Nablus, esercito israeliano uccide tre palestinesi. Conflitto a fuoco. Ci sono anche 40 feriti, 4 sono gravi

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Sono tre i palestinesi rimasti uccisi oggi in uno scontro a fuoco con l’esercito israeliano nella Casbah di Nablus in Cisgiordani.

Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, che cita fonti mediche.La identità degli uccisi non è stata ancora divulgata.
Secondo la Wafa negli scontri odierni ci sono stati anche 40 feriti, quattro dei quali versano in condizioni gravi.
Nel frattempo le forze israeliane sono uscite da Nablus.
“In un’operazione congiunta dello Shin Bet, di unità della polizia e dell’esercito nella Casbah di Nablus è stato ucciso il terrorista Ibrahim a-Nabulsi” ha riferito un portavoce militare.
“Era responsabile di una serie di attacchi armati contro l’esercito in quella zona. Nel corso del tentativo della sua cattura – ha aggiunto – si è verificato uno scontro a fuoco in cui è rimasto ucciso anche un altro terrorista”.
In seguito il ministero palestinese della sanità – citato dalla agenzia Maan – ha riferito che i tre palestinesi sono stati identificati. Si tratta, ha precisato di Ibrahim a-Nabulsi, Hussein Jamal Taha e Islam Sabbouh.
Quest’ultimo, secondo i media locali, era inquadrato nell’ala militare della Jihad islamica a Jenin, nella Cisgiordania settentrionale. (ANSAmed).

Nyt, ‘reporter palestinese uccisa da un proiettile israeliano’

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– Il proiettile che ha ucciso la giornalista palestinese-americana Shireen Abu Akleh è partito dalla posizione in cui si trovava un convoglio militare israeliano, molto probabilmente da un soldato di un’unità d’élite.
Lo sostiene il New York Times dopo un’indagine durata oltre un mese.
Le prove esaminate dal giornale americano mostrano che non c’erano palestinesi armati vicino alla reporter di Al Jazeera quando è stata colpita nel campo di Jenin in Cisgiordania. Circostanza che smentirebbe le dichiarazioni dell’esercito di Israele secondo cui se fosse stato un soldato israeliano a colpire la giornalista l’avrebbe fatto per errore.
Secondo il New York Times inoltre, sono stati 16 e non cinque, come sostenuto dall’esercito israeliano, i colpi partiti dal convoglio lo scorso 11 maggio. L’indagine non è stata in grado di dimostrare se il soldato che ha sparato abbia notato che Shireen Abu Akleh e i suo colleghi indossavano giubotti anti-proiettili con su scritto ‘press’, ‘stampa’.
Il 26 maggio, l’Autorità Palestinese ha dichiarato che la sua indagine, che includeva l’autopsia e un esame forense del proiettile, aveva stabilito che la reporter di Al Jazeera era stata uccisa da soldati israeliani. Il governo ha accusato inoltre Israele di averla uccisa intenzionalmente, citando il fatto che era stata colpita alla testa da dietro nonostante indossasse un giubbotto che la identificava come giornalista.
Israele ha condotto un’indagine parallela e ne ha chiesta una congiunta con l’autorità palestinese per fare esaminare il proiettile da un gruppo di esperti internazionali. Richiesta che è stata rifiutata dal governo palestinese. I risultati dell’indagine israeliana non sono stati ancora resi noti.
(ANSA).

Cisgiordania: un palestinese ucciso da esercito Israele

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(ANSA) – TEL AVIV, 19 GIU – Un palestinese è stato ucciso oggi nei pressi della barriera di separazione nei pressi della città di Qalqilya, in Cisgiordania.

Lo riferisce il ministero della sanità locale, citato dall’agenzia Wafa che identificato l’uomo in Ahmed Taysir Ghanem di Nablus.

Secondo l’esercito, citato dai media, il palestinese stava tentando di danneggiare la barriera. (ANSA).