle dipendenze» che «individuerà gli obiettivi dei prossimi anni». «Con questo governo – sottolinea la premier – il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro solo nel 2025, fondamentali per sbloccare le assunzioni nei Sert, sostenere il lavoro delle comunità di recupero, investire nei programmi di prevenzione e garantire la libertà di cura su tutto il territorio». Ma «in questi anni non ci siamo limitati a stanziare più risorse pur fondamentali, abbiamo costruito un nuovo metodo di lavoro basato sul confronto e la condivisione delle responsabilità, lo abbiamo fatto con tutti coloro che sono impegnati ogni giorno in questo mondo, famiglie, scuole, servizi pubblici, comunità, Università, forze di polizia, magistrati, media. Un gioco di squadra che ci ha permesso di sciogliere nodi irrisolti per anni e costruire risposte efficaci». «Continueremo a lavorare senza sosta – conclude Meloni – per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza, perché sono sfide come queste che animano il nostro impegno e definiscono chi siamo e chi vogliamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi».
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