Pastorale giovanile: cercatori della vera luce, anche online

In questo Avvento particolare a causa della pandemia gli strumenti del mondo digitale stanno mostrando tutte le loro potenzialità, aprendo nuove strade per aiutare i giovani a fare comunità e a vivere insieme il senso più profondo dell’attesa

È di certo l’«attesa» la parola chiave che caratterizza questo tempo. Per il mondo intero, infatti, sono giorni di ansia, nella speranza che l’emergenza legata alla pandemia passi presto. Ma per la comunità cristiana questa spinta verso un futuro migliore trova assonanza nell’Avvento, che ci insegna a fare dell’attesa una spinta per mettersi in cammino. Così anche la Pastorale giovanile ha deciso di vivere queste set- timane nello stile del «cercatore di Dio», che non rimane seduto aspettando di essere raggiunto dalla luce, ma si alza e va verso lo splendore di un Dio che si fa uomo.

Un percorso nel quale gli strumenti della comunicazione digitale stanno offrendo occasioni e opportunità nuove, da non ridurre a semplici soluzioni di ripiego in attesa di ritornare agli strumenti pastorali di prima. Le storie narrate in questa pagina dimostrano che la Rete, gli schermi, i dispositivi mobili possono aprire strade mai immaginate prima per intessere relazioni autentiche, offrire spazi di meditazione, animare la preghiera comunitaria. In ogni iniziativa ciò che è più evidente è che davvero ogni «click» e ogni «tap» è un’occasione per trasformare questo «momento di passaggio» in un tempo per continuare a costruire il futuro che Dio sogna per l’umanità.

Il video. La clip della pastorale giovanile: l’occasione in un click

Gli strumenti della comunicazione digitale, che vivono e si alimentano attraverso Internet, non sono solo un modo alternativo per comunicare in un momento in cui non ci si può incontrare “in presenza”, ma una vera e propria occasione per instaurare legami, investire in relazioni e valorizzare l’esperienza educativa. È questa la provocazione che il Servizio nazionale di pastorale giovanile ha deciso di lanciare in questo periodo non solo ai responsabili, agli educatori, agli animatori e a tutti gli operatori impegnati nella pastorale giovanile, ma all’intera comunità ecclesiale. Un messaggio che si pone in assonanza con il recente invito lanciato dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana a fare di questo tempo un vero e proprio cammino di speranza.

Per far comprendere questa sfida la Pastorale giovanile ha messo in rete un video dal titolo «L’occasione in un click», che narra la storia di un prete dentro a un museo: all’inizio prova fastidio per la commistione tra linguaggi tradizionali dell’arte e nuove tecnologie, poi si incuriosisce, ma quando decide di provare a fare propri i canali offerti dagli strumenti digitali per creare nuove relazioni scopre che è troppo tardi.

Si tratta di una video narrazione che traduce in immagini le parole di don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile: «La lezione degli ultimi mesi chiede di fare un salto: quello che permette alla rete di non essere soltanto un mezzo per poter dire quello che ci interessa, ma un ambiente dove vivere un’esperienza educativa. Trasformare la rete in un ambiente significa sfruttarne le potenzialità per creare scambi e legami. Il video ci ricorda che siamo già in piena pandemia digitale, e non possiamo decidere di aspettare che passi: indietro non si torna. Dobbiamo cogliere l’occasione a portata di un click. Siamo già in ritardo».

Avvenire

Ti ho disegnato sul palmo della mia mano. Formazione catechisti educatori

Per il terzo anno l’Ufficio catechistico e il Servizio per la pastorale giovanile propongono a catechisti ed educatori un breve percorso di formazione metodologica.

Per “formazione metodologica” intendiamo quell’attitudine pratica e relazione – anche indicata come saper fare – indispensabile per chi accompagna nella fede i bambini e i ragazzi. Essa va affiancata con l’approfondimento dei contenuti della fede – il sapere –nei percorsi che la Scuola Teologica Diocesana e le Scuole di Formazione Teologica “nel territorio efficacemente offrono” e con la formazione spirituale – l’essere- da coltivare anzitutto nella partecipazione alla vita della comunità cristiana e nella cura per il proprio cammino di fede.

Confermiamo la scelta di convocare insieme sia chi si occupa di iniziazione cristiana, sia chi si occupa di pastorale giovanile. Lavoriamo, infatti, a partire dal cammino di vita dei ragazzi, che procede  – più che secondo le celebrazioni sacramentali – secondo tappe legate alla crescita evolutiva.

I momenti di laboratorio prevedono tre modalità diverse per le tre fasce d’età: 7-11, elementari; 11-14, medie; 14-18 superiori.

La dislocazione geografica nel territorio e cronologica nel calendario vogliono facilitare la partecipazione di tutti e favorire l’incontro tra operatori di parrocchie vicine. Ciascuno può partecipare, iscrivendosi, nella sede che risponde meglio alle proprie esigenze.

 

Modalità del percorso

 

Il percorso si sviluppa in 4 tappe, pensate in modo specifico nelle diverse sedi: una tappa per serata in quattro appuntamenti oppure due tappe per pomeriggio in due appuntamenti

 

Terzo anno

IL SIMBOLO APRE ALLA VITA

«Dio nessuno l’ha mai visto» – così sentenzia in apertura il Vangelo di Giovanni (1,18) – ma «il Figlio unigenito ce lo ha rivelato». L’esperienza cristiana è essenzialmente simbolica: essa entra in contatto con il mistero di Dio –invisibile – attraverso i “segni” – visibili – della sua presenza e azione. Il Simbolo più importante che rivela il Padre è il Figlio, Gesù, che dona la vita per salvare l’umanità. Il simbolo coinvolge l’integrità della persona, apre sentieri esistenziali, attrae nella libertà, vive della gratuità dei dettagli. È questa sapienza simbolica che sta alla base delle azioni cristiane, liturgiche e pedagogiche. Riscopriamo con fiducia il valore del gesto rituale, nella sua capacità di “mettere in gioco” chi lo compie e di accogliere tutti secondo una gradualità di partecipazione.

  1. Indagine nella simbolica della vita di ogni giorno
  2. Esplorando i simboli rituali della tradizione cristiana

III. L’arte del celebrare della comunità ecclesiale

  1. Educare a uno sguardo simbolico: progettiamo insieme

In allegato è possibile consultare il flyer con illustrato il calendario di ogni singola scuola.

L’iscrizione è da farsi attraverso il seguente link entro i termini riportati sul flyer

https://goo.gl/XPVbVf

per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi alla segreteria (0522515953 oppure antonella.tosi@pastoralegiovani.re.it)

fonte: http://www.pastoralegiovani.re.it/?action=goid&id=2&artid=719

 

Don Goccini lascia la pastorale giovanile

REGGIO EMILIA. Don Giordano Goccini non sarà più direttore del servizio diocesano di pastorale giovanile. Ad annunciare il cambio di ruolo del sacerdote è stato il vescovo Massimo Camisasca durante la sua comunicazione annuale sulle nuove nomine. Don Goccini diventerà così parroco dell’unità pastorale “Beata Vergine della Fossetta” comprendente diverse parrocchie principalmente nel territorio di Novellara, mentre a prendere il suo posto sarà don Stefano Borghi.

Oltre a quello di Goccini sono stati numerosi i cambi di ruolo decisi dal vescovo dovendo far fronte, quest’anno, alla mancanza di nuovi preti da poter ordinare. Nonostante questa difficoltà, Camisasca ha comunque voluto ripristinare un istituto scomparso da tempo: quello della pastorale del mondo accademico e dell’università. Don Matteo Galaverni da Castelnovo Monti è diventato collaboratore dell’unità pastorale di Rivalta e si occuperà del rapporto con gli studenti universitari, organizzando attività in collaborazione con l’ateneo. Tre sono poi i prelati che provengono dalla Fraternità San Carlo Borromeo, la famiglia religiosa maschile di vita apostolica fondata nel 1985 dallo stesso Camisasca. Don Maurizio Pirola sarà il nuovo parroco di San Giacomo mentre don Juan Luis Barge e don Antonio Maffucci saranno rispettivamente collaboratori del vescovo e a Rivalta.

I PARROCI. Per quanto riguarda i nuovi parroci don Giancarlo Bertolini andrà da Sassuolo a gestire le parrocchie di Toano. Don Roberto Bertoldi da Gavasseto andrà a Bagno. Don Fernando Borciani a Sant’Ilario e Calerno da Sant’Ilario D’Enza. Don Corrado Botti da Montecchio a San Pellegrino e San Giuseppe. Don Andrea Contrasti a Quattro Castella. Don Wojciech Darmetko a Bibbiano e Barco da Correggio Nord. Don Giovanni Davoli di ritorno da Madagascar andrà a Cella. Don Carlo Fantini andrà a Correggio nord e Correggio ovest da Novellara. Don Evangelista Margini sarà a Castelnovo Monti. Don Angelo Orlandini a Montecchio provenendo da Reggio Emilia. Don Gianni Repetti sarà a Cadelbosco da Pieve, e San Martino di Guastalla. Don Luigi Rossi a Casalgrande e Salvaterra da Reggio Emilia. Don Nildo Rossi andrà a Casina e Don Bogdan Rostkowski a Ciano d’Enza e Canossa, da San Polo d’Enza.

AMMINISTRATORI. Per quanto riguarda invece gli amministratori parrocchiali Don Roberto Gialdini a Guastalla passerà da parroco ad amministratore. Monsignor Francesco Marmiroli a Pieve di Guastalla dal duomo reggiano così come don Alberto Nicelli e don Giacomo Menozzi.

COLLABORATORI PASTORALI. Per quanto riguarda poi i collaboratori pastorali don Lealdo Antichi andrà a Toano da Villa Minozzo. Don Valter Beltrami a Guastalla da Cadelbosco Sopra. Don Emanuele Benatti a Bagno da Gavasseto e Masone.

Don Edoardo Cabassi a Castelnovo Monti da Ginepreto. Don Paolo Cattari a Gualtieri da Ramiseto. Don Vittorio Davoli da Cadelbosco Sotto andrà ad Arceto. Don Giancarlo Denti a Guastalla da Cadelbosco Sopra e Sotto. Don Pierluigi Ghirelli a Vezzano sul Crostolo da Montecavolo e Salvarano. Don Alpino Gigli a Toano da Monzone. Don Graziano Gigli sarà a Sassuolo centro da Toano. Don Giuliano Guidetti a Casalgrande e Salvaterra da Budrio e Fosdondo di Correggio. Don Antonio Maffucci da Madonna di Campiano ad animatore spirituale del luogo dove è venerata la reliquia del beato Rolando Rivi.

Don Paul Poku a Castelnovo Monti. Don Vasco Rosselli a Pieve Modolena, da Ciano D’Enza. Monsignor Gianfranco Ruffini a Sant’Ilario e Calerno. Don Stefano Torelli a Pieve Modolena dall’Albania. Don Mauro Vandelli a San Polo d’Enza da Bagno. Don Romano Vescovi da Bibbiano e Barco andrà a Quattro Castella e sarà animatore spirituale dell’eremo di Salvarano.

Don Achille Melegari andrà al ministero festivo di Toano provenendo da Cella Cadè e Gaida. E infine Don Luigi Veratti andrà a Bagno mentre fino ad ora era stato a Gavasseto.

Gazzetta di Reggio