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Attacco con gas nervini 243 morti in Siria

 

 
Almeno 213 persone, tra cui donne e bambini, sarebbero state uccise oggi dalle forze del presidente Bashar al-Assad in un attacco con gas nervino in una roccaforte ribelle nella regione di Ghouta, a est di Damasco. Razzi con il potente gas avrebbero colpito tre sobborghi: Ain Tarma, Zamalka e Jobar. Lo hanno riferito attivisti dell’opposizione, spiegando che le informazioni provengono dai centri medici della regione. Gli attivisti hanno citato Bayan Baker, una infermiera di un ospedale da campo. “Molti feriti sono donne e bambini. Sono arrivati all’ospedale con le pupille dilatate, gli arti freddi e la schiuma alla bocca. I medici hanno detto che sono i classici sintomi che accusano le vittime del gas nervino”, avrebbe spiegato l’infermiera. Un attivista ha diffuso una foto che mostra i cadaveri di 16 bambini e tre adulti, uno dei quali in tuta mimetica, sul pavimento di una struttura medica da campo. Un altro gruppo di attivisti, la Commissione generale della rivoluzione siriana, ha diffuso su Youtube alcuni video, e ha riferito che nella stessa zona sono in corso pesanti raid aerei lealisti cominciati dopo l’attacco chimico.Anche oggi il governo, dal canto suo, ha smentito l’attacco con armi chimiche. “Le notizie dell’utilizzo di armi chimiche” a Ghouta “sono false e sono state diffuse da tv come al-Arabiya e al-Jazeera che sostengono il terrorismo”, ha scritto l’agenzia Sana. La diffusione di tali notizie – ha aggiunto l’organo di stampa del regime – “è un tentativo di ostacolare la missione degli esperti Onu sull’utilizzo di armi chimiche in Siria”. A Damasco c’è una missione di esperti dell’Onu incaricata di verificare se sono state usate armi chimiche nel conflitto tra lealisti e ribelli, che si sono più volte accusati reciprocamente. In ogni caso, quello che è accertato è che in diversi sobborghi intorno a Damasco è in corso il “più massiccio attacco dall’inizio del conflitto due anni fa”, come ha riferito una fonte militare, respingendo le accuse dell’opposizione di avere usato armi chimiche. “Stiamo facendo grandi progressi a Jobar, Zamalka, Guta e Muadamieh” e “l’esercito darà presto buone notizie alla popolazione quando avrà eliminato questi jihadisti”, ha aggiunto la fonte, aggiungendo che “l’operazione è solo all’inizio”. Una fonte parla di 100 morti nei bombardamenti.

 

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