Libro. Le lettere di san Paolo e le lettere non giovannee

di: Paola Zampieri

Paolo di Tarso, pur non avendo conosciuto personalmente Gesù di Nazaret, è il primo a scrivere dei testi che annunciano con vibrante passione il Cristo risorto e gli effetti dirompenti di vita nuova prodotti dall’adesione credente a lui. È quanto mette in evidenza Andrea Albertin (1976-2005) nel libro postumo Annunciare e vivere Cristo. Le lettere di san Paolo e le lettere non giovannee, pubblicato nella collana Sophia della Facoltà teologica del Triveneto in coedizione con Edizioni Messaggero Padova, in libreria dal 21 gennaio 2026 (Didachè. Manuali, 16, pp. 424, € 42,00).

Per Paolo «vivere è Cristo»: la sua predicazione e la sua vita, plasmate e rinnovate dal Vangelo, avvertono come necessità l’annuncio di Gesù morto e risorto. La stessa dinamica attraversa anche le altre lettere neotestamentarie, delle quali qui sono approfondite quelle non giovannee (Ebrei, Giacomo, Pietro e Giuda).

«Questo testo – spiega nell’Introduzione l’autore, mancato improvvisamente il 1° luglio 2025, quando il manoscritto era già concluso (in seguito è stato rifinito per la stampa dal collega Michele Marcato) – offre gran parte del materiale d’insegnamento elaborato nel tempo per il corso di Letteratura paolina e lettere cattoliche non giovannee presso l’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova e il ciclo istituzionale della Facoltà teologica del Triveneto». E aggiunge: «L’auspicio è che ogni lettrice e ogni lettore possano appassionarsi ad annunciare e a vivere Cristo, come avvenne per Paolo e per gli autori delle altre lettere citate in questo libro».

Il manuale si presenta come introduzione didattica alla letteratura epistolare del Nuovo Testamento e «aiuta a comprendere le sfide affrontate dai nostri primi padri nella fede» sottolinea nella prefazione Jean Noël Aletti, con il quale Andrea Albertin ha conseguito il dottorato in Scienze bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma.

Spiega Aletti al lettore: «Leggendo pazientemente ciascuna delle lettere, potrai vedere come Paolo e gli altri apostoli hanno aiutato le giovani comunità a progredire nella conoscenza di Cristo con le sue implicazioni per la vita comunitaria, morale, religiosa e sociale».

Accanto alle informazioni di carattere storico e letterario di ciascun testo, la peculiarità del volume è la guida alla lettura seguendo lo sviluppo logico-argomentativo degli scritti. In tal modo, è possibile accostarsi a questa letteratura cogliendo la situazione epistolare che ha originato ciascun testo e l’intenzione retorica perseguita dagli autori. Ampio spazio è riservato all’esegesi di brani scelti.

Andrea Albertin presbitero della diocesi di Padova, è stato docente ordinario di Esegesi del Nuovo Testamento all’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova, alla Facoltà Teologica del Triveneto e all’Istituto di Liturgia Pastorale S. Giustina di Padova. Per le Edizioni Messaggero ha pubblicato: A che ora è la fine del mondo? I testi apocalittici nella Bibbia (2017); Leggere con sapienza la Bibbia. Un percorso di consapevolezza (2023); Ricominciare a credere. Itinerario biblico-liturgico per giovani e adulti (2023); Speranza per tempi incerti. Il futuro alla prova della fede (2024); Un Gesù deludente? I “no” che rendono figli nel Quarto Vangelo (2025).

Lettura e Vangelo del giorno 10 Febbraio 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal primo libro dei Re
1Re 8,22-23.27-30

In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse:
«Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra! Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore.
Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!
Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 83 (84)

R. Quanto sono amabili, Signore, le tue dimore!

L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. R.

Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio. R.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato. R.

Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa;
stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi. R.

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,1-13

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

Scendo a La Spezia per il teatro in cerca di bellezza, ma quella sera, a poche centinaia di metri, un ragazzo uccide un coetaneo. Lo spettacolo parla di morte, ma non di quella morte “fuori copione”: resta solo silenzio, preghiera, impotenza

La preghiera non è fuga, è lotta che tesse fraternità

Avvenire

La Spezia è la città più vicina al paese che abito, a Spezia scendo per il teatro, passione insopprimibile, scendo come un secchio in un pozzo cercando acqua buona a regalarmi bellezza, senso, domande. A La Spezia un adolescente ha accoltellato a morte un suo coetaneo. E io quella sera ero lì, a teatro, a poche centinaia di metri dal luogo del delitto. Lo spettacolo parlava di malattia, di paura, di morte eppure era muto, non parlava di quell’altra morte, di quella accaduta poche ore prima a poca distanza, perché era fuori copione, perché era diversa, perché ogni morte è diversa.
O forse perché non c’era niente da dire. Così in questi giorni ho solo fatto silenzio e pensato e ripensato al dolore delle vittime. Ho provato a pregare per loro, silenziosamente. Eppure qualcosa mancava. Città alta è il titolo di questa rubrica, vorrebbe essere una lettera dall’alto dei miei monti per chi vive la complessità della città, quando scrivo penso ai posti che ho abitato, a quelli che conosco, come potevo tacere su La Spezia? Lei è lì, la città, oltre la collina che vedo dalla finestra mentre scrivo al computer, ma dove trovare parole capaci di accarezzarne il pendio fino alla cima per poi scendere verso il mare? Intanto un’amica psicologa, donna di fede e perdutamente appassionata della vita, donna che non si lascia scippare l’entusiasmo dall’età o dalla fragilità fisica, proprio da Spezia, mi comunica che sta iniziando un progetto per aiutare alcuni educatori delle scuole superiori ad affrontare questo trauma. La invidio.
Lei almeno può fare qualcosa, mi dico. E io? Da qui? Sfoglio un vecchio libretto di David Maria Turoldo, un’intervista dal titolo “Preghiera come lotta”, le prime parole del frate poeta mi colpiscono: “uno dei luoghi comuni più stolti e funesti è che la preghiera sia “alienazione”, fuga mundi, “abdicazione delle proprie responsabilità e via dicendo sciocchezza in proposito…”, continuo la lettura, sono poche pagine, alla fine trovo qualcosa che mi consola profondamente, forse una possibilità. “Nella preghiera Dio tesse i fili della nostra fraternità”, mi blocco, penso che ad uccidere un ragazzo sia stata proprio una lama affilata, il filo tagliente di un coltello, a questo filo di morte Turoldo mi sta proponendo di opporre un altro filo, quello della fraternità. Turoldo profeta mistico, uomo d’azione, non certo uomo in fuga dal mondo, giura che la preghiera è ciò che può tessere i fili delle relazioni tra gli uomini, quella “degli sposi tra loro, dei genitori con i figli, dei fratelli e perfino dei fratelli di fede con i fratelli di nessuna fede, oppure anche tra fratelli di diversa fede”, mi aggrappo a questo filo di speranza. Immagino la mia povera e faticosa preghiera come un filo d’acqua, un filo di vento, un filo di voce, davvero un quasi niente che prova a uscire dalla finestra, a incamminarsi su per i sentieri dei boschi per poi scendere fino al mare.
Ci vuole fede, tanta fede per credere che un filo di preghiera possa resistere e arrivare a destinazione, ma è sempre Turoldo che mi rincuora: “perché i confini dell’uomo di preghiera sono gli stessi confini di Dio, cioè nessun confine. Se abbiamo appunto lo spirito di preghiera: perché allora è avere lo stesso Spirito santo di Dio in noi, a gemere con gemiti ineffabili, a pregare per noi, a cominciare lo stesso nostro volere e a portarlo a compimento. Questo Spirito che si libra sopra gli abissi…”. Lascio scorrere nel vento il mio filo di preghiera, imploro Dio che abiti il mio gemito, lo guardo incamminarsi verso Spezia, lo sento debole e inutile e in ritardo ma lo immagino fermarsi a bussare alle porte delle case che incontra, sfinito dalla fatica, a chiedere aiuto, per non morire. Forse la preghiera si muove così, mendicante, di porta in porta, diventa plurale, comunitaria, cosmica. Al filo violento del coltello che taglia i legami ecco il filo fragile che mendica aiuto, una tessitura di parole sussurrate, un gemito, una speranza, un bisogno.
Un silenzio condiviso, un silenzio che, per non essere mera illusione, deve essere abitato da Dio, ripenso a Elia alla sua esperienza dal bordo di una caverna (1 Re 19,12-13). Una preghiera che tesse fili di fraternità con voi che adeso state leggendo. Una lettera scritta a più mani, a più cuori. Una preghiera silenziosa ma abitata dal dolore misericordioso di quel Dio Amore che asciugherà ogni nostra lacrima. Le colline insormontabili della disperazione si oltrepassano aggrappandoci allo Spirito che si libra sopra gli abissi. 

Olimpiadi 2026, gli italiani in gara oggi martedì 10 febbraio | Orari e finali: programma e dove vedere in tv

Olimpiadi 2026, gli italiani in gara oggi martedì 10 febbraio | Orari e finali: programma e dove vedere in tv
Archiviata una giornata a secco di medaglie, l’Italia torna a sperare in tanti podi nel quarto giorno di gare a Milano Cortina 2026. Si comincia con la combinata a squadre femminile. Ma la prima gioia potrebbe arrivare dallo short track, con lo squadrone azzurro impegnato nella staffetta mista. Ci sono i fratelli Sighel, c’è Arianna Fontana a caccia della dodicesima medaglia olimpica. Attenzione anche a un altro portabandiera, Federico Pellegrino, impegnato nella sua sprint. Non è finita qui: Tommaso Giacomel parte tra i favoriti nell’individuale di biathlon. E per chiudere in bellezza c’è il curling: Amos Mosaner e Stefania Constantini a caccia del bis dopo Pechino.

Il calendario delle Olimpiadi: gli orari di gare e finali giorno per giorno

Gli italiani in gara a Milano-Cortina 2026: tutti gli azzurri in ogni disciplina

Olimpiadi 2026, italiani in gara oggi martedì 10 febbraio | Il programma completo
ore 09:15 Sci di fondo – Sprint donne, qualificazione: Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno
ore 09:15 Sci di fondo – Sprint uomini, qualificazione: Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino
ore 10:30 Sci alpino – Combinata a squadre donne, discesa libera: Nicol Delago, Nadia Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano
ore 10:30 Short track – 500m donne, batterie: Chiara Betti, Arianna Fontana, Arianna Sighel
ore 11:08 Short track – 1000m uomini, batterie: Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser
ore 11:45 Sci di fondo – Sprint donne, quarti di finale: ev. Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno
ore 11:53 Short track – Staffetta mista, quarti: Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Arianna Sighel, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser
ore 12:15 Sci di fondo – Sprint uomini, quarti di finale: ev. Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino
ore 12:23 Short track – Staffetta mista, semifinali: ev. Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Arianna Sighel, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser
ore 12:45 Sci di fondo – Sprint donne, semifinale: ev. Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno
ore 12:48 Short track – Staffetta mista, finale B: ev. Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Arianna Sighel, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser
ore 12:56 Short track – Staffetta mista, finale A: ev. Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Arianna Sighel, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser
ore 12:57 Sci di fondo – Sprint uomini, semifinale: ev. Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino
ore 13:13 Sci di fondo – Sprint donne, finale: ev. Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno
ore 13:25 Sci di fondo – Sprint uomini, finale: ev. Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino
ore 13:30 Biathlon – Individuale 20 km uomini: Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin, Elia Zeni
ore 14:00 Sci alpino – Combinata a squadre donne, slalom speciale: Giada D’Antonio, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Anna Trocker
ore 14:05 Curling – Doppio misto, finale per il bronzo: ev. Stefania Constantini, Amos Mosaner
ore 14:15 Sci acrobatico – Gobbe donne, qualificazione 1: Manuela Passaretta
ore 16:40 Hockey su ghiaccio – Turno preliminare donne: Italia-Germania
ore 17:00 Slittino – Singolo donne, manche 3: Sandra Robatscher, Verena Hofer
ore 18:30 Pattinaggio di figura – Singolo uomini, programma corto: Daniel Grassl, Matteo Rizzo
ore 18:34 Slittino – Singolo donne, manche 4: Sandra Robatscher, Verena Hofer
ore 18:45 Salto con gli sci – Squadra Mista: Annika Sieff, Martina Zanitzer

Olimpiadi Milano-Cortina 2026, dove vederle in tv e streaming
È possibile seguire i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 sia in tv in chiaro sulla Rai sia in streaming, i cui diritti appartengono a Warner Bros Discovery. La diretta in chiaro delle gare è visibile su Rai2 e Rai Sport HD (canale 58) e in streaming su Rai Play. Per vedere integralmente ogni evento delle Olimpiadi bisogna affidarsi invece allo streaming in abbonamento: tutte le gare sono visibili su Eurosport, i cui canali sono disponibili sulle piattaforme HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

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