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Malignità e sciocchezze quasi da manuale

Ha ragione Pierluigi Battista: “Sciocchezzaio su Internet” “Corsera” (14/2, p. 6). Peggio però in qualche pagina, con capolavori da collezione. L’altro ieri per esempio su “Repubblica” sul Papa Francesco Merlo in “due pezzi”: “E ora sembra finalmente libero da un peso” (pp. 1 e 6), e “DIMISSIONI: Quella scelta difficile di abbandonare il potere” (p. 54). Mai in questi quasi 17 anni di “Lupus” ho letto in tema pari pregiudizio, strafottenza, superficialità ed evidente mancanza di informazione, pur esibiti. Esordio del primo: “Che bello il papa che non è più papa: ‘Cari fratelli e sorelle’…” Segue caricatura di “prelati” che “fanno corona”: a Merlo “sembrano quelli di Manara e Fellini”. Per Manara, “due pezzi” o senza, se la veda lui, ma Fellini Malpelo lo ricorda di persona ben diversamente rispettoso. Libertà di ridicolo, ma attenti: “Non è satira”, e Merlo non “fischia” a Sanremo! Una serie di frasucce raccolte qua e là, in piazza, in Basilica e nei bar dei dintorni, per poi scrivere che presto eleggeranno “il nuovo replicante di Pietro”. E replicante è lui nel secondo articolo, stesso livello. Inizio con altra trovatina semi-intelligente: “Diciamo la verità, Benedetto XVI era un papa ‘dimesso’ prima di dimettersi”. Per pietà non insisto, ma il livello è proprio basso! E allo sciocchezzaio si accoda anche, ieri, “Il Fatto” (p. 11) per l’ironia invidiosa con cui critica – “Leccalecca”! – un articolo del “Corsera” (14/2, p. 6) in cui si presentava con rispetto il lavoro prezioso del portavoce del Papa. Al “Fatto” chi parla di Vaticano e dintorni, ma non insulta e deride, è nemico. Perciò l’altro ieri lì (p. 9) l’accusa al “Vaticano” per “l’atteggiamento durante il nazifascismo”. Firma Dario Fo, che se ne intende: lui infatti – testuale – “Si arruolò volontario nella Repubblica di Salò”! Loro a 160 anni da Victor Hugo – qui in solidum con Merlo – vogliono l’esclusiva dei “Miserabili”.

avvenire.it – a cura di Gianni Gennari