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Giappone I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La Visita di Giovanni Paolo II nel 1981 e il Pellegrinaggio di Papa Francesco il prossimo mese di novembre

(a cura Redazione “Il sismografo”)

Madonna di Nagasaki o Madonna bombardata (Cattedrale di Urakami)
A giorni dovrebbe essere fatto l’annuncio ufficiale del Pellegrinaggio di Papa Francesco in Thailandia e Giappone. Quello in Giappone è stato preannunciato dallo stesso Pontefice tempo fa. Ora, finiti i sopraluoghi, sembrerebbe che il programma sia sostanzialmente definito e dunque, nei Paesi coinvolti e qui in Vaticano, si attende solo la conferma ufficiale che arriverà molto presto.
Intanto, dal 6 fino al 9 agosto, in Giappone e in diversi luoghi del mondo si ricordano i 74 anni dai bombardamenti atomici, i primi nella storia umana, su Hiroshima (6 agosto 1945) e su Nagasaki (9 agosto 1945).
Hiroshima
Il mattino del 6 agosto 1945 alle ore 8:15 l’aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100mila – 200mila, quasi tutti civili.
Nagasaki
La mattina del 9 agosto 1945 l’equipaggio del Boeing B-29 Superfortress, il bombardiere designato per la missione, si alzò in volo con a bordo la bomba atomica soprannominata “Fat Man”, alla volta di Kokura, l’obiettivo iniziale della missione. Tuttavia le nubi non permisero di individuare esattamente l’obiettivo e dopo tre passaggi sopra la città, ormai a corto del carburante necessario per il viaggio di ritorno, l’aereo venne dirottato sull’obiettivo secondario, Nagasaki.
Alle 11:02, alcuni minuti dopo aver incominciato a sorvolare Nagasaki, il capitano avvistò il nuovo obiettivo, che era ancora una volta nascosto dalle nubi. Dato che non era pensabile tornare indietro e rischiare un ammaraggio dovuto alla mancanza di carburante con un’arma atomica a bordo, il comandante decise di accendere il radar in modo da individuare l’obiettivo anche attraverso le nubi. Così “Fat Man”, che conteneva circa 6,4 kg di plutonio-239, venne sganciata sulla zona industriale della città. La bomba esplose a circa 470 m d’altezza vicino a fabbriche d’armi; a quasi 4 km a nord-ovest da dove era previsto: questo “sbaglio” salvò gran parte della città, protetta dalle colline circostanti, dato che la bomba cadde nella valle di Urakami. I morti all’istante furono tra 22.000 a 75.000 persone.