«Zaporizhzhia come Fukushima»

L’impianto nucleare di Zaporizhzhia dal 4 marzo sotto il controllo militare dei russi / Ansa

Allarme di Kiev: il piano di Mosca è di collegare la centrale nucleare alla Crimea lasciando buona parte del Paese al buio Ma si rischia lo spegnimento dell’impianto: «Se qualcosa andasse storto sarà una situazione molto simile a quella del Giappone»

Dall ʼ inviato a Schevchenkove

L’occupazione russa alla centrale nucleare di Zaporizhzhia consente a Mosca di fare pressione sul piano politico e di avvantaggiarsi su quello militare. È questa l’accusa che arriva da Kiev, sostenuta da diversi Paesi. Con i membri del G7 che denunciano come le operazioni russe «mettano in pericolo la regione». Appena fuori dal perimetro della centrale, sarebbero state piantate alcune postazioni di lancio da cui le forze di Mosca sparano razzi contro obiettivi ucraini. Facendosi scudo della centrale, di fatto l’esercito russo impedisce a Kiev di rispondere al fuoco poiché il rischio di un incidente nucleare sarebbe altissimo. Oggi a New York si terrà una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per affrontare la situazione della centrale più grande d’Europa, su richiesta dell’inviato russo presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov che ha anche accusato Kiev di creare «ostacoli e difficoltà artificiali » a una potenziale missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica presso l’impianto (Aiea). «Tutte le azioni militari che mettono a rischio il nucleare e la sicurezza devono essere fermate », aveva detto il segretario generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi. A suo avviso i bombardamenti sull’impianto di Zaporizhzhia hanno violato tutti i pilastri della sicurezza nucleare.

Ieri quattro missili russi hanno colpito Kushuhum, un villaggio proprio alla periferia meridionale della città ucraina di Zaporizhzhia, uccidendo una donna di 52 anni, rinvenuta tra le macerie. Il governatore ucraino Oleksandr Starukh ha parlato di «quattro edifici privati completamente distrutti» e «diverse dozzine di case rimaste senza finestre e tetti ». Anche la fornitura di elettricità e gas al villaggio è stata interrotta, ha aggiunto il governatore. I militari russi presenti nella centrale, hanno l’obiettivo di «collegare la centrale alle reti elettriche della Crimea», annessa da Mosca nel 2014. Lo ha detto alla tv ucraina Petro Kotin, presidente di Energoatom, l’agenzia ucraina per il nucleare, secondo il quale «per fare questo bisogna prima danneggiare le linee elettriche della centrale», collegate alla rete ucraina. Secondo Kotin «dal 7 al 9 agosto i russi hanno già danneggiato tre linee elettriche» e «in questo momento la centrale funziona con una sola linea di produzione, una modalità estremamente pericolosa». Questa procedura, benché mai sperimentata peraltro in condizioni di combattimento, lascerebbe al buio buona parte dell’Ucraina, accecando molte regioni proprio alla vigilia della stagione più fredda, quando l’energia elettrica è indispensabile per alimentare anche i sistemi di riscaldamento. Soprattutto un eventuale distacco della rete elettrica per girare la produzione sulla Crimea potrebbe far spegnere la centrale. «Se non c’è connessione alla rete – ha spiegato Kotin –, non è possibile fornire elettricità dall’esterno, quindi si avviano i generatori diesel. Ma tutto dipenderà dall’affidabilità di quei generatori». Se qualcosa andasse storto «ci troveremmo in una situazione paragonabile – ha spiegato – al disastro nucleare di Fukushima, in Giappone».

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