Come e perché non invaderemo mai Marte






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Diffusi i dati del Rapporto annuale, in Nigeria lo scenario di sangue peggiore con l’assassinio di tre sacerdoti e due seminaristi. Dal Duemila a oggi il numero dei missionari e degli operatori pastorali che hanno trovato morte violenta è di 626
Federico Piana – Città del Vaticano – Vatican News
Nel 2025, in tutto il mondo, sono stati uccisi 17 tra sacerdoti, religiose, seminaristi e laici. Sono i dati del nuovo rapporto sui missionari e gli operatori pastorali che hanno perso la vita nel contesto della diffusione della fede presentato questa mattina dall’agenzia di stampa Fides, organo di informazione delle Pontificie opere missionarie.
Testimoni del Vangelo
Il rapporto svela come, nell’anno che si sta per concludere, l’Africa abbia registrato il più alto numero di uccisioni, in totale 10: 6 sacerdoti, 2 seminaristi, 2 catechisti. «Nel continente americano — si legge ancora nel testo — sono stati uccisi 4 missionari (2 sacerdoti, 2 religiose), in Asia 2 (un sacerdote, un laico). In Europa è stato ucciso un sacerdote».
Numeri e storie
In 25 anni, dal 2000 al 2025, il numero dei missionari e degli operatori pastorali assassinati ha toccato quota 626. Un elenco di uomini, donne e giovani che ormai da tempo, spiega Fides, «non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto ma cerca di registrare tutti i cristiani cattolici impegnati in qualche modo nell’attività pastorale, morti in modo violento, anche se non espressamente “in odio alla fede”».
Amore senza fine
Propagatori credibili d’amore – come ha detto Leone XIV nell’omelia della Messa dei martiri e testimoni della fede del XXI Secolo del 14 settembre scorso nella Basilica di San Paolo – hanno fatto conoscere la Parola di Dio «senza mai usare le armi della forza e della violenza, ma abbracciando la debole e mite forza del Vangelo». Il rapporto, però, non cita solo dati, numeri, statistiche. Svela anche nomi e storie. Che spesso raccontano anche le vicende di nazioni tormentate da guerre, rivoluzioni, povertà. Come in Africa, appunto, il continente più bagnato dal sangue versato da sacerdoti e operatori pastorali.
Sangue e Vangelo
Solo per fare qualche esempio, Mathias Zongo e Christian Tientga stavano viaggiando a bordo delle loro moto nei pressi della città di Bondokuy, in Burkina Faso, quando un gruppo di uomini armati li ha assaliti ed uccisi. Era il 25 gennaio dello scorso anno ed i due giovani uomini erano catechisti della parrocchia di Ouakara. Molto amati e stimati. E poi c’è Luka Jomo, parroco di El Fasher, capitale dello Stato sudanese del Darfur settentrionale dilaniato da una guerra civile senza pietà. Il religioso, la morte l’ha incontrata di notte durante gli scontri tra esercito governativo e Forze di supporto rapido: le schegge di un proiettile vagante l’ hanno ucciso mentre era in compagnia di due giovani
Nigeria, la più colpita
Tra le nazioni africane, la Nigeria è quella nella quale, quest’anno, sono stati assassinati più sacerdoti ed operatori pastorali: tre preti e due seminaristi, vittime delle violenze, dei rapimenti e delle rapine che ormai da anni stanno imperversando nel Paese.
«Tutto questo è causa di grande tristezza. E anche un po’ di vergogna» ha detto l’arcivescovo Fortunatus Nwachukwu, segretario del Dicastero per l’evangelizzazione, in un’intervista pubblicata oggi da Fides a corredo del rapporto. «La Nigeria — ha sostenuto — è uno dei Paesi con la popolazione più religiosa del mondo. Un popolo di credenti, cristiani e musulmani. Noi tutti diciamo di essere gente di pace. Anche gli amici musulmani ripetono continuamente che l’Islam è la religione della pace. E davanti a certi fatti e certe situazioni vorrei vedere gli amici musulmani denunciare e respingere l’uso della loro religione per compiere atti di violenza. Tutti dobbiamo rifiutare qualsiasi giustificazione all’uso della religione per compiere atti violenti fino al punto di uccidere persone».
Aiuti esterni
«In questa situazione — ha aggiunto il presule — un intervento dall’esterno, indiretto, per sostenere lo Stato e il governo davanti ai gruppi estremisti e aiutare il Paese a rimuovere le cause della violenza generalizzata potrebbe non essere una cosa del tutto ingiustificata e fuori luogo». «Un Paese — ha spiegato ancora — può trovarsi in condizione di non riuscire a affrontare le proprie crisi e lacerazioni senza un aiuto esterno. Vedo tanti amici musulmani che non sanno loro stessi come reagire davanti a quello che sta succedendo. E l’immobilismo del governo è evidente».
Haiti ed Euorpa
Situazione dolorosa anche ad Haiti – dove nel drammatico contesto dello scontro tra bande armate, lo scorso 21 marzo, le gang hanno assassinato due suore della stessa congregazione religiosa – e in Messico, dove un prete è stato trovato morto dopo essere stato rapito. Ma non è stata risparmiata neanche l’Europa. In Polonia, il 13 febbraio, un prete di 58 anni è stato trovato strangolato nella canonica della sua chiesa.
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Intelligenza artificiale e rapporti di forza ad essa collegati, proteste giovanili diffuse, disastri naturali sempre più frequenti: da questi fenomeni è stato caratterizzato il 2025, senza contare la zavorra del debito che pesa sui Paesi fragili e i conflitti combattuti su diversi fronti nel mondo. In questo contesto le prospettive per il 2026 sembrano delineare scenari allarmanti: 200 milioni di bambini bisognosi di aiuto tra conflitti e carestie. Invertire questa previsione, però, è possibile, percorrendo altre vie: quelle che portano alla riconciliazione tra i popoli e alla costruzione di canali di dialogo. L’auspicio è dunque vivere il 2026 con questa prospettiva di speranza, con uno sguardo consapevole a quanto accaduto nell’anno passato, come raccontiamo in questo primo numero dell’anno di Atlante.
Osservatore Romano
Colori liturgico Bianco
Antifona
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
il Signore nostro Dio è luce per noi. (Cf. Sal 117,26-27)
Colletta
O Dio, tu hai voluto che l’umanità del Salvatore,
nella sua mirabile nascita dalla Vergine Maria,
non fosse sottoposta alla comune eredità dei nostri padri:
fa’ che, liberati dal contagio dell’antico male,
possiamo anche noi
far parte della nuova creazione,
iniziata da Cristo tuo Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
Prima Lettura
Chi rimane in Dio non pecca.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 2,29- 3,6
Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.
Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 97 (98)
R. Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.
Oppure:
R. Esultiamo nel Signore, nostra salvezza.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi.
A quanti lo hanno accolto
ha dato il potere di diventare figli di Dio. (Gv 1,14a.12a)
Alleluia.
Vangelo
Ecco l’agnello di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore.
Sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore,
l’offerta del tuo popolo
e per questo sacramento di salvezza
donaci di conseguire il possesso dei beni eterni,
nei quali crediamo con amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Accogli, o Signore, i doni del tuo popolo
e per questa offerta donaci di sperimentare l’aiuto
che attendiamo dalla tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Per il grande amore con il quale ci ha amato,
Dio ha mandato il proprio Figlio
in una carne simile a quella del peccato. (Cf. Ef 2,4; Rm 8,3)
Oppure:
Ecco l’Agnello di Dio,
colui che toglie il peccato del mondo! (Gv 1,29)
Dopo la comunione
O Dio, che vieni a noi
nella partecipazione al tuo sacramento,
rendi efficace nei nostri cuori la sua potenza,
perché il dono ricevuto ci prepari a riceverlo ancora.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Nutriti del Corpo santo e del Sangue prezioso di Cristo,
ti chiediamo, Signore Dio nostro,
che il mistero celebrato con fede
operi in noi la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Ambito laziale sec. XX, Trionfo del nome di Gesù

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