Al Museo Diocesano di #ReggioEmilia la conferenza “Michelangelo: dalla Pietà Vaticana alla Pietà Rondanini”

Sabato 22 Gennaio alle ore 17.30 presso il Museo Diocesano si terrà la conferenza “Michelangelo: dalla Pietà Vaticana alla Pietà Rondanini”.

Michelangelo visse in un momento storico ricco di splendore, ma non privo di ombre e fin da allora fu rinomato per la sua indiscutibile maestria, l’ingegno e una fede inquieta venata di modernità. A parlarne interverrà Alessandro Rovetta, professore di museologia, critica d’arte e restauro presso l’università cattolica di Milano; la conferenza, che verterà sul periodo e le opere dalla Pietà Vaticana alla Pietà Rondanini, si terrà al museo diocesano alle 17.30 del 22 gennaio e sarà aperta dal saluto del vescovo Massimo Camisasca, la seguente introduzione dell’architetto Angelo Dallasta e la dottoressa Sofia Colli sarà la moderatrice.

È un’occasione unica per approfondire la vita di questo gigante dell’arte italiana e mondiale direttamente dalla bocca di un grandissimo appassionato e studioso della materia.

Programma

• Saluto del Vescovo Massimo Camisasca
• Introduce: Arch. Angelo Dallasta
• Modera: Dott.ssa Sofia Colli

ore 19.00: Incontro per la formazione delle guide dell’Associazione Città di Reggio
ore 20.00: Cena in amizia con i relatori. Costo 20€ a persone

È necessaria la prenotazione: cittadireggio@gmail.com
3402821541

Obbligo di green pass.

fonte: laliberta.info

L’orario estivo del Museo Diocesano

Dal prossimo 15 giugno cambiano gli orari di apertura del Museo Diocesano, chiuso nelle mattine del martedì e del venerdì, e aperto i mercoledì e venerdì di giugno e luglio dalle ore 21.00 alle ore 22.30. Postecipate le aperture pomeridiane di sabato e domenica (ore 16.00 – 19.00).

Sarà l’occasione per ammirare lo splendido pavimento musivo tardo romano; la serie di capitelli romanici di s. Vitale di Carpineti; le testimonianze lapidee e documentarie dell’epoca matildica; il patrimonio figurativo di XIII secolo della cattedrale; preziosi arredi cinquecenteschi e il modello ligneo della facciata del duomo cittadino, recentemente ritornato dopo la trasferta per una mostra sull’architettura rinascimentale.

In occasione dei MERCOLEDÌ ROSA, inoltre, sarà possibile visitare i saloni dell’ultimo piano del Palazzo Estense, dove trovano sede le collezioni e le donazioni pervenute negli anni al Museo Diocesano, insieme al suggestivo spazio, impropriamente noto come “Cappella Coccapani”.

Nei mercoledì sera e nei fine settimana di giugno sarà aperto eccezionalmente anche il Battistero cittadino, dove sono esposti i progetti che hanno partecipato al concorso diocesano per la ricostruzione post sismica dei nuovi locali parrocchiali di Reggiolo.

L’ingresso è libero e gratuito.

ORARIO ESTIVO

dal 15/06 al 31/07 merc., ven. 21.00 / 22.30 sab., dom., fest. 9.30 / 12.30 16.00 / 19.00

Mercoledì dal 15 giugno al 13 luglio, ore 21.00 – 22.30 Apertura della “Cappella Coccapani”

Cappella Coccapani

laliberta.info

REGGIO EMILIA. Sabato mattina, alle 10, nel salone delle conferenze del Museo Diocesano, Iacopo Cassigoli terrà una lezione sul tema “La Via Romea Imperiale e i territori matildici”

REGGIO EMILIA. Sabato mattina, alle 10, nel salone delle conferenze del Museo Diocesano, Iacopo Cassigoli terrà una lezione sul tema “La Via Romea Imperiale e i territori matildici”: nell’anno del Giubileo, una riflessione sulle strade di eserciti e pellegrini, su vie di pace e di guerre.

Via Romea Imperiale è una specifica direttrice viaria medievale, che costituì la via più breve tra le città del Sacro Romano Impero all’Urbe, tra il cuore germanico dell’Europa e il fulcro della cristianità. Si tratta del tracciato della direttrice del Brennero, quella che oggi è un asse fondamentale per l’Europa da nord a sud. Si avvalsero di questo itinerario anche i pellegrini diretti a Roma. Sul tema Iacopo Cassigoli, storico dell’arte pistoiese, in collaborazione con Gabriele Farinelli, ha pubblicato un interessante volume.

L’evento è promosso dall’Associazione Amici di Matilde e del Castello di Bianello. Info: Ass. Amici di Matilde 335-251717.

Chiesa & Comunicazione – A Reggio, il 24 gennaio, l’incontro regionale dei giornalisti nella festa di San Francesco di Sales

fonte: http://www.laliberta.info

Giornalisti e operatori della comunicazione dell’Emilia-Romagna si ritroveranno, venerdì 24 gennaio 2014 alle 16 nella sala conferenze del Museo diocesano di Reggio Emilia, per il tradizionale appuntamento in occasione della festa del patrono, san Francesco di Sales. Il convegno – dal titolo “Comunicazione al servizio della cultura dell’incontro”, che riprende il messaggio di Papa Francesco – è proposto dall’Ufficio regionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Emilia-Romagna (Ceer), in collaborazione con quello della diocesi di Reggio Emilia – Guastalla e con la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici).

– SCARICA E CONSULTA IL VOLANTINO/LOCANDINA DELL’EVENTO –

Introdurrà i lavori Edoardo Tincani, direttore del settimanale diocesano La Libertà, e dopo il saluto di monsignor Ernesto Vecchi, delegato per le Comunicazioni Sociali della Ceer, interverranno – coordinati dal sottoscritto – i giornalisti Ignazio Ingrao, del settimanale “Panorama”, e Paolo Rodari, del quotidiano “la Repubblica”. Seguirà il dibattito con le conclusioni di monsignor Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, che presiederà poi, alle 18.30, la Messa in Cattedrale.

Continua così il lavoro di coordinamento della pastorale della comunicazione sociale svolto dall’Ucs Emilia-Romagna. Dal 2005 i convegni regionali in occasione della festa del Patrono si sono svolti all’Istituto “Veritatis Splendor” di Bologna, dove nel corso degli anni i giornalisti hanno seguito le lezioni magistrali del cardinale arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, di monsignor Luigi Negri, oggi alla guida della diocesi di Ferrara-Comacchio, e di monsignor Ernesto Vecchi. Agli incontri hanno partecipato anche monsignor Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale Comunicazioni Sociali della Cei, e responsabili della Federazione italiana settimanali cattolici – Fisc (fra cui il presidente nazionale Francesco Zanotti), dell’Unione Cattolica stampa italiana – Ucsi, e di altre realtà della comunicazione, oltre al segretario dell’Ucs regionale, don Marco Baroncini, e all’assistente, don Alberto Strumia. L’anno scorso, per testimoniare vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto del maggio 2012 in Emilia, la sede dell’appuntamento è stata Carpi, anche per rendere omaggio alla memoria del carpigiano Odoardo Focherini, il primo giornalista italiano divenuto beato proprio nel 2013. Gli atti dei convegni sono stati pubblicati sulla rivista “Il Nuovo Areopago”.

Un incontro pubblico presso la Sala Conferenze del Museo Diocesano di Reggio Emilia, luogo scelto per l'incontro-convegno di venerdì 24 gennaio 2014, festa di san Francesco di Sales.

Un incontro pubblico presso la Sala Conferenze del Museo Diocesano di Reggio Emilia, luogo scelto per l’incontro-convegno di venerdì 24 gennaio 2014, festa di san Francesco di Sales.

Attraverso questi incontri viene stimolato il lavoro degli uffici diocesani per le Comunicazioni Sociali affinché diventino sempre più luogo di incontro e confronto fra gli operatori delle varie realtà dell’informazione, dei media, presenti nel territorio e venga promossa la formazione, anche attraverso i corsi AniCeC (animatori della Cultura e della Comunicazione) della Cei. Il lavoro di unità, confronto e coordinamento a livello regionale è importante, infatti, per arricchire la motivazione dell’impegno nei media con il richiamo, nella ristrettezza di risorse umane e finanziarie, a superare la frammentazione, a selezionare mezzi e campi di intervento, nell’affascinante e innovativa dimensione digitale, un ambiente, una piazza da abitare sempre di più.

Tutto questo non può avvenire naturalmente solo attraverso una serie di azioni ancorché necessarie, ma va affrontato con un giudizio, un pensiero che affondi le proprie radici nel magistero e nell’approccio alla realtà senza che si resti isolati, autoreferenziali, con il rischio inevitabile di girare a vuoto.
Lo sguardo, invece, va allargato, posto di fronte alla ricchezza presente, e con coraggio, lavorando insieme, si può andare così verso nuove periferie aprendosi agli altri, rinnovando fiducia e speranza comunicando nuovi incontri.

Alessandro Rondoni
direttore Ufficio Comunicazioni Sociali Emilia-Romagna

fonte

Guido Reni per Reggio Emilia PROROGATA ESPOSIZIONE FINO ALL’8 GENNAIO 2012

Guido Reni - "Crocifisso"
Guido Reni - "Crocifisso"

 Accogliendo le istanze da più parti pervenute di prorogare l’esposizione delle due opere reggiane di Guido Reni presenti nella cattedrale e nel Museo Diocesano di Reggio Emilia dal settembre scorso, la Direzione Regionale per i beni culturali e le Soprintendenze competenti hanno concesso che i dipinti siano presenti in città ancora per le prossime festività natalizie.

diocesi.re.it

IL DOLORE DEL CROCIFISSO E DELLA MADONNA NELLE FOTO DI CARLO VANNINI

Il dolore del Crocifisso e della Madonna nelle foto di Carlo Vannini Al Museo Diocesano dal 28 marzo al 31 maggio la mostra dello stimato fotografo reggiano

Cristo è a terra. Lo attorniano i personaggi già presenti all’atto della Deposizione: la madre Maria, Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea, Giovanni Evangelista alcune donne. La Madonna, svenevole, è a stento sorretta da Giovanni e da un’amica. Giuseppe tiene ancora tra le mani i chiodi che ha estratto per calare dalla croce il corpo di Gesù. Nicodemo – forse nelle sembianze di uno dei committenti dell’opera – assiste assorto in profondi pensieri. L’inaccettabile verità della morte di una persona carissima trova libero sfogo in urla di dolore: i volti appaiono contratti e sfigurati; le mani, sapientemente modellate, si intrecciano come a figurare i turbinosi sentimenti che agitano il cuore degli astanti. Questa la ricerca di Vannini, che scava nella materia anelando a trovare lo spirito. In circa 30 immagini l’immagine dell’uomo, della sua delusione, del suo disagio, della sua amarezza. Ma l’alba di Pasqua è appena un po’ oltre quel momento: messaggio sempre valido; ancora valido; meravigliosamente attuale. Invito a non fermarci alle apparenze dolorose del presente di ciascuno e forse dell’intera società, dell’umanità tutta. Richiamo ad aprire il cuore; ad andare oltre la notte, al di là dell’abisso. Il Cristo che a Pasqua risorge traccia la strada: attraverso la notte della sofferenza, a volte indicibile e profonda, come da una madre partoriente, fiorisce la vita. Articolato il programma che accompagna l’esposizione, con visite guidate alla chiesa di S. Giovannino, il concerto del Coro di S. Francesco da Paola in Reggio diretto da Silvia Perucchetti, alcune conferenze in cui si affronteranno tematiche quali: il dolore nell’arte (Antonio Paolucci), la testimonianza del dolore del Crocifisso nella Sindone torinese (prof. Ezio Fulcheri) e il significato del dolore nella prospettiva cristiana (Giovanni Nicolini). Per l’occasione sarà esposto presso le sale del Museo Diocesano il dipinto con la incredulità di S. Tommaso, appartenente alla chiesa di S. Giovannino, appena sottoposto a restauro dopo i danni subiti da un tentativo di furto. Il Compianto reggiano era originariamente nella cappella del Sepolcro della chiesa di San Francesco e apparteneva alla Compagnia dei Battuti, costituitosi nel 1321. A Reggio Emilia i confratelli erano noti per essere veri e propri registi delle cerimonie del Venerdì Santo, forse proprio a partire dalla data di fondazione della cappella contenente il Compianto (1480). Nel 1807, a seguito delle soppressioni napoleoniche, la Confraternita viene dispersa e il Compianto passa alla chiesa di San Giorgio pervenendo alla fine del XIX secolo nella attuale sede in S. Giovannino. Il gruppo è costituito da sette statue poste attorno al Cristo morto, ma il tutto è anomalo: manca infatti la statua della Maddalena, mentre l’evangelista Giovanni vi compare 2 volte. L’atteggiamento patetico di Maria è evidenziato dalle braccia aperte e dal grido che le deforma il viso; allo stesso modo i due Giovanni presentano un sentimento di dolore molto caricato. Il Cristo morto non è coerente con l’insieme essendo stata la scultura acquistata sul mercato antiquario negli anni ’50 del secolo scorso. L’opera è stata recentemente ascritta a Michele di Nicolò di Dino detto “Michele da Firenze” (1403/1457 ca.), girovago plasticatore formatosi nella bottega del Ghiberti a fianco di Donatello, autore tra 1440 e 1441 dell’altare delle statuine per il Duomo di Modena. Il Compianto di Reggio Emilia risultato, secondo ultimi studi, dell’assemblaggio di gruppi diversi commissionati dall’antica confraternita reggiana che ancora oggi ne è proprietaria, appare oggi uno dei più problematici tra i molti conservati in Emilia, a causa anche delle pessime condizioni conservative. Le pesanti reintegrazioni e la grossolana ridipintura, già negativamente evidenziata da Adolfo Venturi agli inizi del Novecento, ne rendono infatti complessa una corretta lettura. Tutte le figure, comunque, sembrano successive alla metà del secolo e opera di almeno due differenti plasticatori, il primo – autore del San Giovanni e della Maria disposti ai piedi della croce – cronologicamente prossimo agli esordi di Guido Mazzoni, l’altro probabilmente da questi suggestionato. (dal sito diocesano)