Crea sito

Teologia: carità e pratica della giustizia

La carità rispetta gli altri e i loro diritti. Esige la pratica della giustizia e sola ce ne rende capaci. (Catechismo 1889)
Comandamento e virtù sociale primaria, la carità non solo non prescindere dalla giustizia ma la implica e l’avvalora. La implica quale sua prima via: «Siano anzitutto adempiuti gli obblighi di giustizia», esorta il Concilio Vaticano II. Certamente la carità vuole per l’altro più della giustizia, ma non senza la giustizia. Per amore io dono all’altro ciò che è “mio”, per giustizia gli do ciò che è “suo”. Ora io non posso donare all’altro del “mio”, senza avergli dato prima il “suo”: «Non si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia» – ammonisce il Concilio (ivi). Il primo bene che la carità vuole per l’altro è quello che gli compete come jus suum (suo diritto). Per questo la carità non può non volersi anzitutto come giustizia. E questa ne diventa la prima espressione ed esigenza: «la misura minima», com’ebbe a dire Paolo VI.
Ispirata e sostenuta dalla carità, la giustizia ne condivide l’azione umanizzatrice e salvifica. La giustizia circoscrive le autonomie, la carità avvicina e accomuna. In nome del diritto e della sua rivendicabilità si può diventare cinici e senza cuore: summum ius summa iniuria, ammoniva il diritto romano. La carità premunisce il diritto dall’ingiuria. Essa umanizza il diritto, riconosciuto e rispettato come bene della persona (figlio di Dio e mio fratello), e impronta a cordialità e benevolenza le relazioni contrattuali e legali.
La carità oltretutto dà valore teologale e intenzione salvifica ad ogni opera di giustizia: impegnarsi per una società e un mondo più giusto è adoperarsi per il Regno di Dio. Edificando il regno dell’uomo nel diritto e nella giustizia, il cristiano coopera all’edificazione anticipativa e prefigurativa dei «cieli nuovi e terra nuova in cui avrà stabile dimora la giustizia» (2Pt 3,13). «L’azione dell’uomo sulla terra – ci fa consapevoli Benedetto XVI – quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all’edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana».

avvenire