Wireless, “Stop 5G a Reggio Emilia”: mobilitazione di cittadini per una Mozione Popolare

E’ partita a Reggio Emilia la raccolta di firme per una Mozione Popolare da inoltrare al Sindaco in merito all’avanzata della tecnologia 5G, la rete wireless di quinta generazione.

Preoccupati per la portata globale del progetto e dall’assenza di studi che ne garantiscano l’innocuità per la salute e per l’ambiente, accogliendo l’allarme sollevato da gruppi di medici e scienziati di tutto il mondo, tra cui gli studi della Dott. Fiorella Belpoggi dell’Istituto Ramazzini di Bologna (che ha evidenziato una correlazione tra esposizione a radiofrequenze di tipo 3G e l’aumento di probabilità di insorgenza di patologie tumorali, neurologiche, cardiache e alterazioni della fertilità) un gruppo spontaneo di cittadini, ha deciso di appellarsi al proprio Sindaco, nel suo ruolo di garante della salute dei propri cittadini, affinché applichi il principio di precauzione prima di acconsentire all’installazione sul proprio territorio delle strumentazioni necessarie all’implementazione di detta tecnologia.

“Non si tratta di essere contrari alla tecnologia -spiegano- ma di auspicarne lo sviluppo insieme alla tutela della salute pubblica”.

Per raggiungere lo scopo di avere case, autostrade e città “intelligenti” o auto a guida autonoma, saranno infatti necessarie milioni di nuove stazioni base 5G sulla Terra e sono previsti 20.000 nuovi satelliti nello spazio che completino l’irraggiamento dell’intero pianeta.

“Questo significa che nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, nessun insetto e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, senza alcuna possibilità di fuga in nessun luogo sul pianeta e con livelli di radiazione necessariamente molto maggiori di quelli esistenti oggi.

Il timore che un’implementazione affrettata del 5G possa provocare effetti gravi e potenzialmente irreversibili sugli esseri umani e danni permanenti a tutti gli ecosistemi della Terra richiede un atteggiamento di massima prudenza. Non tutto ciò che si può tecnicamente fare è giusto o lecito fare. C’è un punto di non ritorno che non va superato”.

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