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Santo del giorno 26 Aprile San Cleto, papa

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Dal Martirologio

A Roma, commemorazione di san Cleto, papa, che resse la Chiesa di Roma per secondo dopo l’apostolo Pietro.

Altri Santi

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San Primitivo, martire

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San Basiléo, vescovo e martire

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San Ricario, sacerdote

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San Pascasio Radberto, abate

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Santi Guglielmo e Pellegrino, eremiti

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Beati Domenico e Gregorio, sacerdoti

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Santo Stefano, vescovo di Perm

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Beato Raffaele Arnáiz Barón, religioso

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Beato Giulio Junyer Padern, sacerdote

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Beati Stanislao Kubista, sacerdote e Ladislao Goral, vescovo

Papa Leone XIV, su Tv2000 la Messa con ordinazioni presbiterali nella Giornata delle vocazioni

Tv2000, domenica 26 aprile alle ore 9, trasmette in diretta dalla Basilica San Pietro, la Messa con le ordinazioni presbiterali presieduta da Papa Leone XIV, in occasione della Giornata mondiale delle vocazioni. E alle ore 12 la preghiera del Regina Caeli. Le celebrazioni sono in diretta e on demand su Play2000 e anche su Radio inBlu2000.

Fonte: Tv200

Domenica 26 Aprile 2026 Messa del Giorno IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO A

Icona bizantina dipinta a mano di Gesù Cristo Buon Pastore - Etsy Italia

Colore Liturgico Bianco

Antifona
Dell’amore del Signore è piena la terra;
dalla sua parola furono fatti i cieli. Alleluia. (Sal 32,5-6)

Si dice il Gloria.

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l’umile gregge dei tuoi fedeli
giunga dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Oppure:

O Dio, nostro Padre,
che hai inviato il tuo Figlio, porta della nostra salvezza,
infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore, che ci dona la vita in abbondanza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Prima Lettura
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.
Dagli Atti degli Apostoli
At 2,14a.36-41

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 22 (23)

R. Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. R.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.

Seconda Lettura
Siete stati ricondotti al pastore delle vostre anime.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 2,20b-25

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete
con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)

Alleluia.

Vangelo
Io sono la porta delle pecore.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,1-10

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

Si dice il Credo.

Sulle offerte
O Dio, che in questi santi misteri
compi l’opera della nostra redenzione,
fa’ che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
È risorto il buon pastore
che ha dato la vita per le sue pecore,
e per il suo gregge è andato incontro alla morte. Alleluia.

*ABC
Io sono il buon pastore e do la mia vita per le pecore.
Alleluia. (Gv 10,14-15)

Dopo la comunione
O Dio, pastore buono,
custodisci nella tua misericordia
il gregge che hai redento con il sangue prezioso del tuo Figlio
e conducilo ai pascoli della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Sabato 25 Aprile 2026 Messa del Giorno SAN MARCO, EVANGELISTA – FESTA

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Colore liturgico Rosso
Antifona
Andate in tutto il mondo
e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Alleluia. (Mc 16,15)

Si dice il Gloria.

Colletta
O Dio,
che hai glorificato il tuo evangelista Marco
con il dono della predicazione del Vangelo,
concedi a noi di imparare dal suo insegnamento
a seguire fedelmente le orme di Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Prima Lettura
Vi saluta Marco, figlio mio.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 5,5b-14

Carissimi, rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili.
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, riversando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo.
E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza nei secoli. Amen!
Vi ho scritto brevemente per mezzo di Silvano, che io ritengo fratello fedele, per esortarvi e attestarvi che questa è la vera grazia di Dio. In essa state saldi! Vi saluta la comunità che vive in Babilonia, e anche Marco, figlio mio. Salutatevi l’un l’altro con un bacio d’amore fraterno. Pace a voi tutti che siete in Cristo!

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 88 (89)

R. Canterò in eterno l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra i figli degli dèi? R.

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Noi annunciamo Cristo crocifisso:
potenza di Dio e sapienza di Dio. (1Cor 1,23a.24b)

Alleluia.

Vangelo
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore.

Sulle offerte
Accogli, o Signore,
il sacrificio di lode che ti offriamo
nel ricordo glorioso di san Marco,
e fa’ che nella tua Chiesa
sia sempre viva e operante
la predicazione del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine del mondo. Alleluia. (Mt 28,20)

Dopo la comunione
Il dono ricevuto dal tuo santo altare
ci santifichi, Dio onnipotente,
e ci renda forti nell’adesione al Vangelo
che san Marco ha predicato.
Per Cristo nostro Signore.

Pace, diritti, Costituzione: le parole d’ordine per festeggiare gli 80 anni della Repubblica

Pace, diritti, Costituzione: le parole d’ordine per festeggiare gli 80 anni della Repubblica

Adista
In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica che ripudia la guerra, Rete italiana Pace Disarmo e Sbilanciamoci! lanciano la proposta “La nostra Repubblica della Pace”, con l’idea di promuovere cento iniziative popolari – tra assemblee, manifestazioni, flash mob, volantinaggi, biciclettate, marce per la pace, letture della Costituzione e presidi nei territori – nei giorni precedenti l’80 anniversario della Repubblica italiana.
«Il 2 giugno 1946 gli italiani e per la prima volta le italiane votarono per eleggere l’Assemblea Costituente, che scrisse una delle Costituzioni più avanzate, sotto il profilo democratico, pacifista e sociale, del mondo», ricordano i promotori dell’iniziativa in una nota diramata il 20 aprile. «Contemporaneamente gli italiani e le italiane decisero di liberarsi, nel referendum istituzionale che si tenne lo stesso giorno, del Re e della monarchia dei Savoia, che avevano trascinato l’Italia in due guerre mondiali, in diverse spedizioni coloniali, nel fascismo e nella vergogna delle leggi razziali». In quel giorno, una grandissima partecipazione di popolo chiese a gran voce di voltare pagina: «Mai più sovrani autoritari, mai più fascismo, mai più guerre». Secondo Sbilanciamoci! e RiPD i costituenti hanno formulato la frase «l’Italia ripudia la guerra» con l’intento chiaro di segnare una svolta storica, indicando un prima («il ricorso alla guerra era subito dal popolo») e un dopo («la guerra doveva essere messa fuori dalla storia» della Repubblica nata dalla Resistenza).
Da allora sono passati 80 anni, nel corso dei quali i governi di tutti i colori che si sosno succeduti hanno tradito la Costituzione «trascinando l’Italia in guerre mascherate sotto il termine “umanitario” o di “pace”, giustificando le politiche di riarmo come necessarie alla sicurezza comune, impedendo che il diritto al lavoro, all’abitare, alla salute, all’istruzione potessero interamente realizzarsi nel solco di una reale giustizia ed eguaglianza sociale».
Sebbene calpestata, «la Costituzione è rimasta però come garanzia per i più deboli, come baluardo della democrazia e della partecipazione, come linfa vitale del conflitto e dell’emancipazione sociale, come baluardo di civiltà ad un mondo e a politiche sempre più piegate alla barbarie e all’autoritarismo». L’attaccamento del popolo italiano alla sua Carta lo ha dimostrato, recentemente, «la vittoria dei NO al referendum per mettere sotto il controllo dell’esecutivo la magistratura». La Costituzione resta, affermano le due organizzazioni, «un punto di riferimento irrinunciabile». In quell’occasione è stato determinante il contributo dei giovani, molti dei quali per la prima volta al voto, che le organizzazioni chiamano «generazione Gaza», che chiedono non di manomettere la Costituzione, bensì di attuarla alla lettera. «La Costituzione, come diceva Calamandrei è il nostro “programma politico”», spiegano RiPD e Sbilanciamoci!: «Il diritto al lavoro, e la sicurezza sul posto del lavoro, e il rifiuto della precarietà, la lotta alle diseguaglianze e alla povertà, la parità di genere, la tutela dell’ambiente e del paesaggio insieme al diritto all’istruzione, alla salute, alla casa, all’assistenza sociale, i diritti e l’accoglienza dei migranti sono i punti fondamentali su cui costruire un’economia diversa fondata sulla pace, la sostenibilità, i diritti».
Le organizzazioni firmatarie chiamano la società civile organizzata (gruppi, pacifisti, associazioni, sindacati, movimenti No Kings, ecc.) a celebrare questa importante ricorrenza «con iniziative popolari, organizzate dal basso e nei territori, evitando che la Festa della Repubblica sia ancora una volta “sequestrata” da parate militari e da interventi di quella classe politica che voleva, con il referendum, azzerarne uno dei valori fondanti: l’indipendenza della magistratura».