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Hamas ha lasciato il governo di Gaza ma non ha ancora avviato il piano di disarmo

Hamas ha lasciato il governo di Gaza ma non ha ancora avviato il piano di disarmo

Avvenire

Hamas ha sciolto il governo con cui ha dominato Gaza fin dal 2007 e si prepara a cedere la direzione politica dell’enclave al Comitato Nazionale per l’amministrazione di Gaza (Ncag), un organo esecutivo ad interim composto da tecnocrati palestinesi. Ad annunciarlo, lunedì, in una conferenza stampa tenutasi presso l’ospedale al-Aqsa di Deir el-Balah, Ismail al- Thawabata, direttore dell’Ufficio comunicazione dell’esecutivo islamista.
L’intenzione di procedere al passaggio di consegne arriva nove mesi dopo il cessate il fuoco dell’ottobre scorso, ed è previsto dal piano di stabilizzazione elaborato dagli Stati Uniti e sostenuto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la risoluzione n° 2803. Hamas ha dichiarato che il piano di trasferimento del potere all’esecutivo costituito dai 15 tecnocrati è stato illustrato, presente un osservatore dell’Onu, alle altre fazioni politiche e militari palestinesi, all’Alto comitato per gli affari tribali di Gaza e a diversi rappresentanti della società civile. Il piano non prevede la sostituzione del vasto numero di impiegati e professionisti che sostanziano la burocrazia della Striscia. Questi resteranno al loro posto per mandare avanti i servizi pubblici ed evitare il vuoto amministrativo. La decisione di Hamas non fa riferimento alla sua ala militare, il disarmo della quale resta uno dei nodi più difficili da sciogliere, ma viene presentata come un chiaro segno dell’impegno a proseguire il piano di ricostruzione. L’annuncio arriva tre giorni dopo la fine dell’ultima riunione del Board of Peace, i cui organi si sono ritrovati a Cipro nel tentativo di rilanciare i negoziati e trovare soluzioni alternative per l’attuazione del difficilissimo processo di pace.
«Alla fine, giudicheremo sulla base delle azioni, non delle promesse, e dalla loro capacità di rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione di Gaza», ha affermato il Board con un post pubblicato sul social X. Nel messaggio, l’istituzione creata dal presidente americano Trump ha sottolineato inoltre che l’autorità del comitato tecnico palestinese deve declinarsi senza impedimenti, fino al « pieno controllo» di tutte le armi presenti nella Striscia. Il piano «un’autorità, una legge, un’arma», presentato ad Hamas a fine marzo dall’Alto Rappresentante del Board, Nickolay Mladenov, prevede, in un arco di tempo di otto mesi, la progressiva consegna degli armamenti e un parallelo ritiro da Gaza dell’esercito israeliano, il cui controllo sull’enclave si è esteso nei mesi della «tregua» fino a coprire il 60% del territorio. Secondo Mladenov l’annuncio di Hamas «evidenzia l’importanza di portare a una conclusione positiva le discussioni sulla road map».
L’inattesa volontà di abbandonare il potere a Gaza, ha riferito al quotidiano Haaretz un membro di Hamas, viene dal convincimento che il premier israeliano Netanyahu «non voglia in nessun modo fare dei passi in avanti, ma proverà a presentare ai mediatori e a Mladenov un’iniziativa che mostri un’apparente flessibilità». Una mossa contro lo stallo pianificato, dunque, contro lo stesso governo, quello guidato da Netanyahu, che ancora non ha permesso all’Ncag di mettere piede a Gaza.
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