Blog Parrocchie Online La vostra finestra su mondo, Chiesa e religioni

Albania, l’Ue preoccupata per le proteste degli studenti

Proteste antigovernative degli studenti a Tirana

La delegazione dell’Unione europea in Albania esprime inquietudine per l’escalation di violenza negli scontri tra studenti e polizia, con 23 arresti e 6 feriti tra gli agenti. Bruxelles chiede di indagare con priorità sulle accuse di uso eccessivo della forza contro manifestanti e giornalisti e invita alla moderazione e al dialogo
Vatican News

Davide Dionisi – Città del Vaticano

“Esprimiamo preoccupazione per la violenta escalation delle proteste a Tirana. Le libertà di manifestazione e di espressione sono diritti fondamentali e valori basilari dell’Unione europea. Essi devono essere rispettati ed esercitati pacificamente”. Così in una nota la delegazione dell’Unione europea in Albania a seguito dell’escalation di violenza durante le proteste degli studenti a Tirana degenerata già da ieri 13 ottobre in scontri con la polizia.

Flamingo Revolution

Il corteo era stato indetto nell’ambito delle proteste antigovernative, cominciate il 31 maggio scorso, della cosiddetta “Flamingo Revolution”, ovvero le manifestazioni contro i progetti edilizi previsti in aree ambientali protette. Tra questi, il piano turistico di lusso legato alla famiglia del presidente americano Donald Trump. Dalla fine di maggio i manifestanti si oppongono alla costruzione di un hotel in una riserva naturale lungo la costa, un progetto collegato alla figlia del presidente Usa, Ivanka, e al marito Jared Kushner. L’iniziativa ha alimentato accuse di presunta corruzione e di mancanza di trasparenza.

La solidarietà degli studenti

Solidali con il movimento, gli studenti hanno spiegato di essere scesi in piazza anche per denunciare le condizioni dell’insegnamento universitario, l’aumento delle tasse di iscrizione e la scarsa attenzione verso i giovani. Secondo la polizia, gli scontri hanno causato sei feriti tra agenti e una giornalista, nessuno in modo grave. Sul numero degli arresti i dati divergono: i media locali parlavano di una dozzina di fermati, mentre le forze dell’ordine hanno poi indicato 23 persone arrestate. Un gruppo di manifestanti “si è reso protagonista di atti di violenza” rivelano le fonti della polizia. “Hanno inoltre danneggiato la facciata del ministero con sampietrini e altri oggetti”. Secondo il comunicato, i manifestanti hanno continuato a prendere di mira gli agenti con bottiglie molotov, petardi, pietre e altri proiettili.

La risposta del Governo

Il ministro dell’Interno, Ervin Demo, ha “invitato tutti i partecipanti alla calma, la violenza è ingiustificabile”, in un messaggio apparso su Facebook. Sullo stesso canale social il vice primo ministro, Albana Kociu, ha pubblicato un video che mostra un manifestante scontrarsi con un gruppo di agenti, accompagnato dal messaggio: “La violenza non è stata, non è e non sarà mai la soluzione”.

La denuncia dei giornalisti

L’Associazione dei giornalisti albanesi ha denunciato che un cronista ha riportato lesioni fisiche per mano della polizia e che a una troupe è stato impedito di documentare la protesta. “Invitiamo la Polizia di Stato a cessare immediatamente gli attacchi a media e giornalisti. È inaccettabile e richiede un intervento urgente dell’Agenzia di vigilanza sulla polizia e della magistratura”, si legge nella nota.

La nota della Ue

“Siamo a conoscenza delle accuse di uso eccessivo della forza da parte della polizia contro manifestanti e giornalisti. Ci aspettiamo che le azioni della polizia siano proporzionate e rispettino i diritti fondamentali, e ci aspettiamo che questi casi vengano indagati con la massima priorità” riprende la nota della delegazione dell’Unione europea in Albania che rivolge un appello alla moderazione e al confronto. “Incoraggiamo tutte le parti a ridurre le tensioni. Un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti è l’unica via da seguire”.

 

- / 5
Grazie per aver votato!

Notifiche push abilitate

Grazie per aver abilitato le notifiche!

Lascia un commento