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Sabato 18 ottobre la Veglia missionaria

da La Libertà dell’ 11 ottobre 2014-

La Giornata Missionaria Mondiale, che quest’anno sarà domenica 19 ottobre, è stata istituita nel lontano 1926 da papa Pio XI su suggerimento dei seminaristi del Seminario di Cagliari. L’idea della Giornata è innanzitutto quella secondo cui è richiesto ai fedeli di tutto il mondo di fare memoria del “nuovo mandato” affidato da Gesù Cristo agli apostoli già duemila anni or sono.
Lo slogan per celebrare la Giornata di quest’anno è Periferie, cuore della missione (nell’immagine la foto scelta da “Missio” per la locandina), in continuità con quello dell’anno precedente che invitava tutti ad uscire “sulle strade del mondo”.

manifesto-giornata-missio
Un proposito che ci facciamo da anni, ma adesso papa Francesco ci regala le parole e i gesti per dirlo in maniera ancora più esplicita e radicale: se la Chiesa – che esiste per evangelizzare – non esce, si ammala. Non si tratta solo di un adempimento per alcuni (nella fattispecie tutti i missionari): è più profondamente in gioco il coinvolgimento di tutti i battezzati in quanto riguarda la natura del nostro discepolato. E che la Chiesa “è per sua natura tutta missionaria” ce lo ricordava già, circa 50 anni fa, il decreto Ad Gentes del Concilio Vaticano II.
Ricordando l’evento del Concilio (di portata storica: “una nuova Pentecoste”) ci piace sottolineare la felice coincidenza che vedrà confluire nello stesso giorno, domenica 19 ottobre, anche la beatificazione a Roma di papa Paolo VI (che ha appunto continuato e portato a termine il Concilio voluto da papa Giovanni): un pontefice, Paolo VI, che ha posto in primo piano la natura missionaria della Chiesa, promuovendo lo spirito della nostra Giornata che così egli riassume: “Rendere visibile per mezzo della carità fraterna l’Amore invisibile del Padre che è nei Cieli… è lo spettacolo della carità che in tutto il mondo, per mezzo delle diocesi e delle parrocchie, unisce i cristiani al sacrificio quotidiano, alle fatiche apostoliche e ai meriti dei missionari” (tratto dal Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale del 1966).
Questa domenica (giorno della Risurrezione del Signore) è anche l’occasione per una raccolta (colletta) di aiuto economico che attraverso il Fondo Universale di Solidarietà si basa sulla dinamica della “colletta paolina”. Come Paolo ha fatto la colletta di tutte le Chiese per i “santi di Gerusalemme” durante la carestia e la persecuzione, così anche le Pontificie Opere Missionarie testimoniano questa forma di solidarietà: tutte le Chiese mettono insieme i loro beni perché ad ognuno sia dato quello di cui ha bisogno per l’evangelizzazione. Di fatto, dentro questa logica, ci sta che nessuna Chiesa è esente e di fatto tutte contribuiscono a questo impegno, anche quelle dei Paesi più poveri.
Riflettendo sugli aiuti ripartiti dal Fondo di Solidarietà (con le varie voci di destinazione) si può capire come questo rappresenti la partecipazione delle Chiese particolari (Diocesi) alla “comunione universale”. Guardando alla situazione mondiale e ai Paesi che hanno bisogno di essere sostenuti nell’evangelizzazione, ci accorgiamo che ci sono tre miliardi di persone che ancora non hanno conosciuto Gesù Cristo e, nella fattispecie, i credenti cattolici rappresentano solo il 17,5% della popolazione mondiale, la maggioranza dei quali è in America Latina. Il continente che nel 2013 ha ottenuto più contributi è l’Africa seguita dall’Asia: gli aiuti vanno da quelli destinati alla formazione di seminaristi e novizi/e alla costruzione e mantenimento di opere pastorali, sostegno a radio, tv, stampa cattolica, formazione ai catechisti laici e fornitura di mezzi di trasporto per raggiungere le comunità.
Le Pontificie Opere Missionarie sono quindi una struttura ormai da anni globalizzata in “rete”, modellata, come si diceva poco sopra, sull’esempio di san Paolo che già nel 60 d. C. non voleva gestire i soldi da solo ma con i delegati di ogni Chiesa, perché la somma raccolta fosse distribuita in modo equo tra tutti.

In diocesi a Reggio Emilia, vivremo l’avvenimento con particolare ricchezza durante la Veglia che si terràsabato 18 ottobre nella parrocchia di Regina Pacis alle 21, dove il vescovo Massimo Camisasca conferirà il mandato a due sacerdoti in partenza per il Brasile (don Gabriele Burani e don Luca Grassi) e a tre laici (Giovanni Aldrovandi per il Madagascar, Sonia Pancini per l’Albania e Elisabetta Angelucci per il Cile). Malgrado la “crisi”, da intendersi tanto economica quanto di vocazioni, la nostra Chiesa è chiamata a non sottrarsi al compito di portare con ogni mezzo il messaggio evangelico in tutto il mondo proprio perché Gesù è venuto per la salvezza di tutti, che – più o meno consapevolmente – sono i destinatari della “lieta notizia di salvezza”.

Andrea Bonati

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