Aggiornamento orari S. Messa parrocchia S. Agostino, S. Stefano e S. Teresa in Reggio Emilia

Orari S. Messe S. Agostino

Lunedì 18.30 

Martedì 18.30 

Mercoledì 18.30 (sospesa nei mesi di luglio-agosto)

Giovedì 18.30 (dalle 17:30 alle 18:30 Adorazione Eucaristica)

Venerdì 18.30 (sospesa nei mesi di luglio-agosto)

Sabato 18.30

Domenica 9.00 – 11.30 

Orari S. Messe S. Stefano

Venerdì 19.00 (Dalle ore 15 alle ore 19 Adorazione Eucaristica – ore 18,30 S. Rosario Ore 19 S. Messa)

Sabato 19.00 (S. Messa festiva anticipata)

Domenica 10.00

Orari S. Messe S. Teresa

Martedì 10.00

Mercoledì  18.30 (ore 18 Rosario – ore 18:30 S. Messa)

Venerdì 10.00 (sospesa!)

Domenica 11.00

Martedì 22 marzo, sarà la preziosa e antica chiesa di San Giovannino – vero scrigno d’arte nel centro storico cittadino – ad ospitare alle ore 18.45 la Via Crucis, promossa dalla parrocchia dei Santi Agostino, Stefano e Teresa

La liturgia sarà animata dai giovani.

L’artistica chiesa, come la definì lo studioso mons. Giovanni Saccani in un fondamentale saggio pubblicato nel 1926, è intitolata a San Giovanni Evangelista ed è sede della Confraternita dell’Immacolata Concezione e San Francesco.

L’esistenza di una chiesa intitolata all’Apostolo Giovanni in città è documentata sin dalla fine del sec. XII; all’inizio del sec. XVI data la ricostruzione che si concluse nella seconda metà dello stesso secolo. Nel 1612 , come ricorda Massimo Pirondini, si decise di affrescarla. Sono di Tommaso Sandrini e Lorenzo Franchi gli affreschi della volta; di Sisto Badalocchio quelli della cupola. Tra i dipinti, acquistano particolare rilievo le due grandi tele di Alessandro Tiarini eseguite nel 1624 e raffiguranti il Martirio e il Transito di San Giovanni Evangelista.

Nella cappella di sinistra è conservato il grande gruppo statuario in terracotta “Mortorio di Cristo”, con attribuzione a Guido Mazzoni. La parrocchia di San Giovanni venne soppressa nel 1808 e l’edificio fu acquistato da Luigi Tirelli. La chiesa venne riaperta al culto nel 1896, anno in cui il conte Ferrante Palazzi, erede del Tirelli, la concesse in uso alla Confraternita. Nel suo contributo, mons. Saccani si diffonde sui restauri condotti nel 1896 e sul simulacro del “Signor Morto”, nonché sulla storia della Confraternita, che affonda le sue radici nel sec. XIII; le regole furono dettate da frate Rainero da Genova dell’Ordine dei Minori.

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