Strage alla festa di Capodanno, almeno 47 morti tra le fiamme a Crans-Montana. Sei italiani dispersi e 13 in ospedale

Crans-Montana © ANSA/AFP

ansa

Una serata di festa che si è trasformata in un incubo: decine di vite di ventenni, almeno 47, che si erano riuniti per salutare il nuovo anno, sono state spezzate in un incendio che in un attimo ha divorato un affollato bar nella lussuosa località sciistica svizzera di Crans-Montana, provocando anche un centinaio di feriti, molti dei quali in gravi condizioni.

Un rogo presumibilmente scatenato dalle candele scintillanti sulle bottiglie di champagne che hanno raggiunto il soffitto in legno.

Scene di panico e terrore descritte dai testimoni, che hanno raccontato la fuga precipitosa verso l’esterno dei ragazzi, costretti a farsi largo per guadagnare l’unica uscita, una scala angusta, oppure rompendo delle finestre, mentre molti dei loro amici sono rimasti intrappolati.

ansa

Crans-Montana, morto il campione di golf Galeppini. Farnesina: ‘6 italiani dispersi, 13 ricoverati’. Il locale: ‘Tutto fatto a norma’

Immagine

La Federazione italiana Golf ha annunciato sui social la morte di Emanuele Galeppini, il ragazzo di 17 anni che si trovava nel locale di Crans Montana.

La Federazione Italiana Golf – si legge sui social – piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori”. Determinante per il riconoscimento il ritrovamento nel locale di Crans Montana del telefono cellulare.

La famiglia però frena: “per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna“, ha detto sui social lo zio Sebastiano Galeppini.

ansa

Era proprio una cometa…

Avvenire

Una nuova teoria: la Stella citata dal Vangelo arrivava dalla nube di Oort Sono secoli che gli astronomi cercano di dare un nome e una fisionomia alla stella di Betlemme, il bagliore celeste che secondo l’evangelista Matteo guidò i Magi fino al luogo della nascita di Gesù. Le ipotesi sono molte e, in questi giorni, Mark Matney, uno scienziato planetario della Nasa, ha proposto una nuova teoria: cioè che la stella fosse davvero una cometa ma proveniente dalla nube di Oort, l’enorme guscio di corpi ghiacciati situato oltre i confini del Sistema solare. Se un oggetto di questo tipo passasse molto vicino alla Terra, il suo moto nel cielo potrebbe risultare quasi immobile per ore, giorni o settimane. Un comportamento che agli occhi degli osservatori di duemila anni fa avrebbe potuto sembrare una stella ferma sopra un punto preciso. In più, il fenomeno risale al 7 avanti Cristo, secondo antichi registri astronomici cinesi, data che potrebbe coincidere con la nascita di Gesù avvenuta tra il 7 e il 4 avanti Cristo

Giochiamo! Che bel regalo

Popotus – Avvenire

Non costa niente ma è inestimabile: il tempo passato con chi si ama è il dono più bello e non solo a Natale Cosa c’è di più prezioso dei momenti trascorsi con le persone che ci vogliono bene? A Natale c’è un regalo perfetto, migliore di tutti: il tempo, preferibilmente da passare insieme giocando. Meglio se lontano dagli schermi, come suggeriscono i medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, a Roma. Sperimentate – consigliano i pediatri – quei giochi in cui è necessario attendere il proprio turno e rispettare quello dell’altro, dove bisogna collaborare per raggiungere il risultato e, se non ce la si fa, tollerare l’insuccesso.

Anche la vittoria va vissuta con stile, senza esagerare e senza sminuire chi ha perso… Si gioca – e speriamo che si giochi tanto, questo Natale – ma anche ci si allena a vivere con gli altri. Il tempo può diventare esso stesso un regalo, non costa niente ma è inestimabile: condividerlo è importante perché gli oggetti prima o poi finiscono tra i rifiuti ma i ricordi no. Allora, perché non incartare un bel “buono tempo” per una passeggiata nel parco, una serata a leggere insieme o a guardare un film, per un giro in bici… Il proprio tempo – esserci senza distrarsi, dedicarsi, prendersi cura, giocare – è un regalo dal cuore

Libri 2025, i più venduti in classifica

I libri stimolano le emozioni

Come ogni anno si tirano le fila del mercato editoriale e la classifica dei libri più venduti del 2025 è guidata Dan Brown con L’ultimo segreto, pubblicato da Rizzoli.

Segue il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo con la biografia-saggio Francesco – Il primo italiano, sugli scaffali con Harper Collins.

Il terzo posto è di Joël Dicker con La catastrofica visita allo zoo (La Nave di Teseo).

Il quarto posto è per Gianluca Gotto, cui segue Ken Follett.

Per il sesto posto si torna alla saggistica con l’autobiografia di Papa Francesco Spera (Mondadori).

Settimo posto per il premio Strega 2025 Andrea Bajani con L’anniversario (Feltrinelli).

Avvenire

NOVITÀ EDITORIALE PER QUERINIANA Da Congar a Rahner, nell’ultimo saggio Kasper rievoca amicizie, maestri e sogni

Link al libro su Amazon

Dalla sua prima Messa come prete novello ai ruoli chiave nel difficile cammino dell’ecumenismo come presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani a Roma con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, fino alle amicizie con i colleghi Hans Küng e il domenicano francese Yves Congar. Si può condensare così il senso dell’ultima fatica letteraria del cardinale Walter Kasper, “La mia vita per la Chiesa e la teologia” (Queriniana, pagine 208, euro 19). Il volume raccoglie i suoi ricordi come vescovo di Rottenburg- Stoccarda e il suo giudizio molto simile a quello di Benedetto XVI sulla teologia della liberazione.

Tra gli aspetti poco noti di questo testo vi sono i ricordi personali del suo maestro di teologia Leo Scheffczyk. O ancora la sua passione per liturgia grazie al sacerdote italo-tedesco Romano Guardini. Creato cardinale nel 2001, classe 1933, ha partecipato a due Conclavi, nel 2005 e nel 2013, che hanno portato all’elezione rispettivamente di Benedetto XVI e di

Francesco. Il libro svela alcuni aspetti inediti di Kasper come il suo sogno di diventare parroco e di aver accarezzato l’idea, da giovanissimo, di farsi gesuita. In occasione dei 60 anni del Concilio Vaticano II, nell’ultimo numero della rivista mensile “Il Regno”, Kasper (in una intervista rilasciata al direttore di Communio Jan-Heiner Tück) traccia un suo personale bilancio sui frutti di quell’evento definito dal suo maestro Karl Rahner «l’inizio di un inizio». ( F.Riz.)

Avvenire