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Scomunica per i sei vescovi – i quattro consacrati ieri a Écône, in Svizzera, e i due che li hanno consacrati – e scisma: come preanunciato la Santa Sede, tramite il dicastero per la Dottrina della fede, mette nero su bianco, in un decreto, la frattura lefebvriana, ammonisce i preti e i fedeli legati alla fraternità ultratradizionalista che sono “scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X”, ma aprono altresì la porta a “tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione”.
Il decreto, accompagnato da una nota esplicativa, è elaborato dalla sezione disciplinare dell’ex Santo Uffizio, ed è firmato dal prefetto, il cardinale Victor Manuel Fernandez, dal segretario di quella sezione, monsignor John Kennedy, e dal segretario della sezione dottrinale, don Armando Matteo.
Le scomuniche
Il decreto certifica che i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay (rispettivamente consacrante principale e co-consacrante) e i vescovi neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi “ipso facto” nella scomunica “latae sententiae” riservata alla Sede Apostolica per aver compiuto “un atto di natura scismatica”, la “consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice”. L’ex Sant’Uffizio sancisce che nell’atto di compiere la consacrazione sia i consacranti che i consacrati sono incorsi nella scomunica prevista. Per quanto riguarda i fedeli laici, sono da ritenersi scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità. Maggiori dettagli, in particolare per quanto riguarda i fedeli, sono contenuti in una “Nota esplicativa”, pubblicata dal dicastero responsabile dell’ortodossia cattolica contemporaneamente al decreto di scomunica.
“Tentativi risultati vani”
“Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero”, si legge nella nota, “i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da Mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico. Pertanto, questo Dicastero, nel fedele esercizio delle funzioni ad esso affidate, ritiene necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, ‘tale disobbedienza – che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano – costituisce un atto scismatico’”.
Il destino dei fedeli
A tale riguardo, prosegue la nota, d’ora in poi: “1. I ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici, risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto” canonico”; “2. Per quanto concerne i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X”; “3. Si avverte, infine, il santo Popolo di Dio che i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi”. Ciò stabilito, “la Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi. Si esortano, infine, tutti i fedeli”, conclude la nota dell’ex Santo Uffizio, “a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa, e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X”.