Il rumore delle guerre copre il bene, ma la forza umile dell’amore genera pace
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«Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia». È l’orazione «per il disarmo e per la pace» elevata da Leone XIV nel video con l’intenzione per il mese di marzo, diffuso oggi attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa. Una supplica accorata per chiedere che i leader «abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte, fermare la corsa agli armamenti e mettere al centro la vita dei più vulnerabili», e che «la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro dell’umanità».
Le parole del Pontefice partono da una consapevolezza: purtroppo sta vincendo la logica della guerra. Prima il conflitto in l’Ucraina, poi quello a Gaza, ora l’attacco all’Iran che sta infiammando il Medio Oriente, una vera polveriera pronta ad esplodere con conseguenze devastanti. E questo senza dimenticare quanto accade tra Pakistan e Afghanistan, in Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo, in Myanmar e in altri luoghi dove si combattono guerre definite “a bassa intensità”, come se questo le rendesse meno cruente e dolorose per chi le subisce. Non meraviglia che in questo scenario cupo la spesa militare globale abbia raggiunto livelli mai visti, spinta da un ritorno della retorica della deterrenza armata nel dibattito politico. L’Unione europea ha varato un piano di riarmo da 800 miliardi di euro e i bilanci destinati alla difesa a livello mondiale aumentano a danno di investimenti per lo sviluppo. E sembra non spaventare nemmeno il tema più volte evocato dell’uso di ordigni nucleari.
È in tale contesto, il più drammatico e allarmante degli ultimi decenni, che oggi si celebra la quarta Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 7 dicembre 2022. Si potrà discutere ancora una volta sull’utilità di certe iniziative. E forse anche la ricorrenza di oggi passerà inosservata, sovrastata dall’assordante rumore delle bombe. Motivo in più, invece, per riflettere sulla deriva distruttiva che si è imboccata. Una deriva che al multilateralismo sostituisce la legge del più forte, che al negoziato preferisce l’attacco preventivo, che all’interesse generale antepone quello particolare, con una conseguente perdita di quei riferimenti che prima, seppure imperfetti, cercavano di garantire quel diritto internazionale divenuto ora carta straccia. Una situazione ben sintetizzata dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, secondo il quale «si va pericolosamente affermando un multipolarismo caratterizzato dal primato della potenza e dell’autoreferenzialità».
Dinanzi a questo scenario, alla voce del Papa oggi si unisce quella del segretario generale dell’Onu, António Guterres. Anch’egli rivolge un appello ai governi, esortandoli «a fare un passo indietro, a smettere di agitare la spada di Damocle nucleare e a fermare la corsa agli armamenti. È tempo di investire nell’architettura della pace, non negli strumenti di guerra». L’auspicio è che i leader delle nazioni abbiano un rigurgito di coscienza, che non restino sordi, non solo a questi appelli autorevoli, ma soprattutto all’accorata richiesta di pace che giunge dai popoli, che pagano sempre il prezzo più alto di ogni guerra. (gaetano vallini)
AGI – Il nuovo conflitto in Medio Oriente obbliga il governo a modificare l’agenda del Cdm, con una possibile revisione delle priorità di spesa per i prossimi mesi. Uno dei focus dell’attività dell’esecutivo potrebbe essere dedicato proprio ai fondi per la difesa, sempre però nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e delle regole Ue. Sarebbero al vaglio, riferiscono fonti della maggioranza, i provvedimenti di spesa in programma per i prossimi mesi.
La preoccupazione principale dell’esecutivo, viene riferito, sarebbe legata all’andamento del prezzo dell’energia, in particolare a quello del gas, che in Italia incide in modo determinante sull’importo delle bollette. Gli stoccaggi al momento sono alti, sopra al 50%, tra i più elevati in Europa, con la stagione invernale che volge al termine porterà ad una diminuzione dei consumi per il riscaldamento. I timori riguarderebbero soprattutto l’eventualità che le ostilità possano trasformarsi in un conflitto di lunga durata, che coinvolge molti partner commerciali nell’area del Golfo Persico.
Il rinvio del Cdm e il Piano Casa
Domani avrebbe dovuto tenersi un Consiglio dei ministri, la convocazione non era stata ancora formalizzata, ma la riunione non avrà luogo. Ora viene ipotizzata una possibile seduta martedì 10 marzo nel pomeriggio ma con un ordine del giorno che sarebbe ancora tutto da costruire. La Lega spinge per portare in discussione in Cdm il primo provvedimento del Piano Casa già la prossima settimana. “Porterò un primo decreto che mette a disposizione delle Ater e le Aler circa 950 milioni destinati al recupero del patrimonio di edilizia residenziale e sociale, attualmente non assegnato perché non a norma”, per ristrutturare tra “50 e 60mila appartamenti”, spiega il vice premier Matteo Salvini.
Perplessità sul Piano Casa e revisione della spesa
Fonti però spiegano che il provvedimento non sarebbe ancora completo e ci sarebbero alcune perplessità su alcune misure tra gli altri partiti della maggioranza. Non sarebbe scontato, dunque, che il provvedimento approdi in Cdm martedì visto il contesto. Il provvedimento inizialmente potrebbe non avere a disposizione l’intera somma prevista originariamente, a quanto filtra, proprio in virtù della necessità di passare al setaccio ogni voce di spesa.
Confronto sui prezzi dell’energia e lotta alla speculazione
Nel prossimo Cdm, viene riferito, potrebbe svolgersi anche un confronto sull’andamento dei prezzi dell’energia, a partire da quello del gas, e sul monitoraggio dei prezzi al consumo dopo i primi giorni del nuovo conflitto. “Sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”, assicura la premier Giorgia Meloni. Poi la presidente del Consiglio ricorda: “Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera, che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta”.
Rallentamenti per il Dl fiscale e altre questioni
Tra i provvedimenti che potrebbero subire un rallentamento ci sarebbe anche il nuovo Dl fiscale, che dovrebbe contenere misure in materia di iperammortamento per le imprese, il rinvio a luglio della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi e un possibile scudo per i condomini sui controlli del fisco sul Superbonus per salvare i proprietari dalle responsabilità incolpevoli legate alle irregolarità. Quest’ultima misura, a quanto filtra, sembrerebbe avere incontrato uno stop. Resta nel limbo anche la questione del rinnovo del vertice della Consob, in scadenza l’8 marzo.

Avvenire

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Succede nel 2012 quando Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinska, due talentuosi grafici e illustratori polacchi, pubblicano Mappe, un volume che trasforma quello che avrebbe potuto essere un semplice atlante, un manuale standard di geografia, in un’avventura straordinaria attorno al mondo in cui le grandi tavole illustrate a doppia pagina piene di dettagli curiosi e originali sulla storia, l’economia, gli usi e i costumi, i personaggi e la cultura dei diversi Paesi e continenti del mondo diventano nelle mani dei giovanissimi lettori materia vivace e accattivante da osservare ed esplorare. Un inaspettato successo planetario con vendite, edizioni e traduzioni al top ma ancor prima un cambio di passo sostanziale, il segnale evidente che a cominciare dal primo decennio degli anni Duemila molte cose stavano cambiando nel mondo editoriale della divulgazione per l’infanzia. A cominciare dall’idea che bellezza e conoscenza potevano fare un tutt’uno. Situato tra un prima e un dopo nel mondo della nonfiction, il caso editoriale di Mappe apre la poderosa ricerca di Giorgia Grilli L’incanto del mondo. Bellezza e conoscenza negli albi illustrati nonfiction (Donzelli, pagine 288, euro 35,00), uno studio sulla rivoluzione degli albi illustrati di divulgazione per l’infanzia, punto di arrivo di un ampio lavoro iniziato nel 2018 da un gruppo di studiosi del Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, con la partnership della stessa Fiera del libro per ragazzi di Bologna grazie alla quale i ricercatori hanno potuto ricevere dagli editori di tutto il mondo i volumi più innovativi in catalogo dall’inizio del nuovo millennio, mapparli, studiarli e confrontarli con quelli della divulgazione più tradizionale.
Docente di letteratura per l’infanzia e storia dell’illustrazione presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna e co-fondatrice del Centro di ricerche in letteratura per l’infanzia (Crli), Giorgia Grilli delinea un nuovo corso che va oltre la semplice innovazione formale, un trend dell’editoria per l’infanzia a livello internazionale di titoli “non convenzionali”: volumi di dimensioni inconsuete, forme eccentriche, testi sintetici e ridotti al minimo spesso per niente descrittivi, e illustrazioni d’autore, sorprendenti ed espressive che raccontano più di quanto potrebbero fare le parole. «Oggetti editoriali», suggerisce Giorgia Grilli, frutto di ingegnose ideazioni e progettazioni frutto del lavoro creativo di chi ha in mente in prima battuta non tanto certi contenuti da trasmettere quanto un oggetto «pensato per essere attraente, oltre che illuminante rispetto a certi fenomeni della realtà. Un oggetto prezioso in quanto tale: da vedere, sfogliare, tenere in mano, esplorare, con cui giocare, immaginare, sognare, oltre che utile a conoscere qualcosa del mondo reale».
I nuovi nonfiction picture book non vogliono insegnare qualcosa nel senso più tradizionale del termine, trasmettere nozioni e idee, verità da apprendere, piuttosto aprire strade alla conoscenza, fare domande, non dare risposte. Coinvolgere il lettore in un gioco di ricerca ed esplorazione reso accattivante dalla loro bellezza, presupponendo che la conoscenza e il sapere si acquisiscono meglio se insieme al cervello e alla ragione sono chiamati in causa piacere, meraviglia, immaginazione, suggestione, emozione. Niente a che vedere con i tradizionali manuali illustrati di divulgazione, in cui le figure apparivano come un’appendice a corredo del testo cui si affidava la vera funzione istruttiva. La novità della divulgazione contemporanea è che l’estetica non è più una qualità accessoria, che la forma è diventata sostanza e che attraverso l’arte si aprono altri sguardi e altre prospettive perché il mondo illustrato con arte è diverso e sorprendente ogni volta che qualcuno lo illustra. E c’è anche altro: il ribaltamento di testo e immagini, spiega Giorgia Grilli, «incide sul modo con cui i bambini conosceranno il mondo e sull’oggetto stesso della loro conoscenza». Ecco perché osservare e studiare la divulgazione per l’infanzia significa incrociare un tema educativo e filosofico che «riguarda noi, il mondo e il nostro rapporto con esso, conoscitivo, ma anche poi affettivo ed etico». Se la bellezza ci salverà possiamo solo sperarlo accettando la sfida di raccontare cose importanti del mondo, attraverso l’arte. L’arte capace di rendere più complesse le cose, di mettere in discussione le definizioni rigide. Anche quando prende la strada della divulgazione.
Abbattuto un missile di Teheran in Turchia. Gli Usa affondano una nave iraniana in Sri Lanka. I curdi smentiscono l’offensiva via terra. Nuovi raid su Teheran che continua gli attacchi su Israele e i Paesi del Golfo. Lo Stato Ebraico colpisce ancora Beirut dopo l’avanzata delle sue truppe nel sud del Libano. Meloni e Crosetto da Mattarella. “La situazione è grave”, sottolinea la premier. Oggi alle Camere per il voto sugli aiuti ai Paesi del Golfo
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