Torna “Vangelo e vita” con i commenti del Vescovo alle letture delle domeniche di Avvento

La Parola esprime significati sempre nuovi a seconda delle domande che l’uomo porta in cuore nel leggerla. San Gregorio Magno diceva che la Scrittura cum legentibus crescit: cresce con coloro che la leggono.
È con questo auspicio che il Centro Diocesano Comunicazioni Sociali si appresta all’avvio di una nuova stagione di “Vangelo e vita” con i commenti alle letture domenicali proposti dal vescovo Giacomo Morandi. Ecco la prima puntata:

Le puntate saranno fruibili sul canale YouTube La Libertà Tv ogni mercoledì alle 19 per offrire la possibilità ai gruppi di preghiera di prepararsi alla liturgia domenicale condividendo il commento proposto dal nostro Arcivescovo.
I commenti al Vangelo sono registrati nell’angolo più bello del palazzo vescovile: la Cappella Coccapani che per un pomeriggio è stata trasformata in location per riprese televisive.

Vangelo e vita

Dal 2016 “Vangelo e vita”, è uno dei più apprezzati format televisivi diocesani. La trasmissione è un contenitore che nei “momenti forti” dell’anno liturgico accompagna verso il Natale o la Pasqua con il commento al Vangelo della domenica e in altri periodi dell’anno offre approfondimenti culturali o sociali. Tutte le puntate, anche quelle “storiche” sono disponibili sul canale YouTube La Libertà Tv.

La cappella Coccapani

Il palazzo vescovile tra il ‘500 e il ‘700 era una vera e propria reggia e attraverso la Cappella Coccapani è giunto a noi un piccolo frammento della sua antica maestosità. La “Coccapani” non è nata come spazio per la preghiera, ma ha assolto anche questa funzione, in particolare tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900 quando il Palazzo vescovile ha ospitato il Seminario. Si trova tra il primo e il secondo piano del Palazzo ed è nata come stanza d’aria, luogo di refrigerio durante le calde giornate estive. In mancanza di documenti che ne evidenziano la genesi e le vicende, la lettura della decorazione suggerisce una sequenza di fasi che, cominciando dalla seconda metà del Cinquecento, arriva fino alla fine del XIX secolo, epoca che vede l’abbandono definitivo della frequentazione del luogo.

Al vescovo Paolo Coccapani (1625-1649), a cui è intitolata la Cappella, sono da ascriversi le decorazioni della volta, chiaramente barocche, mentre manieristi (quindi precedenti) si rivelano i risalti plastici che caratterizzano le pareti verticali della piccola sala.

La Cappella si sviluppa su due vani. Oltre all’ambiente con stucchi in gesso è giunto fino a noi un secondo volume, in comunicazione con la cappella e che nell’800 era adibito a sagrestia.
Le tonalità tenui, gli stucchi e gli affreschi rendono la Cappella Coccapani un ambiente armonioso, in grado di suscitare un moto di stupore in chi vi entra.

laliberta.info