Milano Cortina: pattinaggio di velocità, azzurri oro nell’inseguimento

Milano Cortina: pattinaggio di velocità, azzurri oro nell'inseguimento

(ANSA) – MILANO, 17 FEB – L’Italia conquista la medaglia d’oro nell’inseguimento uomini del pattinaggio di velocità a Milano Cortina. Gli azzurri guidati da Davide Ghiotto hanno battuto in finale gli Stati Uniti e regalano la 24/a medaglia all’Italia.

L’oro azzurro, il nono di questi giochi e il terzo che arriva dal pattinaggio velocità, è molto trentino: gli altri due componenti della squadra sono i due finanzieri Michele Malfatti, classe ’94, e Andrea Giovannini, classe ’93. (ANSA).

In classe entrano le “competenze non cognitive”: ecco che cosa sono

In classe entrano le “competenze non cognitive”: ecco che cosa sono

Avvenire

Le possediamo fin dalla nascita, si rafforzano in famiglia durante la crescita ma è la scuola che può davvero valorizzare le competenze non cognitive e trasversali per lo «sviluppo armonico e integrale della persona», «migliorare il successo formativo» e, prevenire analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica». Per questa ragione, il Parlamento ha approvato la legge 22 del 19 febbraio 2025 Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale e il ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato uno specifico decreto il 15 gennaio e si appresta a pubblicare un Avviso nazionale per selezionare le scuole e le reti di scuole che prenderanno parte alla sperimentazione triennale. Che sarebbe dovuta partire già da quest’anno scolastica e, invece, a questo punto prenderà il via dal prossimo.
Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, le competenze non cognitive o life skills, sono «quelle abilità che portano a comportamenti positivi e di adattamento che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni». Nello specifico, queste abilità sono: l’autocontrollo, il benessere, la perseveranza, la felicità, la resilienza, la mentalità aperta, la grinta, l’intelligenza sociale. E ancora: la capacità di cooperare, di risolvere pacificamente i conflitti, di lavorare in gruppo. Insomma: in tempi di metal detector nelle scuole per evitare che gli studenti entrino in classe con i coltelli, anche sviluppare le competenze non cognitive può rappresentare un efficace antidoto a questa preoccupante deriva.
«Stiamo assistendo alla recrudescenza di un certo analfabetismo socio-emotivo tra i ragazzi, acuito dai social», ha ricordato la capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del ministero, Carmela Palumbo, intervenuta a un webinar di Tuttoscuola. Malessere giovanile, bullismo e violenza si contrastano, dunque, anche sviluppando la capacità di stare insieme in armonia. Di «essere emotivamente connessi», ha specificato Palumbo. La «precondizione di un buon apprendimento, ma anche di crescita personale dei nostri ragazzi». Per «promuovere un’educazione realmente inclusiva ed equa», specifica l’articolo 4 della legge 22/2025.
Rispetto alla scuola «catena di montaggio» e «fabbrica di capitale umano», ha sottolineato il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini, intervenuto anch’egli al webinar di Tuttoscuola, le competenze non cognitive rilanciano un’idea di «educazione come accompagnamento della persona», mettendo al centro del lavoro educativo «le dimensioni cognitive, emotive e relazionali». E costruendo un «ponte tra sapere ed esperienza» capace di «agganciare» la scuola e l’istruzione alla realtà e al vissuto dei ragazzi.
«Abbiamo bisogno di insegnare in modo diverso – ha ribadito Vittadini – rafforzando nei ragazzi la voglia di andare a scuola. Per questo le competenze non cognitive non sono “una materia in più”, ma la sperimentazione di qualcosa di nuovo, che nasce dal basso e fa dell’educazione un bene pubblico».
Tutto il Paese, infatti, deve essere coinvolto in questa nuova avventura educativa, ha auspicato Maria Grazia Riva, ordinaria di Pedagogia all’Università Bicocca di Milano. «Equità, giustizia sociale e inclusione», ha aggiunto la docente, sono l’obiettivo da raggiungere attraverso lo sviluppo delle competenze non cognitive. «Si tratta di una bellissima impresa – ha ricordato Riva – molto delicata, da portare avanti, tutti insieme, con grande attenzione».
Le competenze non cognitive e trasversali, con l’Intelligenza artificiale, saranno, infine, le protagoniste del Festival dell’innovazione scolastica in programma il 4, 5 e 6 settembre a Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Un’occasione, ha detto il presidente del Festival, Alberto Raffaelli, per «promuovere e favorire» lo scambio di buone prassi tra le scuole. Ben prima della legge, infatti, in tante classi le competenze non cognitive sono al centro dell’azione educativa di insegnanti e dirigenti. Esperienze che ora, grazie alla nuova normativa, possono essere messe a fattor comune e seminate nei territori. Favorendo il «passaggio da un sistema focalizzato solo sull’istruzione a uno che si assume una responsabilità educativa integrale, verso tutte le dimensioni umane, sociali e professionali degli studenti», ha aggiunto Raffaelli. Soffermandosi anche sul cruciale e delicato ruolo dei docenti in questo nuovo scenario. «Lo spirito della legge – ha concluso – intende valorizzare l’autonomia scolastica e porre la comunità dei docenti come protagonista del proprio processo formativo e auto-formativo in un’ottica di ascolto dei bisogni educativi, dell’analisi delle specificità degli allievi e dei contesti educativi in cui la scuola vive».

«Io, psicologa a Kabul, entro nelle menti delle donne che i taleban vogliono spegnere»

«Io, psicologa a Kabul, entro nelle menti delle donne che i taleban vogliono spegnere»

La psicologa Maryam Majidi / Nove Caring Humans
Avvenire
Quando esce di casa per incontrare le sue pazienti, deve essere sempre accompagnata da un mahram: un uomo di famiglia che segua i suoi passi, un tutore che garantisca per lei, che badi a non farla parlare con estranei di sesso maschile. L’Afghanistan è una prigione a cielo aperto per le donne. E la mente può essere una prigione ancora più dolorosa di quella imposta dai taleban. Maryam Majidi ha 25 anni e nel Paese che teorizza e applica l’apartheid di genere e che ha un tasso di disoccupazione del 40 per cento è una eccezione. Anzi, doppia eccezione: perché lavora pur essendo donna e perché è tra le pochissime ad avere accesso alla mente di decine di donne traumatizzate dalla violenza, dalla sottomissione, dalla mancanza di futuro. Volto dai lineamenti perfetti, carnagione chiara, occhi appannati da una profonda e invincibile tristezza, Maryam, classe 2000, è una giovane psicologa che ha avuto la ventura di aver completato gli studi prima del 15 agosto 2021, prima cioè che i fanatici integralisti islamici instaurassero l’Emirato nel Paese e proibissero alle ragazze gli studi superiori e universitari. Da due anni lavora per un ente del terzo settore (Ets) italiano, Nove Caring Humans, supportando le decine di donne traumatizzate, soprattutto vedove, che ricevono aiuti nell’ambito del progetto Healing Circle e i 35 bambine tra i 6 e i 14 anni ospitate nell’orfanotrofio Future Hope, nella capitale Kabul, l’unico femminile del Paese.
Ma cosa vuol dire essere una psicologa oggi in Afghanistan, un Paese in cui il disagio mentale, soprattutto femminile, cresce di pari passo con i divieti e le costrizioni? La prima osservazione è che lei non potrebbe mai avere pazienti uomini, non è consentito: la confidenzialità “mista”, anche se professionale, non è contemplata in Afghanistan. «Nel mio Paese non c’è nessuno che ascolti il dolore delle donne. Io lo faccio e per me non è solo un lavoro ma una missione. Le donne con le quali lavoro sono per la maggior parte capofamiglia – risponde in un inglese perfetto, con un video collegamento su WhatsApp precario a causa della intermittenza nell’erogazione di elettricità che da giorni impedisce di ricaricare completamente il cellulare -. Portano sulle spalle violenze gravi, stress prolungati, ansia, depressione, mancanza di risorse economiche e di cure adeguate. Queste donne hanno bisogno di sentirsi comprese, accolte e ascoltate con empatia e senza giudizio. Ascolto ragazze fuori dalla scuola, e giovani con disabilità: è difficile per tute, per loro ancora di più. Il percorso di sostegno che intraprendo, sia individuale sia di gruppo, attraverso laboratori, workshop e meditazione, offre loro strumenti per contenere l’ansia e la depressione e gestire meglio i bisogni quotidiani e il lavoro di cura verso i figli».
Maryam Majidi vive a Kabul con i genitori e tre fratelli. Lei, al momento, non pensa a una famiglia sua, perché madre e padre sono senza lavoro e il suo stipendio serve per offrire loro una vita dignitosa e per consentire al fratello più piccolo di continuare a studiare. Lui è anche il suo maharam, l’accompagnatore necessario a una donna per uscire di casa, e talvolta deve saltare le lezioni per consentire a lei di lavorare. In un Paese in cui il 60 per cento delle famiglie affronta difficoltà nell’approvvigionamento di bene essenziali e il 73% della popolazione non gode di cure mediche adeguate, l’assistenza psicologica può sembrare un lusso. Ma non è così: il dolore non può rimanere sempre senza voce. «Cerco di parlare loro di speranza, spiego come possono contenere la rabbia e la mia responsabilità più grande è di fare quello che posso per convincerle a non arrendersi. Alle giovani estromesse dall’istruzione dico che non è importante non andare a scuola, ma continuare a imparare, a formarsi. Alcune di loro riescono a seguire corsi online, a lavorare in casa. Non è facile. Tra le donne che Nove Caring Humans aiuta con il suo progetto di sostegno, ho seguito una giovane donna che veniva regolarmente picchiata dal marito tossicomane. Rimasta vedova, ha iniziato a replicare comportamenti violenti nei confronti delle tre figlie. Era sempre triste, aveva gli incubi. Dopo diversi incontri, le ho fatto capire che non era l’unica ad affrontare una situazione simile, che la violenza subìta apparteneva al passato e ora doveva concentrarsi sul presente e sul futuro perché la sua famiglia aveva bisogno di lei e viceversa. Parlando con me si è sentita capita, ed è stato sufficiente».
All’orfanotrofio femminile di Kabul, dove si svolge l’altra metà del suo impegno, il lavoro con le bambine e le ragazze è altrettanto duro. Di solito hanno tutte un familiare rimasto in contatto, una madre o una sorella o un fratello che non può prendersi direttamente cura di loro. «Un caso che mi ha profondamente colpita è quello di una giovane cresciuta in circostanze molto difficili. La sua famiglia viveva in una stanza piccola e affollata, e anche soddisfare bisogni primari come il cibo era una lotta quotidiana. Suo padre soffriva di dipendenza, il che causava instabilità finanziaria e portava a violenze fisiche ed emotive nei confronti della madre, rendendo l’ambiente familiare insicuro e pieno di paura. Ha vissuto in una situazione di costante incertezza; dopo anni di difficoltà, sua madre ha dovuto prendere la difficile decisione di mandare lei e la sorella minore in un orfanotrofio, dove almeno i loro bisogni primari e l’istruzione potevano essere soddisfatti. Nonostante tutte queste difficoltà, questa ragazza sogna ancora un futuro migliore e spera un giorno di poter condividere la sua storia di speranza e resilienza con altri bambini».
Anche per Maryam non è facile. Tante volte è stata vicina al burn out, all’esaurimento. Ascoltare quotidianamente storie di disperazione e di isolamento non è facile da sopportare, soprattutto quando si è ancora così giovani. «Molte volte ho pensato di smettere. Quando ascolto le sofferenze delle donne, penso che la vita sia molto ingiusta con loro. Allora prendo del tempo per me, mi dedico agli amici o alla mia famiglia, cammino. E poi ricomincio a prendermi cura degli altri».
Maryam per questa sua dedizione ha ottenuto dal blog del Sole 24 ore Alley Oop una menzione speciale nella lista delle donne di “eccezionale normalità” del 2025. «Lavorare è una questione molto complessa e pesante per me. Da un lato, sono felice di poter essere utile e fare la differenza per tante donne e bambine, ma dall’altro lato, la situazione in Afghanistan e ciò che vedo ogni giorno mi rendono molto stanca e triste. A volte questa responsabilità mi sembra significativa e incoraggiante, ma altre volte portare il dolore di così tante donne afghane è molto pesante. Sapere che la situazione potrebbe cambiare o addirittura peggiorare in qualsiasi momento mi fa apprezzare ancora di più ogni momento che ho a disposizione per lavorare e aiutare». Cosa spera per le donne afghane? «Spero che un giorno ogni donna abbia il diritto di imparare, di studiare, di essere indipendente. Abbiamo conosciuto molti tempi difficili, in questo Paese, ma quello che sta accadendo ora è troppo crudele. Davvero troppo».
Avvenire

A che ora il pattinaggio artistico oggi in tv, Olimpiadi 2026: programma corto femminile e streaming

Lara Naki Gutmann

Si avvia alla conclusione il programma di pattinaggio artistico alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Oggi, martedì 17 febbraio, si disputerà infatti lo short program individuale femminile, gara in cui sarà della partita anche l’azzurra Lara Naki Gutmann.

Con la gioia di avere già al collo la medaglia del Team Event, l’atleta seguita da Gabriele Minchio si potrà concedere il lusso di disputare una prova a cuor leggero, con l’obiettivo unico di migliorare e pretendere sempre di più da sé stessa. In occasione della gara a squadre la trentina ha scollinato per la prima volta quota 70 punti. Ripetersi anche nella serata odierna potrebbe essere un ottimo traguardo in vista del programma libero. Non ci sono particolari ambizioni di classifica, anche se certamente chiudere nelle prime dieci potrebbe essere un risultato oltremodo significativo.

Ai piani alti l’attenzione sarà rivolta più che altro all’incognita Adelia Petrosian. La russa rappresentante la squadra neutrale infatti se è in forma rappresenta una seria candidata per il metallo più pregiato. Tra le altre impossibile non citare Sakamoto Kaori, con tutte le armi in faretra per brillare, oltre che le più incostanti ma fortissime Ami Nakai e Mone Chiba, le tre statunitensi Alysa Liu, Amber Glenn ed Isabeu Levito, oltre che alle incognite sudcoreane.

Di seguito il calendario completo, il programma dettagliato, gli orari, il palinsesto tv e streaming delle gare di pattinaggio artistico previste oggi (martedì 17 febbraio) alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Gli eventi saranno trasmessi in diretta tv sui Rai 2 e RaiSportHD (in alternanza con altri sport); in diretta streaming su Rai Play (in alternanza con altre discipline), Eurosport 1 (dalle ore 21.00), Discovery Plus, DAZN, HBO Max; garantita la diretta live testuale su OA Sport.
PROGRAMMA PATTINAGGIO ARTISTICO OGGI ALLE OLIMPIADI
Martedì 17 febbraio

Ore 18.45 Short program femminile a Milano (Italia) – Diretta tv su Rai 2 dalle 19.15 alle 19.45, poi dalle 21.50 in poi

PROGRAMMA PATTINAGGIO ARTISTICO: DOVE VEDERLO IN TV E STREAMING
Diretta tv: Rai 2 dalle 19.15 alle 19.45, poi dalle 21.50 in poi

Diretta streaming: Rai Play, la programmazione viene definita al momento dall’emittente e potrebbe prevedere l’alternanza con altri sport; Eurosport 1 (visibile su DAZN, Tim Vision e Prime Video previo abbonamento), Discovery Plus, HBO Max, per gli abbonati.
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Sport Olimpiadi Milano Cortina 2026 oggi in tv: orari martedì 17 febbraio calendario italiani in gara

Team pursuit maschile speed skating (Davide Ghiotto, Michele Malfatti ed Andrea Giovannini)

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Oggi martedì 17 febbraio va in scena la quattordicesima giornata di gare Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: prosegue il grande evento sportivo alle nostre latitudini, verranno messi in palio sette titoli e l’Italia vuole continuare a sognare in grande: dopo aver toccato il record di ori (8) e di medaglie (23) nella storia, il Bel Paese punta a rimpinguare ulteriormente il proprio bottino sfruttando alcune carte molto interessanti.

Grande attesa per la staffetta maschile di biathlon: Tommaso Giacomel e compagni riusciranno a battagliare per un posto sul podio in una gara dove Francia e Norvegia sembrano avere una marcia in più rispetto alla concorrenza? Si sogna in grande nel team pursuit maschile di speed skating: l’Italia ha tutte le carte in regola per andare a caccia dell’oro, fronteggiando i Paesi Bassi in semifinale e nell’eventuale atto conclusivo per il titolo si incrocerà la vincente di USA-Cina.

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La Nazionale maschile di curling affronterà gli USA in uno scontro diretto di fondamentale importanza per la qualificazione alle semifinali, mentre nell’hockey ghiaccio ci sarà spazio per il playoff tra Italia-Svizzera: gli azzurri confezioneranno l’impresa per qualificarsi ai quarti di finale? Completano il quadro il Big Air maschile di sci freestyle, l’inseguimento a squadre femminile di pattinaggio velocità, il bob a 2, l’inseguimento maschile di combinata nordica e lo slopestyle di snowboard.

Di seguito il calendario completo, il programma dettagliato, gli orari, il palinsesto tv e streaming, gli italiani in gara nella giornata di oggi (martedì 17 febbraio) alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Le gare saranno trasmesse in diretta tv su Rai 2 e RaiSportHD; in diretta streaming su Rai Play, Eurosport 1-2, Discovery Plus, DAZN, HBO Max; garantita la diretta live testuale generale e tematica per eventi su OA Sport.

CALENDARIO OLIMPIADI 2026 OGGI
Martedì 17 febbraio

09.05 CURLING – Torneo maschile, fase a gironi: Svizzera-Svezia, Cechia-Germania, USA-Cina

10.00 COMBINATA NORDICA – Inseguimento individuale maschile, salto trampolino grande – Diretta tv su Rai2

10.45 SCI FREESTYLE – Aerials femminile, qualificazione 1 – Diretta tv su Rai2

11.30 SCI FREESTYLE – Aerials femminile, qualificazione 2 – Diretta tv su Rai2

12.10 HOCKEY GHIACCIO – Torneo maschile, playoff: Germania-Francia

12.10 HOCKEY GHIACCIO – Torneo maschile, playoff: Svizzera-Italia – Diretta tv su RaiSportHD (in alternanza con lo slopestyle di snowboard)

13.00 SNOWBOARD – Slopestyle femminile, finale (prima manche) – Diretta tv su Rai2 e RaiSportHD in alternanza con l’hockey ghiaccio

13.27 SNOWBOARD – Slopestyle femminile, finale (seconda manche) – Diretta tv su RaiSportHD in alternanza con l’hockey ghiaccio

13.30 SCI FREESTYLE – Aerials maschile, qualificazione 1

13.45 COMBINATA NORDICA – Inseguimento individuale maschile, 10 km – Diretta tv su Rai2

13.54 SNOWBOARD – Slopestyle femminile, finale (terza manche)

14.00 BOB – Bob a 2 femminile, prova cronometrata 1

14.05 CURLING – Torneo femminile, fase a gironi: Italia–Giappone, Svezia-Canada, Danimarca-USA Corea del Sud-Svizzera – Diretta tv su RaiSportHD dalle 14.40

14.15 SCI FREESTYLE – Aerials maschile, qualificazione 2

14.30 BIATHLON – Staffetta maschile – Diretta tv su Rai2

14.30 SPEED SKATING – Team pursuit maschile, semifinali: Italia-Paesi Bassi e Stati Uniti-Cina – Diretta tv su Rai2 (inizialmente in alternanza con il biathlon)

14.52 SPEED SKATING – Team pursuit femminile, semifinali

16.22 SPEED SKATING – Team pursuit maschile, finale per il bronzo

16.28 SPEED SKATING – Team pursuit uomini, finale per l’oro

16.40 HOCKEY GHIACCIO – Torneo maschile, playoff 3: Cechia-Danimarca – Diretta tv su Rai2 dalle 17.00 (in alternanza con i TG)

16.41 SPEED SKATING – Team pursuit femminile, finale per il bronzo

16.47 SPEED SKATING – Team pursuit femminile, finale per l’oro

18.45 PATTINAGGIO DI FIGURA – Short program femminile – Diretta tv su Rai2 dalle 19.15 alle 19.45, poi dalle 21.50 in poi. Finestre in alternanza con altri sport

19.00 BOB – Bob a 2 maschile, terza manche – Diretta tv su Rai2 in alternanza con altri eventi

19.05 CURLING – Torneo maschile, fase a gironi: Italia–USA Canada-Gran Bretagna, Germania-Svizzera, Svezia-Norvegia Diretta tv su RaiSportHD

19.30 SCI FREESTYLE – Big Air maschile, finale (prima manche) – Diretta tv su Rai2 in alternanza con il bob

19.53 SCI FREESTYLE – Big Air maschile, finale (seconda manche) – Diretta tv su Rai2 in alternanza con il bob

20.18 SCI FREESTYLE – Big Air maschile, terza (prima manche) – Diretta tv su Rai2 in alternanza con il bob

21.03 BOB – Bob a 2 maschile, quarta manche – Diretta tv su Rai2 in alternanza con altri eventi

21.10 HOCKEY GHIACCIO – Torneo maschile, playoff: Svezia-Lettonia – Diretta tv su RaiSportHD (ma quasi certa alternanza con altri sport con italiani presenti)

PROGRAMMA OLIMPIADI 2026: DOVE VEDERLE IN TV E STREAMING
Diretta tv: Rai 2 dalle ore 10.00 alle ore 13.00, dalle ore 13.30 alle ore 20.30, dalle ore 21.00 fino al termine delle gare; RaiSportHD dalle ore 12.30 alle ore 17.00 e dalle ore 19.00 fino al termine delle gare.

Diretta streaming: Rai Play, gratis; Eurosport 1-2, Discovery Plus, DAZN, HBO Max, per gli abbonati.

Diretta testuale: OA Sport.

ITALIANI IN GARA ALLE OLIMPIADI 2026 OGGI
Martedì 17 febbraio

09.10 COMBINATA NORDICA – Inseguimento individuale maschile, trial round: Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

10.00 COMBINATA NORDICA – Inseguimento individuale maschile, salto trampolino grande: Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

12.10 HOCKEY GHIACCIO – Torneo maschile, playoff: Svizzera-Italia

13.45 COMBINATA NORDICA – Inseguimento individuale maschile, 10 km: Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

14.00 BOB – Bob a 2 femminile, prova cronometrata 1-2: Italia (Giada Andreutti/Simona De Silvestro)

14.05 CURLING – Torneo femminile, fase a gironi: Italia–Giappone

14.30 BIATHLON – Staffetta 4×7.5 km maschile: Italia (Patrick Braunhofer, Lukas Hofer, Nicola Romanin, Tommaso Giacomel)

14.30 SPEED SKATING – Team pursuit maschile, semifinali: Italia (Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Riccardo Lorello)-Paesi Bassi

16.22 SPEED SKATING – Team pursuit maschile, finale per il bronzo: eventuale Italia (Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Riccardo Lorello)-Paesi Bassi

16.28 SPEED SKATING – Team pursuit maschile, finale per l’oro: eventuale Italia (Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Riccardo Lorello)

18.45 PATTINAGGIO DI FIGURA – Short program femminile: Lara Naki Gutmann

19.00 BOB – Bob a 2 maschile, terza manche: Italia (Patrick Baumgartner/Robert Mircea)

19.05 CURLING – Torneo maschile, fase a gironi: Italia–USA

21.05 BOB – Bob a 2 maschile, quarta manche: Italia (Patrick Baumgartner/Robert Mircea)

Assisi, dal 22 febbraio l’ostensione delle spoglie di San Francesco

La cappella delle reliquie di san Francesco ad Assisi

Vatican News

Da domenica fino al 22 marzo, nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco d’Assisi, per la prima volta i pellegrini potranno pregare davanti ai resti del santo. Solenni celebrazioni e iniziative sono dedicate all’universalità e all’attualità del messaggio del “poverello d’Assisi” in occasione degli 800 anni dalla morte. Fra Giulio Cesareo sottolinea ai media vaticani il grande interesse per l’evento: previste 370.000 persone con una presenza giornaliera di 15.000 fedeli
Francesco Ricupero – Città del Vaticano

In un tempo attraversato da incertezze, tensioni sociali e ricerca di senso, l’ostensione delle reliquie di san Francesco d’Assisi, dal 22 febbraio al 22 marzo prossimi, si presenta come un evento che va oltre la dimensione devozionale. Per la Chiesa cattolica rappresenta un momento di forte richiamo spirituale, per i fedeli un’occasione di incontro concreto con la memoria viva di uno dei santi più amati e universali. Nella città di Assisi, cuore del francescanesimo, dove sono previste 370.000 persone, tra le 15 e le 18.000 presenze giornaliere, l’esposizione delle reliquie rinnova un legame profondo tra storia, fede e comunità, rilanciando il messaggio di pace, fraternità e semplicità che continua a parlare al mondo contemporaneo. Ma quale significato assume oggi questo gesto antico? E quale risposta suscita in una società sempre più distante dai segni della tradizione religiosa? Ne abbiamo parlato con fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento di Assisi.

Qual è il significato spirituale e pastorale dell’ostensione delle reliquie di san Francesco per la Chiesa cattolica oggi?

Grazie di questa domanda perché è un dono poter approfondire questo tema: da sempre i cristiani hanno venerato le reliquie perché i santi, in particolare i martiri, sono coloro che hanno testimoniato con la loro vita che l’amore di Dio li ha coinvolti pienamente, come il martire santo che è una persona pienamente coinvolta nell’amore di Dio, e l’amore di Dio non è una cosa astratta è una cosa che coinvolge la carne. Al punto che queste persone servivano i poveri, pregavano, digiunavano, hanno amato le persone e si sono lasciate consumare per l’amore per Cristo. I cristiani da sempre hanno venerato le vite dei santi perché in realtà nelle vite dei santi vedevano l’azione dello Spirito Santo che aveva riempito la loro carne di questo amore. Ed è questo il contesto della venerazione delle reliquie di Francesco, noi abbiamo scelto come chiave di lettura il Vangelo di Giovanni, capitolo XII, al versetto 24, quando Gesù parlando di sé, dice che il chicco di grano caduto in terra, se non muore rimane solo, ma se muore porta molto frutto. Ora, Francesco è davvero questo seme che, alla maniera di Gesù, alla maniera dei santi, alla maniera dei martiri e forse di tutte le persone di buona volontà, si dona nella vita di ogni giorno. E chi si dona si consuma, c’è poco da fare. Però porta frutto!

In che modo l’ostensione delle reliquie rafforza il senso di appartenenza e di comunione tra i fedeli, sia a livello locale che universale?

Si rafforza nella fede, cioè la nostra fede non è una credenza preesistente, ma è la relazione con il Signore che è l’amore. Avere fede è inseparabile, proprio inseparabile dall’esperienza di essere una cosa sola, uniti nell’amore. E in questo senso venerare le reliquie di Francesco significa rafforzarsi, avere la grazia di rinsaldarsi in questa certezza che chi ama, mentre si spende, si consuma, in realtà sta alimentando i vincoli dell’unione, che sono quelli della Chiesa, sono quelli della carità. In questo senso più viviamo nell’amore, più viviamo nel dono di noi, più la nostra umanità diventa il nostro essere uomini. Ciò che ci unisce agli altri non sono le idee, ma sono appunto l’amore che doniamo nelle nostre relazioni. Venerare Francesco è l’occasione per considerare quanto l’amore donato con autenticità porta così tanto frutto, e da 800 anni se ne parla ancora.

Secondo lei che impatto ha questo evento sulla comunità locale di Assisi e sul pellegrinaggio verso la basilica?

Sicuramente, in questo mese che si apre Assisi e il circondario vivono di questo evento. Tutta l’ospitalità da mesi è praticamente esaurita: gli hotel, i ristoranti, tutto è prenotato. Speriamo che ciò possa essere un’opportunità di grazia perché la nostra società ci dice sempre: “pensa a te, non ti donare, non preoccuparti degli altri, abbi cura di te prima di tutto”. Invece, Francesco dice proprio il contrario e le sue ossa testimoniano questo. Sono le ossa di una persona che si è spesa, che si è consumata, di quanto ha camminato, di quanto è stato in ginocchio, di quanto ha vissuto nelle grotte. E lui ci dice proprio questo nel nostro cuore: non aver paura di donarti che così porti frutto. Secondo me questo è bellissimo e fa tanto bene a tutti noi.

Perché la figura di san Francesco continua a parlare anche ai giovani e ai non credenti attraverso segni concreti come le reliquie?

Secondo me è Francesco che parla, le reliquie che sono appartenute a lui sono parte del suo materiale biologico. Come lei può ascoltarmi perché io parlo e quindi ho una voce perché ho un corpo., se non avessi il corpo non avrei voce. Quindi il nostro corpo è il luogo dove avvengono le relazioni, quindi anche le reliquie di Francesco sono la buccia di questo seme di Francesco che è germogliato, ed è una buccia che ci parla di lui. Perché le persone lo cercano? Io sono convinto che le persone cercano Francesco perché Francesco è proprio il Vangelo, in lui vediamo che il Vangelo quando è accolto è una bella notizia per il mondo, per le persone, per gli individui e per la comunità. Ed è questo che attira. Francesco da subito è stato chiamato l’alter Christus non nel senso di un altro Cristo, ma dell’icona di Cristo, no dell’immagine somigliante di Cristo.

Dunque, l’ostensione è solo un momento di devozione popolare o rappresenta anche un atto ecclesiale con una forte valenza teologica e culturale?

Ma che bello! Grazie che lei dica questo. Noi abbiamo fatto tanta formazione sul sito sanfrancescovive.org, sui social della basilica su Facebook e Instagram. Vogliamo tanto nutrire la devozione cioè il nostro amore con un’esperienza ecclesiale che è teologicamente fondata, ma non per questo difficile. La teologia non è nata per essere difficile. E’ nata per dire con le parole la vita che ci abita; in questo senso vediamo in Francesco la buccia di un seme che è germogliato nella carità che attraversa il tempo e lo spazio e questo è un incoraggiamento per tutti noi a vivere con amore la vita di ogni giorno. Questo è quello che Francesco ci invita a vivere.

In un tempo segnato da crisi sociali e conflitti, qual è il messaggio universale che può trasmettere ai fedeli il poverello d’Assisi?

Francesco non ha vissuto in un tempo così tanto migliore del nostro. C’erano guerre di religione, guerre intestine nelle città, grandi conflitti, faide familiari. C’era tanta ingiustizia. Lui non viveva in un momento storico ideale. Però il messaggio che lui ci da è molto bello: se una persona accoglie veramente il Vangelo crea intorno a sé un’altra storia, crea intorno a sé nuove relazioni. Sempre ascoltiamo una voce di sottofondo “Tu non puoi fare niente, tu sei solo, sei inutile. Sono i potenti che governano. Noi non possiamo fare niente”. La sentiamo sempre questa voce. Eppure Francesco testimonia che è una bugia. Perché se una persona accoglie il Vangelo non cambia il mondo, ma intorno a sé le cose cambiano. Sono 800 anni che Francesco continua a toccare i cuori delle persone. Secondo me il messaggio bello è questo: noi non possiamo risolvere ogni problema, però se ognuno di noi fa un passo, questo passo lascia un impatto, ha un effetto ed è una bugia chi sostiene che non possiamo fare niente.