Nel giorno della festa di Sant’Antonio abate, protettore degli animali, riproponiamo alcune parole dei Pontefici su questi esseri viventi, molti dei quali popolano le pagine delle Sacre Scritture

Papa Leone XIV e un cavallo donato da un allevatore polacco (@Vatican Media).

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano – Vatican News

La Chiesa ricorda oggi Sant’Antonio abate che è solitamente raffigurato con accanto un maiale e al collo una campanella. Tale rappresentazione iconografica è legata al fatto che l’antico Ordine ospedaliero degli “Antoniani” allevava maiali all’interno dei centri abitati. Il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti da un morbo che in seguito verrà chiamato “fuoco di Sant’Antonio”. Nel giorno della sua festa liturgica si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici.

L’alleanza di Dio con ogni essere vivente
Nella Bibbia è ricorrente il riferimento agli animali. Ripercorriamo alcune riflessioni dei Pontefici su questi esseri viventi cominciando da una parola che ne comprende molti: l’arca, che per l’Antico Testamento è il simbolo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Sul significato dell’arca si sofferma Papa Giovanni Paolo II, il 21 febbraio del 1988, durante la visita alla parrocchia romana di Santa Prisca.