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Commento alla liturgia del 23 Ottobre 2011 di Don Fabrizio Crotti

Il rischio per chi frequenta abitualmente l'assemblea liturgica domenicale è di non avvertire più la novità del vangelo che proclama il primato dell'amore a Dio e al prossimo. L'abitudine fa abbassare la soglia dell'attenzione. Si dà per scontata ed insignificante quella che è la originalità dirompente della parola di Gesù. tanto più che il vangelo di Mt riduce al minimo la trama narrativa. Il confronto tra Gesù e i rappresentanti del giudaismo assomiglia ad una lezione di un maestro che accosta due testi biblici facendoli seguire da un brevissimo commento. La sobrietà del testo evangelico è esemplare, ma a tutto discapito della sua efficacia comunicativa. La comprensione più attenta ed interiore del vangelo, può essere preparata dal testo dell'Esodo che preannuncia in modo originale il tema. La prima lettura riproduce una sezione del "codice dell'alleanza" dove si parla della tutela delle varie categorie di poveri. L'agire di Dio liberatore diventa fondamento e modello dell'agire dei credenti. L'amore, unico principio dell'agire di Dio, si traduce nella solidale difesa dei poveri.

don Fabrizio Crotti