Mercoledì della V settimana di Quaresima 1 Aprile Commento al Vangelo

Mercoledì della V settimana di Quaresima / Vangelo:  “Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”.(Commento di Claudia e Paola Campo)

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 8,31-42 In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Parola del Signore.

Questo brano, denso e impegnativo, pone tanti interrogativi alla nostra vita. Sento il bisogno di essere liberato? E da cosa? Cosa intendo io per libertà? Qual è, (o forse chi è?) quella verità che mi farà libero? Due personaggi ci possono condurre: il primo è Abramo, di cui ci è chiesto di fare le opere. E quali sono queste opere? La relazione con Dio, il fare liberamente la sua volontà uscendo dalle proprie sicurezze, il fidarsi. L’altro personaggio che ci è venuto alla mente è il Padre misericordioso che lascia piena libertà al figlio, permettendogli di scoprire che la vera libertà è il “rimanere” col Padre. L’ultima frase del Vangelo di oggi ci porta, però, a porre ancora una volta lo sguardo su Gesù: solo Lui, il Figlio, ci rivela qual è la vera libertà cioè la rinunzia a se stessi per accogliere l’Altro in una relazione d’amore, in una relazione filiale. Questa conversione si realizza nella relazione personale con Lui, nell’incontro con la Parola di Dio, che libera, che salva, che cambia il nostro cuore e il nostro sguardo, che ci guida ogni giorno ad affrontare gli eventi e a compiere le nostre scelte con piena libertà interiore. E il questo tempo doloroso la nostra libertà di cuore, riscattata dalla Croce di Cristo, dal suo Corpo spezzato e dal suo Sangue versato, sia pegno e sorgente della gioia che nasce da una vita continuamente rinnovata dal Suo amore misericordioso che perdona e consola.

Mese Missionario: la comunità parrocchiale di Santo Stefano e San Zenone domenica 28 settembre ha incontrato Don Giovanni Ruozi

Domenica 28 settembre

Il mese missionario si è aperto in modo davvero speciale per la nostra comunità parrocchiale di Santo Stefano e San Zenone, che domenica 28 settembre ha incontrato Don Giovanni Ruozi, missionario in Madagascar, a Reggio per un periodo di vacanza e riposo.

Durante il soggiorno in Italia, Don Giovanni ha colto l’occasione per incontrare numerosi amici (purtroppo non tutti, come lui stesso ha rilevato alla vigilia della partenza, fissata per i 2 ottobre) e le comunità parrocchiali in cui aveva svolto il suo ministero.

Non poteva mancare l’incontro con la comunità di origine, che ha vissuto con gioia, commozione e gratitudine la festosa celebrazione liturgica e il successivo momento conviviale, durante il quale è stato festeggiato, con tre settimane d’anticipo, il 40esimo compleanno di Giobo, come lo chiamano gli amici di sempre.

Erano infatti presenti tanti amici, non più residenti in Parrocchia, ma riuniti per la speciale ricorrenza.

Il clima familiare in cui si è svolta la giornata ha favorito la conversazione spontanea e lo scambio reciproco di esperienze, ha valorizzato la testimonianza calda e avvincente di Don Giovanni e “ricaricato” la comunità all’avvio di un nuovo e impegnativo anno pastorale.

Durante la S. Messa, Don Giovanni ha amministrato il battesimo a due bambini, Simone e Luca, e ha guidato la comunità,  con riferimenti personali e richiami alle esperienze condivise, a riflettere sul cammino del battezzato come progressivo conformarsi a Cristo: abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù (Filippesi 2,5).

In tema di cammino anche il dono destinato al festeggiato: un paio di sandali, per camminare simbolicamente con lui sulle strade del Madagascar. Il cammino comune si concretizzerà nel ricordo e nella preghiera con cui la comunità di Santo Stefano e San Zenone si impegna ad accompagnare don Giovanni nel suo ritorno in terra malgascia.

di Paola Campo

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Nella foto la torta di compleanno preparata da Maura e Fabrizia, che – con particolare abilità – hanno rappresentato l’oceano e le foreste del Madagascar, le case e il campanile della chiesa di Santo Stefano, gli immancabili sandali e un significativo richiamo biblico ai 40 anni di cammino percorsi sotto lo sguardo del Signore Dio (Deuteronomio 8,2)