Almeno 16 morti a Kharkiv. Zelensky: “Solo i pazzi come Putin uccidono così”

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AGI – Almeno 11 persone sono state uccise e 50 ferite, tre in modo grave o gravissimo, in un attacco russo contro un ipermercato fai-da-te a Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, dove “più di 200 persone” potevano trovarsi al momento dell’impatto, secondo Kiev. Secondo il governatore regionale, Oleg Synegoubov, l’attacco russo è stato effettuato con due bombe aeree guidate e almeno 16 persone sarebbero ancora sotto le macerie.

Le immagini pubblicate sui social network ucraini mostrano l’edificio con il tetto squarciato e un’enorme colonna di fumo nero che fuoriesce, mentre i vigili del fuoco spengono con l’acqua le fiamme innescate dagli attacchi. Secondo le autorità, sono andati a fuoco 10.000 metri quadri di struttura, ma i vigili del fuoco stanno cercando di riportare la situazione sotto controllo. La catena di ipermercati Epitsentr vende elettrodomestici e prodotti per il fai da te.

Ucraina. Putin attacca dal Nord e minaccia di tornare alle porte di Kiev

Evacuati 2 mila civili dalla regione di Kharkiv. Mosca conquista 5 villaggi sul confine e tenta di costruire una zona cuscinetto, costringendo l’esercito ucraino a sfilacciarsi. Maggio decisivo.
L'effetto dei bombardamenti a Kharkiv

L’effetto dei bombardamenti a Kharkiv – Ansa

Inseguiti dai colpi di mortaio sparati senza una logica apparente, quasi duemila civili ucraini sono stati evacuati in una notte e un giorno dal confine Nord con la Russia. L’artiglieria di Mosca è passata alla modalità «fuoco costante». Le esplosioni e la distruzione servono a seminare il panico e a diffondere sfiducia nella difesa ucraina.

Di momenti cruciali il conflitto ne ha vissuti molti. Ma il terzo maggio di guerra è il mese in cui Putin più di Zelensky si gioca quasi tutto. Una corsa per arrivare alle elezioni europee in una posizione di forza, vanificando il summit per la pace convocato in Svizzera a metà giugno, subito dopo il G7 atteso in Puglia.

I russi al momento non sono ancora in grado di prendere il distretto di Kharkiv, ma potrebbero sfondare da un’ora all’altra, se decidessero di sguarnire ampie regioni sui mille chilometri della linea del fronte. Una fonte militare ucraina di alto livello, che rifiuta di essere nominata, ha dichiarato che «le forze russe si sono spinte per 1 chilometro all’interno del confine ucraino, nei pressi di Vovchansk». Secondo l’ufficiale «le forze russe mirano a spingere le truppe ucraine fino a 10 chilometri all’interno dell’Ucraina, come parte di uno sforzo per creare una zona cuscinetto». La testata Ukrainska Pravda riferisce che quattro villaggi di confine – Strileche, Krasne, Pylna e Borysivka – sono stati catturati dalle forze russe. Mosca ha bisogno di guadagnare chilometri per spaventare ancora l’Ucraina e mettere poi sul tavolo delle trattative un bottino su cui negoziare: minacciare Kiev, per prendersi un pezzo di Donbass minerario e tenere al sicuro le vie d’accesso alla Crimea. Kiev risponde colpendo le retrovie russe dove ieri un bombardamento ucraino secondo fonti russe ha ucciso 3 civili in un ristorante nel Donesk dove si trovavano militanti filo-russi che festeggiavano l’anniversario della autoproclamata repubblica nel Donbass.

L’esercito ucraino, scarseggia di uomini più che degli arsenali, e sta ricorrendo ad alcune categorie di detenuti da sacrificare al fronte, come ha fatto Vladimir Putin con i peggiori criminali rimessi in libertà purché si offrissero come carne da cannone.

«Un totale di 1.775 persone sono state evacuate», ha scritto sui social Oleg Synegubov, governatore della regione di Kharkiv, precisando che da venerdì colpi di artiglieria e mortaio sono stati diretti verso 30 insediamenti. Il comandante delle forze di terra ucraine, ha detto di aspettarsi che la guerra entri in una fase critica molto presto. «La Russia sa che se ricevessimo abbastanza armi entro un mese o due – ha spiegato il generale Oleskander Pavliuk al settimanale The Economist -, la situazione potrebbe rivoltarsi contro di loro». Ora che 60 miliardi di armamenti Usa sono stati sbloccati, il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto che le consegne siano tempestive. Fonti dello stato maggiore di Kiev, sostengono che Mosca «sta testando la stabilità delle nostre linee prima di scegliere la direzione più adatta» per produrre una breccia e travolgere i battaglioni ucraini con conseguenze imprevedibili. Il gran colpo potrebbe essere la cattura di Chasiv Yar, ritenuta come porta d’accesso alla regione di Donetsk. Il generale Pavliuk minimizza, come a preparare l’opinione pubblica alla sconfitta su quell’asse, insistendo su un fragile mantra: la perdita di Chasiv non avrebbe alcun «significato decisivo», poiché si tratta di «un normale insediamento urbano».

Ma sono le voci da Nord a preoccupare la propaganda ucraina. «Ce ne andiamo perché stiamo morendo a causa del “mondo russo”», ha detto Valerii Dubskyi, 60 anni, ai giornalisti che lo hanno intervistato dopo l’evacuazione. Accusa Mosca, ma non è contento di Kiev. Non ha toccato cibo per giorni, e anche andare al pozzo era diventata una scommessa con la morte.

Le cose stanno andando come gli strateghi di Putin desiderano. Kiev non ha alternative: sta inviando rinforzi a Nord per dissuadere i russi da un’invasione che sui tratti di aperta campagna vorrebbe dire un corpo a corpo, perché superata la frontiera sarebbe difficile fermare la corsa verso le regioni ucraine di Sumy e a ridosso di Chernihiv. che dista da Kiev meno di 150 chilometri, lasciando la capitale nuovamente a portata di invasione. Un pericolo che se non potrà essere scongiurato con le armi, potrà esserlo solo con un negoziato. Riportando le lancette del conflitto alla notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022.

avvenire.it

Putin ‘Criminale di guerra per la deportazione dei bambini’

 © EPA

– La Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto per il presidente russo Vladimir Putin in relazione alla guerra in Ucraina.

Putin sarebbe “responsabile del crimine di guerra di deportazione e trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle zone occupate dell’Ucraina alla Russia”, si legge nel comunicato della stessa Corte.

Oltre a Putin, un altro mandato di arresto è stato spiccato nei confronti di Maria Alekseyevna Lvova-Belova, commissaria per i diritti dei bambini presso il Cremlino. I reati sarebbero stati commessi nel territorio occupato ucraino almeno a partire dal 24 febbraio 2022.
“Vi sono fondati motivi per ritenere che Putin abbia la responsabilità penale individuale per i suddetti crimini, per aver commesso gli atti direttamente, insieme ad altri e/o per interposta persona, e per il suo mancato controllo sui subordinati civili e militari che hanno commesso gli atti”, prosegue la nota.
La Corte sottolinea che i mandati di cattura sono stati emessi dalla II Camera preliminare dopo le istanze di accusa presentate il 22 febbraio 2023, a un anno esatto dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, e di averli fin qui tenuti “segreti al fine di proteggere vittime e testimoni e anche per salvaguardare le indagini”.
“Tuttavia – spiega la Corte -, consapevole che le condotte contestate nella fattispecie sarebbero in corso, e che la conoscenza pubblica dei mandati può contribuire a prevenire l’ulteriore commissione di reati, la Camera ha ritenuto che sia nell’interesse della giustizia autorizzare la Cancelleria a rendere pubblica l’esistenza dei mandati, il nome degli indagati, i reati per i quali i mandati sono stati emessi e le modalità di responsabilità stabilite dalla Camera”. (ANSA).