Morto Zichichi, fisico e divulgatore che portò la complessità in Tv

Morto Zichichi, fisico e divulgatore che portò la complessità in Tv

Avvenire

Il fisico e divulgatore scientifico Antonio Zichichi / Ansa
Cattolico praticante, scienziato e soprattutto grande comunicatore. Oltre che per certi aspetti politico raffinato, in grado di innescare nella società italiana, in decenni diversi, dibattiti anche divisivi su temi scientifici complessi. Perché Antonino Zichichi, morto oggi a 96 anni, non aveva certo paura a prendere posizione – per esempio contro il darwismo e le presunte responsabilità dell’uomo nei confronti dei cambiamenti climatici in corso – sfidando così anche quel conformismo tipico degli ambienti accademici e culturali italiani.
<<Fare a meno di Dio è la tentazione di alcuni che dichiarano di fare scienza, ma non sono scienziati. La scienza non può negare l’esistenza di Dio. Scienza e fede sono alleate per l’uomo>>, affermava senza indugio, ricevendo critiche ingenerose. Non solo, per Zichichi, <<con Galileo Galilei, la scienza è nata come un atto di fede e di umiltà: come riconoscimento che vi è una logica che governa l’universo, e dunque, vi è un autore di questa logica. Chi pretende il monopolio della ragione o s’illude che l’intelligenza matematica sia sufficiente a comprendere il mondo non è un vero scienziato. Non ci sono scienziati atei, semmai agnostici, perché non si può negare l’esistenza di Dio in nome della scienza. Dio non è riducibile ad una realtà materiale di cui si dimostri l’esistenza o meno. Dio è insieme immanente e trascendente. I grandi scienziati della storia sono stati credenti: Galilei, Newton, Planck, Maxwell, per esempio>>. Per questo è difficile raccontare di Zichichi, proprio per la complessità e l’eterogeneità della sua figura.
Senza dubbio, però, la sua è stata una carriera al servizio della scienza, perché in tutti i modi ha cercato di promuoverla sia a livello istituzionale, sollecitando fondi o la partecipazione dell’Italia a grandi progetti internazionali, sia nell’opinione pubblica, portandola – attraverso radio, tv e carta stampa – nelle case degli italiani. Per lui parlare di scienza non era un fatto privato ma pubblico. Zichichi ha lavorato al mitico FermiLab di Chicago ed è stato autore di numerose ricerche, contributi e progetti in varî campi della fisica nucleare e subnucleare. In particolare, ha contribuito alla scoperta dell’antideutone (un nucleo di antimateria formato da un antiprotone e un antineutrone, che permette di indagare la natura della materia oscura dell’universo), alla determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli e del momento magnetico anomalo del muone, allo studio sulla struttura elettromagnetica del protone e altro ancora. Direttore del Centro interdisciplinare per la cultura scientifica “Ettore Majorana” di Erice, di cui è originario (era nato il 15 ottobre 1929), è stato presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e della Società europea di fisica. È stato anche un apprezzato docente di fisica superiore dal 1965 al 2006 (e fino alla sua morte professore emerito) alla Facoltà di Scienze dell’Università di Bologna. Zichichi è stato uno dei principali fautori e ideatori dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, la cui costruzione iniziò nel 1980. La sua matrice Cattolica lo porta a vedere la scienza appunto come un “bene comune” tanto che nel 1986 diventa il responsabile del “World Lab”, un’associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata nel 1973 da Isidor Isaac Rabi e dallo stesso Zichichi. Ma non è oro tutto ciò che luccica, molti dei suoi progetti vennero bocciati, rimanendo sulla carta perché impraticabili, come accadde per esempio Eloisatron, un acceleratore circolare avente una circonferenza di circa 300 chilometri, capace di raggiungere un’energia nel centro di massa di 500 TeV. Non fu mai fatto, fu ritenuto non realizzabile. Nel 1979 è stato al centro di un incidente diplomatico al momento dell’elezione del direttore del Cern. L’Italia puntò tutto su di lui litigando con i partner europei che invece votarono compatti per il tedesco Herwig Schopper.
Nella sua carriera di divulgatore ha scritto numerosi libri, dove ha indagato il rapporto tra Fede e scienza, come per esempio in Tra fede e scienza (2005) e Giovanni Paolo II. Il papa amico della scienza (2011). Tanti anche i gli attestati ricevuti, come il premio Enrico Fermi (2001), e i riconoscimenti, come quello di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana (2003).

Francesca Lollobrigida oro nel pattinaggio di velocità

Francesca Lollobrigida, medaglia d’oro nel pattinaggio di velocità
Francesca Lollobrigida, medaglia d'oro nel pattinaggio di velocità
Sotto gli occhi del figlio di tre anni Tommaso, ad ammirarla sugli spalti, Francesca Lollobrigida ha vinto la prima medaglia d’oro per l’Italia ai Giochi di Milano Cortina. La pattinatrice azzurra si è imposta nei 3000 metri, la prima gara del programma all’Ice Park a Rho. E subito è corsa ad avvolgersi nel tricolore e a prendere in braccio proprio Tommaso.
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Sofia Goggia bronzo storico in discesa

Sofia Goggia, bronzo nella discesa libera femminile /Ansa
Sofia Goggia, bronzo nella discesa libera femminile /Ansa
Sofia Goggia scrive una pagina di storia a cinque cerchi nelle Olimpiadi di casa di Milano Cortina: bronzo sull’Olympia delle Tofane dietro all’americana Breezy Johnson e alla tedesca Emma Aicher. La fuoriclasse bergamasca conquista la terza medaglia consecutiva in discesa libera: nessun’altra sciatrice è salita sul podio per tre edizioni di fila nello stesso evento. C’era tanta attesa anche per Federica Brignone che ha chiuso al decimo posto, mentre tra le altre azzurre Laura Pirovano si è piazzata sesta e Nicol Delago undicesima. Ma le Olimpiadi vivono anche il dramma della statunitense Lindsey Vonn, caduta malissimo sulle ginocchia e traportata via in elicottero in lacrime.
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Lucia Dalmasso bronzo nello snowboard

Lucia Dalmasso, bronzo nello slalom gigante parallelo dello snowboard /Ansa
Lucia Dalmasso, bronzo nello slalom gigante parallelo dello snowboard /Ansa
L’azzurra Lucia Dalmasso ha vinto il bronzo nello slalom parallelo gigante femminile di snowboard in corso a Livigno. Nella “finalina” ha battuto con una decisiva rimonta l’altra azzurra Elisa Caffont. Delusione invece per quanto riguarda lo slalom gigante parallelo maschile: Fischnaller, March, Felicetti e Bormolini non sono riusciti a raggiungere le semifinali.
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Biathlon, la staffetta mista è d’argento

Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel, gli azzurri d’argento nella staffetta mista di biathlon / Ansa / Felice Calabrò
Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel, gli azzurri d'argento nella staffetta mista di biathlon / Ansa / Felice Calabrò
Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi inaugurano la spedizione azzurra a Milano Cortina con un fantastico argento. Dopo i due bronzi nelle miste di Sochi e Pyeongchang, questo secondo posto vale tantissimo. Oro al quartetto francese composto da Fillon Maillet, Perrot, Jeanmonnot e Simon. Terza la Germania di Preuss, giù dal podio la Norvegia.

Riccardo Lorello bronzo nel pattinaggio di velocità

Riccardo Lorello, bronzo nei 5000 m di pattinaggio di velocità / Daniel Munoz / Afp
Riccardo Lorello, bronzo nei 5000 m di pattinaggio di velocità / Daniel Munoz / Afp
L’attesa azzurra era per Davide Ghiotto, che comunque ha chiuso con un buon 4° posto, invece la medaglia è arrivata da Riccardo Lorello: profeta in patria, lui che vive proprio a Rho dove è stata allestita la pista lunga per il pattinaggio di velocità. Lorello è bronzo nei 5000 m, battuto solo dal norvegese Sander Eitrem e dal ceco Metoděj Jílek. E’ la seconda medaglia azzurra alla Milano Speed Skating Stadium, dopo l’oro di ieri di Francesca Lollobrigida nei 3.000 m.
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