Fiorello a La Pennicanza, la chiamata di Fedez e Masini rivela il vincitore di Sanremo 2026

Fiorello a La Pennicanza, la chiamata di Fedez e Masini rivela il vincitore di Sanremo 2026

Fiorello e Fabrizio Biggio conducono la puntata del 25 febbraio de La Pennicanza, trasformata in occasione del Festival, in La Sanremanza. In diretta c’è la videochiamata di Fedez e Masini durante la quale lo showman svela chi vince Sanremo (secondo lui).

Fiorello, La Pennicanza direttamente a Sanremo
Fiorello e Biggio aprono la puntata odierna direttamente da Sanremo. O almeno, così sembra: “Siamo arrivati qui con i potenti mezzi Rai – la gag dello showman in un presunto ‘collegamento’ dall’Ariston -. Ci hanno fornito 850 pulmini Fiat, quelli che usavano le suore per viaggiare, li hanno comprati dal Vaticano. Siamo arrivati insieme ai grafici nuovi, che devono sostituire quelli che hanno sbagliato ieri. Chissà, forse apriremo il Festival questa sera… la puntata di oggi quindi è registrata!”.

Fiorello e la frecciatina sul debutto politico di Sanremo 2026
Tornati in studio, in questo surreale doppio collegamento con l’Ariston, lo showman scherza sul debutto della kermesse: “È stata una bella serata, mi è piaciuto molto il momento della signora di 105 anni. Quando ha detto ‘eravamo tutti di sinistra’ sono sbiancati tutti! Poi ha aggiunto ‘ciao ciao fascisti’… e i dirigenti Rai in prima fila hanno risposto!”.

Fiorello, la videochiamata con Fedez e Masini
Il filo diretto con Sanremo 2026 prosegue con una videochiamata con Fedez e Masini, in gara con ‘Male necessario’: “Per me vincerete voi il Festival, sappiatelo!”, commenta Fiorello (Leggi cosa ne pensa il vocal coach Gianluca Genise). Masini sorride e racconta l’esibizione di ieri: “La camicia sbottonata di Fedez? Era voluta!”. “Ci credo, anche io metterei in mostra tutti quei tatuaggi”, replica lo showman.

La conversazione tocca quindi temi calcistici: “La Fiorentina gioca domani – spiega il cantautore -. Ho chiesto a Carlo di farmi esibire stasera… lui ha detto ‘ragioniamoci’”. Anche Fedez dice la sua: “Che squadra tifo? Non seguo il calcio, ma ormai tifo Fiorentina, perché noto che Marco soffre più la tensione delle partite che quella del palco!”. Il gran finale è dedicato a due irresistibili gag: il duo recita prima insieme il testo di “Non amarmi”, poi Masini chiude in bellezza la chiamata intonando “Vaffanculo”, suo successo del 1990.

Di Lei

USA-Iran: ore decisive

di: Riccardo Cristiano
Settimana News

iran1
Ali Larijani, il vero uomo forte di Teheran oggi.

Per il futuro dell’Iran c’è un nuovo giorno della verità: giovedì 26 febbraio. Giovedì a Ginevra – con la mediazione dell’Oman visto che i colloqui sono indiretti e le parti comunicano tramite il ministro degli esteri omanita che fa la spola tra di loro, presenti ma in stanze separate – Stati Uniti e Iran discuteranno di come risolvere il nodo all’ordine del giorno.

Il negoziato
Che certamente riguarda il progetto nucleare iraniano, punto caldo delle discussioni in corso, sebbene tutto sia iniziato per la brutale repressione messa in atto dal regime di Teheran davanti alle nuove proteste che hanno sconvolto l’Iran nel mese scorso.

Washington ha chiesto una proposta chiara e dettagliata da parte del regime iraniano, sulla quale confrontarsi e questa proposta potrebbe essere portata oggi dall’uomo forte del regime, Ali Larijani, agli omaniti. La sua visita è stata annunciata ufficiosamente dall’Oman, non da Teheran.

Le voci che si accavallano sul possibile contenuto del testo iraniano sono tante, compresa quella che Teheran penserebbe ad un’apertura agli investimenti americani in settori nevralgici dell’economia iraniana, nella possibile convinzione che quello possa essere ciò che maggiormente apprezzerebbe Donald Trump.

Difficile che possa essere vero, che con Khamanei possa essere possibile. Anche le altre voci non sono verificabili, ma la partenza per l’Oman di Larijani in persona, il vero uomo forte di Teheran oggi, dice che a Teheran al di là della retorica si vorrebbero evitare scenari da resa dei conti finale.

Le proteste degli studenti
Ciò che è certo è che le proteste degli studenti iraniani non si placano: per il secondo giorno consecutivo, con l’apertura del semestre universitario, sono riprese in tantissimi campus in tutto il Paese. A riprova che la repressione e le sue migliaia di morti non ha avuto ragione della protesta e della rabbia. Le immagini giungono da tante città iraniane.

I più sostengono che le forze di sicurezza, i pasdaran e i basij, non sarebbero entrate nei campus, delegando alle organizzazioni degli studenti favorevoli al regime. Il campo dell’opposizione appare dividersi in due macro aree: quella favorevole al figlio dell’ex scià Pahlavi; e quella del movimento “Donna, vita, libertà”, che invece propugna una repubblica democratica che sostituisca quella islamica senza alcuna forma autoritaria.

La polarizzazione riguarda anche l’intervento straniero: c’è chi lo sostiene come chi lo avversa. Il movimento “Donna, vita, libertà” è meno forte nella diaspora iraniana, ma avrebbe un peso rilevante all’interno.

Le minoranze
Ma non può sfuggire all’attenzione anche la questione delle minoranze: l’Iran è un Paese composito, non ci sono solo i persiani, spesso identificati come parte con il tutto; ma anche i curdi, gli azeri, gli armeni, gli arabi, i beluci – tutte minoranze che, per altro, hanno i luoghi ancestrali lungo i confini del Paese.

E proprio i curdi hanno ricordato in queste ore questo dato a volte trascurato, visto che è stato reso noto, con una certa irritazione dei padroni di casa, che cinque gruppi politici di curdi iraniani presenti nel Kurdistan iracheno si sono federati per favorire la caduta del regime e ottenere la massima autonomia possibile – un’idea che forse potrebbe uscire dai confini curdi.

Comunque le autorità del Kurdistan iracheno, regione autonoma, hanno subito fatto sapere che non consentiranno a gruppi armati di destabilizzare Paesi vicini. Non è un atto d’amore per il regime iraniano, ma di timore per il proprio ruolo futuro e la propria stabilità.

A non surriscaldare i territori vicini al bollente Iran non ci ha pensato l’ambasciatore statunitense in Israele, che con una sua intervista – poi definita decontestualizzata – sulla legittimità di ben più ampi confini israeliani, biblicamente giustificati, non ha aiutato a rasserenare gli alleati arabi del suo Paese, non certo amici degli ayatollah.

Quali le mosse di Washington?
Cosa farà Washington? La diplomazia della forza cara a Donald Trump prevede la minaccia dell’uso delle armi, la guerra psicologica, per indurre l’interlocutore a minori pretese. È quello che con schiettezza ha fatto capire il negoziatore americano Witkoff, che ha detto che Trump non comprende perché i leader iraniani non abbiano scelto di capitolare sui temi bellici, cioè nucleare e missili, scegliendo la rinuncia.

Posta così la questione sembra arrogante, ma con quel che Trump ha schierato nel Golfo Persico e dintorni, la frase di Witkoff sembra dire che Trump non può certo richiamare la sua “armada” senza un risultato tangibile, evidente.

Dall’altra parte c’è ovviamente il famoso “orgoglio”, che in questi casi viene chiamato “amor patrio!”, che tanto peserebbe per chi dice che non si farà imporre le proprie scelte “sovrane”. Questo discorso è così riassumibile: “il nucleare civile e i missili a scopi difensivi, sono diritti ai quali non si può rinunciare per un diktat del più forte”.

Ma la storia ha indicato che l’arma nucleare era un obiettivo, sebbene ufficialmente negato. La nuova proposta iraniana troverà la formula per garantire che si rinuncia davvero al nucleare bellico?

Ma la storia ha detto anche altro. Ha detto che molto spesso le operazioni militari internazionali, per Washington, vanno lette anche come conseguenza o causa di tensioni e di problemi interni – e che se queste operazioni si protraggono divengono controproducenti.

Pesa anche questo oggi nello studio ovale oltre all’imprevedibilità di Trump? E quanto peseranno, se fossero vere, le spaccature nell’inner circle trumpiano tra fautori e avversari dell’attacco? Ci sono anche i citati timori tra le loro cause?

Impossibile non pensare che il richiamo statunitense del personale d’ambasciata non strettamente necessario presente in Libano, dove operano i filo iraniani di Hezbollah, e il ritiro di altri soldati dalle basi in Siria, dove potrebbero essere esposti a ritorsioni in caso di conflitto da parte di gruppi estremisti, insieme ad altre mosse simili verificatesi proprio in queste ore non indichino che l’ora X sta per arrivare, o forse che la guerra psicologica arriva così al suo massimo, essendo prossime le ore decisive.

Le voci di una possibile azione orientata ad eliminare l’ayatollah Khamenei e forse suo figlio, l’eterno ipotizzato delfino, hanno portato a galla organigrammi, designazioni, triunvirati per il possibile domani senza il capo. Tutte ipotesi che comunque confermano la centralità di Larijani. Ma anche questo può rientrare nella guerra dei nervi: oltre all’attacco, altre azioni limitate potrebbero essere allo studio.

I giovani e il movimento “Donna, vita, libertà”
Ma il punto più rilevante restano i giovani iraniani che nei campus hanno bruciato la bandiera della repubblica islamica, invocato la democrazia, dopo essere stati in prima linea per tanti anni, fino al grande movimento brutalmente represso a gennaio.

“Donna, vita, libertà”, nell’attesa dell’ora della verità, appare la notizia più interessante, più incalzante, sulla quale sarebbe proprio importante saperne di più in termini di peso e di organizzazione.

Aspettando che i negoziatori, giovedì, ci dicano quale sarà il futuro, sulla base di quel che ci sarebbe nella missiva che Ali Larijani porta oggi con sé nella capitale dell’Oman.

Parola del giorno 25 Febbraio 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal libro del profeta Giona
Gio 3,1-10

In quel tempo, fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.
Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!».
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 50 (51)

R. Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.

Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R.

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Fedez e Marco Masini con Male necessario

Fedez Marco Masini Festival Sanremo

Dopo aver duettato nella serata delle cover dell’edizione 2025, ora Fedez e Marco Masini presentano in gara il brano Male necessario. “Bravi, bravi”, ha urlato la platea alla fine dell’esibizione. Nella serata delle cover proporranno poi Meravigliosa creatura di Gianna Nannini con Stjepan Hauser.

 

L’esibizione di Fedez e Marco Masini con Male necessario
Fedez prende il microfono per primo ma poi lascia che sia Marco Masini a cantare davvero, tornando sul rap per la seconda strofa di Male necessario. Un incontro già sperimentato l’anno scorso nella serata delle cover che si rinnova: la vocalità estrema del cantautore più sofferto e sofferente d’Italia, le parole di un rapper sempre più introspettivo. Al pubblico dell’Ariston piace molto: “Bravi, bravi” scandiscono i cori alla fine della performance. Forse il duetto convince più del previsto, pur senza sconvolgere per sperimentazione.
Male necessario, il testo della canzone di Fedez e Marco Masini
So che in fondo non c’è tempo

Quante cose che cambiano

Ti ho deluso ma

Dimmi qualcosa che non so I miei problemi ormai

Saranno la parte di te

Quella più vulnerabile e spietata

Lo sai

Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro

Lo ammetto però

Per altre cicatrici trovo sempre un posto

Da questa notte resto solo insieme a me

Toccando il fondo in una stanza di un hotel

Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore

Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare

Come un latitante a un passo dall’arresto

Ora non ho più bisogno di scappare io

Dal silenzio che è un rumore

Da tutto questo male necessario

Dovrei separare l’ego dall’io

Ma non siamo fatti per essere fragili

Ogni padre inizia come fosse un Dio

Ma poi finisce che diventa un alibi

La gente pudica giudica

Che brutta gente che frequenta Fedez

Ma ci si dimentica sempre che Giuda

Se la faceva con gente per bene

E so che farà male

E vorrai cominciare

A bere e poi fumare

Forse per distrazione

Se è vero che siamo solo di passaggio

il vero obbiettivo non può essere la meta ma imparare a godersi il viaggio

Quando crescerai

E non mi chiederai nemmeno più il permesso

Si impara vedrai

Che i mostri non stanno soltanto sotto il letto

Rip. ritornello

C’ho messo una vita per sentirmi vivo

Seguendo la linea sottile di un filo

Succederà ciò che deve succedere

Anche nel buio si impara a vedere

In fondo a tutto al male necessario

Rip. ritornello

So che in fondo non c’è tempo

Quante cose che cambiano

Ti ho deluso ma

Dimmi qualcosa che non so

tg24.sky.it

#sanremo2026 Tommaso Paradiso canta I romantici

Prima partecipazione per Tommaso Paradiso. A novembre il cantautore ha pubblicato il suo ultimo album, Casa Paradiso, trainato dal successo del singolo Lasciamene un po’. Duetto con gli Stadio sulle note del brano L’ultima luna per la serata delle cover.

Tommaso Paradiso Festival Sanremo

I romantici, il testo della canzone di Tommaso Paradiso
Mi sveglio sotto la pioggia che cade

spero mia figlia sia uguale a sua madre

bellissima che non so come fa

a stare con uno che di notte accende la televisione,

sempre lo stesso film, la stessa scena

col volume a cannone

no, non so come fa

E voglio dirti ti amo prima di decollare

ti prego non girarti quando scendo le scale

che sarebbe stupendo non rovinare tutto

Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto

come hai fatto tu

Spero che ti arriverà

davvero una musica dolce

per i tuoi giorni malinconici

Vorrei avere un pianoforte in tasca

solo per ricordarmi di noi

ho il cuore appeso sulla giacca

ogni volta che parlo di noi

i romantici guardano il cielo

i romantici guardano un treno che se ne va

lo quando bevo ci credo alle fate

io non farò come ha fatto mio padre gelido

non so come si fa

ti darò sempre un bacio prima di partire

se fumo faccio la doccia prima di dormire

che sarebbe stupendo non rovinare tutto

Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto come hai fatto tu

Rip. ritornello

che corre via nella speranza di rivedersi nel futuro

dove giocavano ragazzi con la palla contro il muro

e adesso non c’è nessuno

non c’è più nessuno

ma i romantici guardano il cielo

e ci credono davvero

Rip. ritornello

tg24.skt.it

#sanremo2026 Fulminacci canta Stupida sfortuna

Fulminacci

L’esibizione di Fulminacci con Stupida fortuna
Fulminacci, all’anagrafe Filippo Uttinacci, con Stupida sfortuna si mantiene sul cantaurato indie-pop che ha fatto affezionare il pubblico. Pochi fronzoli, anche a livello di luci e architettura della perfomance, convincente nel non provare a essere altro. “Passeranno, classifiche e Sanremi”, canta con fare vintage e moderno al tempo stesso. Potrebbe essere un buon auspicio. Accompagna una esibizione classica e composta a un look classico con doppiopetto grigio (I LOOK DELLA PRIMA SERATA). Il vero grande erede della scuola cantautoriale romana è lui e lo conferma ancora una volta. Per Fabrizio Basso, critico musicale di Sky TG24, merita un 9 pieno: “Avercene di stupide sfortune”
Stupida fortuna, il testo della canzone di Fulminacci
Ti troverò dentro a una foto

Sotto l’acqua mentre nuoto

Nella sabbia e nel cemento

Dentro un cinema all’aperto

Come un’allucinazione

In mezzo a tutte le persone

Che vanno chissà dove

E passeranno

Classifiche e Sanremi

Taxi treni aerei

E se mi stai ancora cercando

Sono dove stavo ieri

Ho solo più pensieri

Un po’ meno fiducia

E qualche buona scusa

Ma pensa un po’

Stupida stupida stupida sfortuna

Tu come stai

Gelida gelida gelida paura

Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada

Continuo a perdere le chiavi di casa

Ma pensa un po’

Vado di corsa e resto indietro

E soffia il vento della metro

Tra le piastrelle colorate

E le rovine sotto a un vetro

C’è un manifesto col tuo nome

In mezzo a un fiume di persone

Che vanno chissà dove

E passeranno

Semafori e cantieri

Pianeti e buchi neri

E dai facciamo i seri

Rip. ritornello

E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi

Di primavere e poi di nuovo rami spogli

Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli

Ci credi o no?

Stupida stupida stupida sfortuna

Gelida gelida gelida paura

Dopo di te non l’ho più detto a nessuna

Vorrei raggiungerti ma qui c’è troppa notte e poca luna e lo sai

Stupida stupida stupida sfortuna

Che ci penso anche se non ci penso

Gelida gelida gelida paura

Ogni volta che non mi addormento

L’infinito a me mi fa spavento

Come il cielo come il mare aperto

Stupida sfortuna starò più attento