Gmg di Cracovia. Lombardi: sarà una grande festa della fede

A Cracovia fervono gli ultimi preparativi per la Giornata mondiale della gioventù. Il Papa arriverà nella città polacca nel pomeriggio di mercoledì prossimo 27 luglio per rientrare in Vaticano domenica sera. Sono attesi fino a 2 milioni di giovani. Sul clima che si sta respirando a Cracovia nell’attesa di questa grande festa, anche in questo momento di tensione che sta attraversando in particolare l’Europa, ascoltiamo il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, al microfono di padre Leszek Gesiak

da radio vaticana

R. – Mi sono fatto la preoccupazione, lo scrupolo di sentire – anche dagli organizzatori – qual è il clima, in modo tale da poter dare tutte le assicurazioni e le rassicurazioni che potessero essere desiderate. E devo dire che ho avuto veramente tutte le conferme rassicuranti che potevo desiderare, nel senso che in Polonia non risulta che ci siano preoccupazioni o allarmi particolari; allo stesso tempo c’è anche la serietà e la capacità di gestire le normali misure di sicurezza. Sappiamo che c’è stato questo grande incontro della Nato, recentemente, che si è svolto in modo assolutamente sereno, e quindi anche per quanto riguarda la Giornata mondiale della gioventù con la giusta responsabilità delle autorità e di tutte le persone preposte, noi andiamo avanti con grande tranquillità e serenità, con la sicurezza che sarà una grande e bella festa. E infatti, mi dicono che non ci sono gruppi che si ritirano ma, anzi, stanno incominciando ad arrivare tutti con grande entusiasmo e grande tranquillità. Quindi, credo che sia giusto andare avanti con molta fiducia, che sarà una bella festa, nella fede, dei giovani con il Papa.

D. – Questo viaggio è un pellegrinaggio sulle tracce di Giovanni Paolo II; è un segno molto forte non solo per il popolo polacco, ma per tutta la Chiesa …

R. – Certamente: andiamo a Cracovia, che è stata la sede di Giovanni Paolo II come arcivescovo; andiamo per una Giornata mondiale della gioventù che è una manifestazione che è stata “inventata”, pensata e voluta dal grande cuore di Giovanni Paolo II e del suo genio della pastorale giovanile. In particolare, vorrei ricordare la connessione intima, profonda tra il tema della Divina Misericordia che Giovanni Paolo II ha vissuto come fondamentale nel suo Pontificato, dalla sua Enciclica “Dives in Misericordia” alla canonizzazione di suor Faustina e all’istituzione della festa della Divina Misericordia per la Chiesa universale, al cuore del Giubileo del 2000; e oggi stiamo celebrando un Giubileo della Divina Misericordia, quindi siamo veramente in una continuità assoluta, in temi centrali, del modo in cui questi due Papi – Giovanni Paolo II e Francesco – annunciano il Vangelo nel mondo di oggi.

D. – Ultimamente sono avvenuti piccoli cambiamenti nel programma del viaggio; uno di questi cambiamenti è che il Papa ha rinunciato a fare un discorso preparato ai vescovi polacchi: vuole parlare spontaneamente…

R. – Io a dire il vero – per essere esatto – non parlerei tanto di un cambiamento, ma del fatto che il Papa ha detto chiaramente come desidera che si svolga questo incontro e ha scelto la formula che è quella che lui preferisce e che ha usato più frequentemente tra tutte le altre, per gli incontri con i vescovi nel corso dei suoi viaggi all’estero, e che è quella di un incontro familiare, di dialogo. Quindi, il Papa non desidera fare lui un gran discorso ai vescovi, ma desidera parlare con loro, ascoltando le loro domande; domande che lui vuole che siano fatte in totale libertà e serenità da parte degli episcopati. Il motivo, anche, dell’assenza della trasmissione in diretta è proprio quello di creare un clima di totale familiarità, distensione, tranquillità, libertà di espressione da parte dei vescovi stessi, anzitutto, più che da parte del Papa, perché possano essere assolutamente tranquilli di parlare come i figli al Padre, come i confratelli al Vescovo di Roma e alla guida della Chiesa universale. E questo – io ho seguito tutti i viaggi all’estero del Papa finora – posso assicurare che è la cosa che il Papa desidera fare di più e ha fatto più frequentemente. Le volte in cui ha fatto un discorso formale, pubblico, trasmesso, sono eccezionali. Per esempio, l’ha fatto – come sappiamo – negli Stati Uniti oppure in Messico; ma con le tre Conferenze episcopali incontrate in Africa, le tre Conferenze episcopali incontrate in America Latina, la Conferenza episcopale di Cuba, la Conferenza episcopale italiana che è numerosissima, negli ultimi due anni, il Papa ha sempre preferito, quando era possibile, fare un incontro di dialogo. E non è che lui abbia paura dei media: lo sappiamo. Vediamo quanto lui sia disponibile con le interviste che dà anche in aereo … però, lui è molto attento: quando vuole che ci sia un clima di totale familiarità e libertà e agio delle persone che lui incontra, preferisce che i media non siano presenti. Così, per esempio, anche nella Messa della mattina di Santa Marta e in tante altre occasioni, lui dice: “No, questa volta no”. Perché? “Perché voglio che ci sia questo clima di familiarità, di serenità, di totale apertura e quindi preferisco che siamo lasciati insieme, tra fratelli, nel nostro incontro”.

Francesco: Gmg sia segno di armonia e misericordia per il mondo

Un mosaico di volti, di lingue e popoli diversi per offrire un segno di armonia e misericordia. Papa Francesco definisce così l’imminente Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, in un videomessaggio indirizzato alla Polonia. Il Pontefice ricorda la figura di San Giovanni Paolo II, artefice delle Gmg, e ringrazia la Chiesa polacca per aver attraversato tante prove andando sempre avanti con la forza della fede. Il servizio di Alessandro Gisotti da radio Vaticana

Cari giovani so che da tempo vi state preparando alla Gmg, “soprattutto con la preghiera”, vi ringrazio “per tutto quello che fate” e “per l’amore con cui lo fate”. In un videomessaggio Papa Francesco esprime tutta la sua gioia e trepidazione per l’incontro con la gioventù di tutto il mondo a Cracovia.

Gmg nel segno della Misericordia e nella memoria di Karol Wojtyla
Un’occasione, osserva, che gli offrirà anche “la felice occasione per incontrare la cara nazione polacca”:

“Tutto sarà nel segno della Misericordia, in questo Anno Giubilare, e nella memoria grata e devota di San Giovanni Paolo II, che è stato l’artefice delle Giornate Mondiali della Gioventù, ed è stato la guida del popolo polacco nel suo recete cammino storico verso la libertà”.

Francesco si rivolge direttamente ai giovani che da ogni Paese stanno per arrivare a Cracovia. Il Papa benedice i Paesi di provenienza dei ragazzi e auspica che il cammino verso la Gmg sia “un pellegrinaggio di fede e di fraternità”.

Gmg sia mosaico di volti e culture, popoli e razze, uniti da Gesù
Un pellegrinaggio, soggiunge, in cui possano già sperimentare il tema della Giornata: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”:

“Ho un grande desiderio di incontrarvi, per offrire al mondo un nuovo segno di armonia, un mosaico di volti diversi, di tante razze, lingue, popoli e culture, ma tutti uniti nel nome di Gesù che è il Volto della Misericordia”.

Il Papa si rivolge dunque alla nazione polacca e subito afferma che è un “grande dono” per lui visitare la Polonia, perché, afferma, “siete un popolo che nella sua storia ha attraversato tante prove, alcune molto dure, ed è andato avanti con la forza della fede, sostenuto dalla mano materna della Vergine Maria”.

Polonia metta al centro la famiglia, come indicava Giovanni Paolo II
Quindi, confida la sua gioia per il pellegrinaggio che compirà al Santuario mariano di Czestochowa, per un’ “immersione di fede” che, dice, gli farà “tanto bene”:

“Ringrazio i vescovi e i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i fedeli laici, specialmente le famiglie, alle quali porto idealmente l’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia. La ‘salute’ morale e spirituale di una nazione si vede dalle sue famiglie: per questo San Giovanni Paolo II aveva tanto a cuore i fidanzati, i giovani sposi e le famiglie. Continuate su questa strada”.

CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA – REGGIO EMILIA NOVENA DI PREGHIERA DAL 17 AL 26 LUGLIO IN PREPRAZIONE ALLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ A CRACOVIA

CON i GIOVANI in PREGHIERA

VERSO CRACOVIA CASA DELLA MISERICORDIA

Cracovia, dove si svolgerà la 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù (27-31 luglio 2016), è considerata il centro mondiale della devozione della Divina Misericordia. L’evento, dunque, s’inserisce a pieno titolo nel Giubileo voluto da Papa Francesco. Riportiamo alcune battute dell’arcivescovo di Cracovia, il cardinale Stanislaw Dziwisz, in una intervista a Radio Vaticana: «Cracovia è centro della devozione della Misericordia perché Gesù ha parlato con santa Faustina Kowalska di questa devozione, ha dato a lei il messaggio per tutto il mondo. Anche San Giovanni Paolo II si è impegnato per portare avanti questo messaggio della Divina Misericordia durante tutto il suo Pontificato. Siamo tanto grati al Papa che proprio in quest’anno c’è questo incontro a Cracovia. Perché è importante? Perché il Diario di suor Faustina dice che da Cracovia si diffonderà in tutto il mondo il fuoco della Misericordia. Speriamo che i giovani vengano a prendere il fuoco della Divina Misericordia per portarlo in tutto il mondo… Bisogna vedere i segni dei tempi. Proprio adesso ci vuole questa devozione: in questi tempi in cui la pace è in pericolo, ci sono scontri e confusione nel mondo e in Europa. Il Diario di suor Faustina dice che il mondo non avrà pace se non si rivolge alla divina Misericordia».

Tutto questo risuona nella Preghiera per la GMG, che ci impegniamo a recitare ogni giorno nelle nostre famiglie e comunità per accompagnare i nostri giovani nel loro pellegrinaggio a Cracovia, «casa della misericordia»: anche dopo la Novena, fino al 31 luglio, e possibilmente offrendo sacrifici e rinunce perché tutti i partecipanti siano preservati da ogni pericolo e facciano fruttuosa esperienza.

Dio, Padre misericordioso,

che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo,

e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore,

Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.

Ti affidiamo in modo particolare

i giovani di ogni lingua, popolo e nazione:

guidali e proteggili lungo gli intricati sentieri del mondo di oggi

e dona loro la grazia di raccogliere frutti abbondanti

dall’esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

Padre Celeste,

rendici testimoni della Tua misericordia.

Insegnaci a portare la fede ai dubbiosi,

la speranza agli scoraggiati,

l’amore agli indifferenti;

il perdono a chi ha fatto del male

e la gioia agli infelici.

Fa’ che la scintilla dell’amore misericordioso

che hai acceso dentro di noi

diventi un fuoco che trasforma i cuori

e rinnova la faccia della terra.

Maria, Madre di Misericordia, prega per noi.

San Giovanni Paolo II, prega per noi.

Videomessaggio del Papa per la Gmg: «Segno di misericordia nel mondo»

In occasione della trentunesima Giornata mondiale della gioventù a Cracovia, in Polonia, Papa Francesco avrà occasione per incontrare la cara nazione polacca. Tutto sarà nel segno della Misericordia, in questo Anno giubilare, e nella memoria di san Giovanni Paolo II, che è stato l’artefice delle Giornate Mondiali della Gioventù, ed è stato la guida del popolo polacco nel suo recente cammino storico verso la libertà.

Prima del viaggio che vedrà il Papa in Polonia dal 27 al 31 luglio, Francesco ha inviato un video messaggio ai giovani polacchi e non, nel quale ha ricordato la ricchezza spirituale della terra madre di Giovanni Paolo II:

«Cari giovani polacchi, so che da tempo state preparando, soprattutto con la preghiera, il grande incontro di Cracovia. Vi ringrazio di cuore per tutto quello che fate, e per l’amore con cui lo fate; fin da ora vi abbraccio e vi benedico».

«Cari giovani di ogni parte d’Europa, Africa, America, Asia e Oceania! Benedico anche i vostri Paesi, i vostri desideri e i vostri passi verso Cracovia, perché siano un pellegrinaggio di fede e di fraternità. Il Signore Gesù vi conceda la grazia di sperimentare in voi stessi questa sua parola: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7)».

«Ho un grande desiderio di incontrarvi – ha proseguito il Papa -, per offrire al mondo un nuovo segno di armonia, un mosaico di volti diversi, di tante razze, lingue, popoli e culture, ma tutti uniti nel nome di Gesù, che è il Volto della Misericordia. Ed ora mi rivolgo a voi, cari figli e figlie della nazione polacca! Sento che è un grande dono del Signore quello di venire tra voi, perché siete un popolo che nella sua storia ha attraversato tante prove, alcune molto dure, ed è andato avanti con la forza della fede, sostenuto dalla mano materna della Vergine Maria. Sono certo che il pellegrinaggio al Santuario di Częstochowa sarà per me una immersione in questa fede provata, che mi farà tanto bene. Vi ringrazio per le preghiere con cui state preparando la mia visita».

da avvenire
Guarda il video messaggio di Papa Francesco:

GMG 2016 “Il Volo” alla Gmg di Cracovia, per essere di nuovo tre giovani tra tanti giovani del mondo

Tra gli iscritti alla Gmg di Cracovia ci sono anche loro, Piero Barone (23 anni), Ignazio Boschetto (21 anni) e Gianluca Ginoble (21 anni), ovvero il trio canoro de “Il Volo”. Reduci dalla loro tournée in Mexico, saranno a Cracovia dal 28 al 31 luglio per la Gmg durante la quale si esibiranno, davanti a Papa Francesco, in occasione della Veglia di sabato 30 luglio e della Messa finale del giorno dopo, al Campus Misericordiae

Una partecipazione “voluta e desiderata” dai tre giovani artisti che hanno mosso i loro primi passi cantando proprio nei cori di parrocchia, e che fa seguito a un percorso artistico e spirituale iniziato con il “Concerto di Natale” ad Assisi e all’incontro lo scorso maggio, al Centro “Giovanni Paolo II” di Montorso, a Loreto. In quell’occasione i tre giovani artisti offrirono un mazzo di fiori alla Madonna, sostarono in preghiera nella Santa Casa di Loreto e accesero la “Fiaccola della pace” attesa in Polonia per la Gmg. A pochi giorni dall’inizio della Gmg, il Sir li ha incontrati.

Da dove e come nasce la vostra sensibilità religiosa?
Certamente l’insieme di tutto, ma prima di tutto la famiglia. Le altre frequentazioni ci hanno sicuramente formato come buoni cristiani grazie agli insegnamenti ricevuti sui valori essenziali della vita.

Come vivete la vostra arte: come un dono, come una meta raggiunta con studio e impegno e dunque anche come qualcosa di dovuto?
Siamo consapevoli di avere ricevuto un dono dal cielo e convinti che

un bene così prezioso non poteva essere sprecato o disperso nella banalità. Anche il nostro incontro è sicuramente un dono e non un fatto casuale.

Ecco perché tanto impegno di tutti e tre nello studio e nella professione sia come un dovere del singolo nei confronti degli altri due e di tutti nei confronti di quanti si sono appassionati al nostro canto, alle nostre canzoni ai nostri concerti. Per ognuno di noi deludere tante aspettative, sarebbe davvero un peccato.

Come si concilia una dimensione spirituale, interiore, con il successo raggiunto?
Rimanere con i piedi per terra dopo tanto successo non è facile. Per ragazzi della nostra età ancora di più.Ma la vicinanza delle nostre famiglie che continuamente ci tiene consapevoli delle due realtà, una proiettata nel mondo di fuori e l’altra che ci ricorda sempre origini, inizi, affetti, gli amici di sempre, ci sostiene.I momenti di riflessione interiore e il confronto a tre, ci aiuta molto.

La fede e la spiritualità sono buone “cinture di sicurezza”.

Come è nata l’idea di iscrivervi alla Gmg con i giovani delle Marche? Perché questa scelta: una precisa volontà di esserci? O per una ribalta mondiale?
Il tutto nasce da precedenti frequentazioni e amicizie nate nel tempo con il mondo del Centro “San Giovanni Paolo II” di Loreto. Partecipare alla Gmg è sempre stato un nostro desiderio e loro ci hanno aiutato a fare i passi necessari. L’occasione dell’iscrizione è stato così un momento di festa e gioioso, culminato poi con la visita della Santa Casa della Vergine di Loreto, che è la Protettrice di chi vola: piloti, hostess, steward, passeggeri….e noi come ci chiamiamo? Il Volo. Altra casualità o forse un dono ulteriore del cielo.

Avete mai partecipato a una Gmg?
Questa per noi sarà la prima e sarà sicuramente un’esperienza emozionante. Potremo anche avere una buona occasione per diversi giorni per essere di nuovo tre giovani tra tanti giovani di tutto il mondo . Tre ragazzi come tanti.

Canterete davanti a Papa Francesco…
Anche questo è sempre stato un grande desiderio, molto di più di un momento mediatico. Ecco l’occasione di portare il dono che abbiamo ricevuto al Santo Padre e avere la sua benedizione perché questo possa arrivare a tanta gente.

Siamo convinti che la musica, come la preghiera, unisca la gente e doni emozione e gioia di vivere e vivere insieme.

Vi esibirete davanti a più di un milione e mezzo di giovani. Tuttavia non sarà un concerto, bensì una celebrazione. Cosa cambia per voi da questo punto di vista?
I nostri tour mondiali ci hanno insegnato a trattenere l’emozione e a volte il timore di affrontare tanta gente. Certo, una platea così grande è un’ulteriore prova, ma quanto canteremo è già un grande sostegno, perché ci esibiremo con due Ave Maria, una scritta per l’occasione da un grande compositore italiano di fama internazionale, Romano Musumarra e la famosa Ave Maria di Schubert. La novità sarà l’interpretazione di “Jesus Christ you are my life”, uno degli inni più noti delle Gmg e che conosciamo per averlo eseguito in chiesa. Parte di queste interpretazioni saranno probabilmente inserite nel nostro album in uscita a settembre che contiene il concerto “Una notte magica”, in cui abbiamo rievocato l’esibizione a Caracalla, 26 anni fa, di Jose’ Carreras, Luciano Pavarotti e Placido Domingo.

Cosa direte a Papa Francesco quando lo incontrerete?
Meglio non preparare niente per non rischiare momenti di ansia e di emozione. Sicuramente ci aiuterà anche lui, sempre nella speranza di incontrarlo. E’ certo che se ci sarà l’occasione sfodereremo tutta la nostra conoscenza della lingua spagnola che le numerose tournée in America latina ci hanno permesso di imparare abbastanza bene.

Quale messaggio lancerete ai giovani del mondo dal palco di Cracovia?
Gli ultimi tragici avvenimenti di Nizza ci hanno profondamente turbato e segnato. Speriamo che la nostra musica, le nostre canzoni di amore siano un momento di gioia e di pace per tutti i giovani del mondo e che questa follia possa avere fine. I messaggi di Papa Francesco saranno incomparabili e quindi potremo solo affiancare ad essi il nostro canto e la gioia di avere una vita di speranze e di sogni e non di avversione e odio fondati su false ideologie.

Polonia: Papa Francesco vuole Gmg attenta a chi soffre

Abbiamo bisogno “dell’energia, della passione e dell’impegno dei giovani” perché si “trasformi in amore che serve per trasformare l’umanità”. E’ quanto afferma il cardinale Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas Internationalis in un video rivolto ai giovani che si apprestano a recarsi a Cracovia per la Gmg, che giovedì 28 luglio accoglierà Papa Francesco. Il cardinale Tagle incontrerà i giovani di tutto il mondo il 27 luglio assieme a rappresentanti della Caritas di sette regioni diverse, tra cui Libano e Iraq. Su questa presenza di Caritas alla Gmg,Alessandro Gisotti ha intervistato il direttore di Caritas Polonia, padre Marian Subocz da Radio Vaticana.

R. – La Gmg a Cracovia con Papa Francesco è la festa della Misericordia. Siamo proprio nell’Anno della misericordia e per questo per me è molto importante che la Caritas sia presente. Questi giovani che vengono nelle diverse diocesi della Polonia hanno la possibilità di vedere come lavorano le Caritas diocesane, come lavorano quelle parrocchiali e avranno la possibilità di vedere le opere che facciamo. Un’altra cosa importante secondo me è la presenza del presidente della Caritas Internationalis, il cardinale Tagle, che incontrerà i giovani dei diversi Paesi. Noi daremo la testimonianza dei diversi volontari provenienti dai Paesi, dai diversi continenti. Se viene la gioventù c’è sempre la gioia, c’è sempre la misericordia.

D. – Quali frutti pensa che Caritas potrà far nascere tra i giovani che saranno a Cracovia? Ovviamente tra i giovani polacchi ma non solo, tra quelli che poi torneranno a casa …

R. – Prima di tutto tra i frutti troviamo la testimonianza dei giovani che forse sarà anche di ispirazione per gli altri che non sono ancora impegnati nel lavoro caritativo; darà forza alla comunità, la solidarietà con le persone bisognose. Possono anche partecipare ad offerte che porteremo poi al Santo Padre, come ad esempio la clinica mobile per i rifugiati che andrà in Libano o in Siria. I frutti saranno prima di tutto di carattere spirituale: crescerà la fede, la disponibilità verso gli altri. Ciò che mi sembra molto importante è che sarà anche una forza che spingerà i giovani in avanti. Loro impareranno dagli altri tante, tante belle cose. Anche l’amore porterà sicuramente dei frutti visibili nei loro Paesi.

D. – La Polonia è vicina all’Ucraina un Paese che soffre per la violenza, per la guerra. Ci sono iniziative anche durante la Gmg per i popoli, per i giovani che soffrono?

R. – Prima di tutto, noi come Caritas polacca siamo presenti dall’inizio della guerra in Ucraina. Appoggiamo le Caritas ucraine perché c’è ne sono due: quella dei cattolici di rito latino e quella dei greco-cattolici. Abbiamo fatto un progetto dalla famiglia polacca per la famiglia ucraina. Forniamo quasi novemila pacchetti per gli ucraini nei diversi luoghi, nelle diverse città. Poi anche la Caritas partecipa alla raccolta fondi per aiutare coloro che non sono in grado di pagare il biglietto per partecipare a questa grande festa con Papa Francesco. Ci sono tanti progetti: aiutiamo i giovani, i bambini, le persone anziane … Per realizzare tutti questi progetti per gli ucraini, la Caritas polacca ha messo a disposizione quasi un milione di euro. Questo incontro mi sembra possa dare forza agli ucraini che stanno attraversando un periodo di sofferenza. La loro fede sarà rafforzata dalla fede dall’esempio, dall’aiuto e dall’appoggio degli altri.

 

STUDIO, MONTAGNE, RISATE E DIO: LA SANTITÀ GIOVANE

Un cristiano tutto d’un pezzo, fermo nelle sue profonde convinzioni, un amico dei poveri, un modello sempre attuale per i giovani, un convinto antifascista, un amante della montagna e della natura, un ragazzo vivacissimo, che amava gli scherzi e le risate tra amici. E’ stato tutto questoPier Giorgio Frassati (6 aprile 1901 – 4 luglio 1925) , figura di santità ardente e affascinante, proclamato beato da papa Wojtyla nel 1990.

Torinese, nato in una delle famiglie più in vista della città (suo padre, Alfredo Frassati, è tra i fondatori del quotidiano “La Stampa), dedicò tutta la sua esistenza agli ultimi. Morì a soli ventiquattro anni, stroncato da una poliomielite, ma la sua vita ha lasciato un’eredità preziosa. Quest’anno la ricorrenza liturgica di Frassati, che si celebra il 4 luglio, si carica di un valore speciale. Accanto ad altri testimoni, tra i quali suor Faustina Kowalska e Giovanni Paolo II, Frassati è stato indicato da papa Francesco come punto di riferimento per i giovani di tutto il mondo, in particolare per coloro che parteciperanno alla Gmg (Giornata mondiale della gioventù) in programma a Cracovia dal 26 al 31 luglio. Sono attesi in Polonia centinaia di migliaia di ragazzi da ogni angolo del pianeta.
Per l’occasione, l’arcidiocesi di Cracovia ha richiesto la presenza delle reliquie di Frassati, conservate nella Cattedrale di Torino. Il corpo giungerà dunque nella città polacca dopo una lunga peregrinazione, che toccherà oltre 20 tappe tra cui Milano, Bolzano, Vienna, Bratislava e Varsavia.

Non si tratta di un’assoluta novità. Già nel 2008 le spoglie di Frassati erano state trasportate a Sidney per la Gmg, ma in quel caso si era trattato di un viaggio diretto. Risale invece al 2015 (anno del bicentenario salesiano) il lungo “tour” internazionale che ha avuto come protagonista l’urna contenente le spoglie di don Bosco, accolta con devozione ed entusiasmo da migliaia di persone di diverse nazionalità.  «Nell’esperienza umana e spirituale di Frassati» spiega don Luca Ramello, direttore dell’Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Torino, «non vi è alcuna contrapposizione tra la vita di giovane e la fede. In tutte le dimensioni, dalla preghiera allo studio, dalla politica all’impegno con i poveri, dallo sport all’incontro con gli amici, emerge la centralità di un incontro che non è mortificazione, ma al contrario, esaltazione della vita. Frassati non è un eremita, ma un ragazzo laico buttato nel mondo. Sta in questo la sua capacità di attrazione».

L’idea della peregrinazione vuole anche riecheggiare uno speciale carisma che Frassati aveva in vita: «trascinare con sé gli amici lungo i sentieri della sua missione» spiega don Ramello. «Si veda ad esempio la “Compagnia dei Tipi Loschi” (associazione, fondata dal Beato, che dietro un’apparenza spensierata, quasi goliardica, nascondeva l’aspirazione a un’amicizia profonda, fondata sul vincolo della preghiera, ndr). In questi 5.000 chilometri attraverso l’Europa, Pier Giorgio continua a camminare con i suoi amici». Una volta a Cracovia, dal 23 al 31 luglio il corpo verrà collocato nella chiesa della Santissima Trinità, «dove provocherà il cuore e l’intelligenza di tanti a scoprire questa figura. E anche lì sarà catalizzatore di preghiera, incontri, confessioni, esattamente come in vita».

Ma se crediamo in una religione fondata sulla trascendenza, è davvero così necessaria la presenza fisica di un corpo? «Le reliquie non sono necessarie, però fanno parte, fin dai tempi più antichi, della tradizione della Chiesa» risponde il direttore della pastorale giovanile torinese. «Non sono, ovviamente, il centro della devozione, però possono essere uno strumento che rimanda al mistero di Dio».

Famiglia Cristiana

GMG 2016 Non solo numeri. Alla Gmg di Cracovia “sono i giovani la vera notizia!”, parola di don Falabretti

Conto alla rovescia per la Giornata mondiale della Gioventù che si svolgerà a Cracovia dal 26 al 31 luglio, alla presenza di Papa Francesco. Il sito ufficiale italiano della Gmg, www.gmg2016.it, segna il tempo che separa i giovani dall’evento che li ha visti impegnati nella preparazione, non solo tecnico-organizzativa, per almeno due anni. Un lungo cammino soprattutto spirituale, fatto di catechesi, incontri e laboratori, condotto nelle diocesi e che ora arriva a compimento. 90mila i giovani italiani iscritti accompagnati da ben 130 vescovi, il numero più alto mai registrato nelle Gmg, esclusa quella di Roma 2000. Il ruolo di “Casa Italia” e un appello ai giornalisti: “Raccontate la Gmg stando in mezzo ai giovani. Sono loro la notizia!”

Cracovia, si parte! La capitale mondiale della Divina Misericordia, la città del fondatore delle Gmg, san Giovanni Paolo II, aspetta circa due milioni di giovani. Questa la stima del Comitato organizzatore locale che conferma: dopo i polacchi, i giovani più numerosi saranno quelli provenienti dall’Italia. Facile attendersi, allora, una Cracovia tinta di azzurro come nella migliore tradizione delle Gmg. E come sempre accade la spedizione dei giovani italiani è tra le più organizzate, grazie all’impegno messo in campo dalla Conferenza episcopale italiana. “Sarà così anche in Polonia – conferma donMichele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) – dove arriveranno circa 90mila nostri giovani, un numero analogo a quello della Gmg di Madrid 2011. Un aumento vertiginoso di iscritti si è registrato in questo ultimo mese. I primi partiranno dal 20 luglio. I giovani saranno accompagnati dai loro educatori e soprattutto dai loro vescovi.

A Cracovia i vescovi italiani saranno ben 130, il numero più alto mai registrato in una Gmg esclusa quella di Roma 2000”.

La presenza azzurra potrebbe aumentare ancora, visto che il Comitato organizzatore polacco ha lanciato il 1 luglio il sistema “last minute” rivolto a coloro che hanno deciso di iscriversi solo adesso (ma non oltre il 22 luglio). “Si tratta di una modalità inedita – ammette il sacerdote – che mostra la difficoltà dei giovani a decidere per tempo. Questo aspetto deve interpellare anche il nostro modo di fare pastorale tra le nuove generazioni”.

L’impegno della Cei. Lo sforzo organizzativo della Cei ruota intorno a “Casa Italia”, situata al centro di Cracovia (Via Bernardynska, 3), che, spiega don Falabretti, “sarà un posto familiare dove ritrovarsi, un punto di riferimento per chi si sente perso, una tappa di sosta per i giovani disabili, un luogo dove circolano informazioni, si ritirano materiali, ci si ristora e si fa festa. Anche per i vescovi. Nell’ampio cortile sarà disponibile una rete wi-fi per consentire ai giovani di comunicare più facilmente con i loro familiari e amici rimasti a casa”. Dentro Casa Italia, inoltre, si svolgeranno catechesi e le messe dei gruppi, mentre la cappella al suo interno sarà un luogo di preghiera sempre aperto. Verrà, tra le altre cose, allestita una postazione per il Consolato italiano nel caso che qualche pellegrino smarrisca documenti e per ogni altra necessità. “L’allestimento di Casa Italia prenderà il via l’11 luglio – dichiara don Falabretti – il 18 dovrebbe essere pronta per ricevere il personale legato agli uffici. Domenica 24 mattina, monsignor Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, celebrerà nella chiesa dei Bernardini, una messa di inaugurazione”. Altra iniziativa messa in campo dalla Cei, attraverso la Pastorale giovanile, riguarda la carta prepagata “Enjoy Gmg 2016” da usare in Polonia che permette ai pellegrini di convertire la valuta Eur/Złoty a un tasso di cambio agevolato, e senza ulteriori commissioni (www.ubibanca.com/gmg-2016). La quasi totalità degli italiani prenderà parte anche ai “Giorni nelle diocesi” (20-25 luglio), vale a dire i gemellaggi diocesani che fanno da corollario alla Gmg. Tutti o quasi i nostri pellegrini si recheranno al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, che Papa Francesco visiterà il 29 luglio. Altro appuntamento cardine dei giovani azzurri a Cracovia sarà il 27 luglio, giorno del pellegrinaggio giubilare al Santuario della Divina Misericordia, luogo che tante volte ha ospitato San Giovanni Paolo II, con l’attraversamento della Porta Santa. Alle 16.30 è prevista la celebrazione della messa nella spianata del santuario cui seguirà la festa degli Italiani che promette grandi sorprese musicali. Al termine della festa i giovani consegneranno in dono alla Chiesa polacca, i simboli della Gmg, la Croce e l’icona della Madonna.

“Raccontate i giovani! “Tutto è pronto. Gli zaini sono quasi chiusi. Ma in quello di don Falabretti c’è ancora spazio per una speranza che è un appello ai media, anche cattolici: “Non è una questione di numeri.

vorrei che la Gmg fosse raccontata stando in mezzo ai giovani. Sono loro la notizia.

Il programma papale lo conosciamo e possiamo seguirlo anche da casa. Ma chi racconta di questi giovani? L’immagine più suggestiva che si ha delle Gmg è quella presa dall’elicottero che immortala i milioni di giovani della celebrazione finale.

Ecco, scendiamo dall’elicottero e stringiamo l’obiettivo verso quei giovani, mostrandone i volti e le storie. Sono le loro storie che ti rimandano a un mondo più grande di quella spianata. Cerchiamo di capire questi giovani e vedere quello che si portano dentro. Altrimenti il rischio è raccontare la Gmg come un rito sempre uguale a se stesso.

In gioco c’è anche un’Europa che cambia. Venticinque anni fa eravamo a Czestochowa, il muro era appena caduto e il mondo stava cambiando, era ricco di speranze. Venticinque anni dopo, c’è la Gran Bretagna che se ne va e c’è un mondo pieno di incertezza che pervade i nostri giovani. Raccontare la Gmg è raccontare i giovani”.

sir

CRACOVIA2016 Monsignor Galantino: su “Avvenire”, la Gmg non è “una spianata ripresa dall’elicottero”

“La relazione è davvero uno degli aspetti più autentici dell’uomo e quando i legami entrano in gioco, le persone tirano fuori da se stesse la parte migliore”. È quanto scrive monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, in un suo intervento pubblicato ieri dal quotidiano “Avvenire”. Parlando della Giornata mondiale della gioventù (Gmg), mons. Galantino invita ad andare oltre “l’immagine di una spianata ripresa dall’elicottero” con “migliaia e migliaia di puntini colorati” e a scendere “con un po’ di coraggio dall’elicottero” perché se “si provasse a passeggiare tra i ragazzi, allora si avrebbe più di una gradevole sorpresa”. Per il segretario generale della Cei, “l’entusiasmo dei giovani è molto contagioso: difficile vederli con il broncio”. “Anzi è interessante notare che a loro basta essere vicini, gli uni accanto agli altri, per far fiorire un sorriso sulle labbra”, aggiunge Galantino, secondo cui “a qualcuno questo potrebbe sembrare troppo poco: un raduno di carattere religioso deve avere motivazioni più ‘forti’”. “Invece no”, ammonisce, perché “l’etimologia stessa di ‘religione’ ha molto a che fare con il concetto di legame; e questo – oggi – è un nodo attualissimo e centrale”. “Quando Giovanni Paolo II, più di trent’anni fa, inventò questa forma di incontro con i giovani del mondo lo fece dicendo esplicitamente che il raduno avviene attorno alla Croce di Cristo”, ricorda Galantino, per il quale “oggi tornare nella sua Polonia non può farci distogliere lo sguardo da questioni che, proprio nel cuore dell’Europa, si possono risolvere in tanti modi: da una chiusura senza appello a una apertura senza riserve ai fratelli poveri che bussano alle porte di un mondo, per loro, da autentico sogno”.

agensir

Sarà la Gmg della misericordia

Mancano meno di due mesi alla Gmg di Cracovia, a cui prenderà parte Papa Francesco. Grande attesa in tutto il mondo, dunque, per la Giornata Mondiale della Gioventù nella terra di San Giovanni Paolo II che è stato proprio l’ideatore delle Gmg. Alessandro Gisotti ne ha parlato con il cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislao Dziwisz, segretario particolare di Karol Wojtyla. Il porporato inizia la sua riflessione soffermandosi sulla figura del nuovo Santo polacco Stanislao di Gesù Maria, canonizzato ieri da Papa Francesco

R. – Il nuovo Santo Stanislao ha dovuto aspettare tanti secoli per diventare Santo! Ma è interessante come sia rimasta la sua memoria, così come il messaggio che ha lasciato anche attraverso la Congregazione che ha fondato dei Padri Mariani. Un uomo della preghiera, della penitenza. E ora torna questo nuovo Santo con il suo messaggio, in particolare, di pregare per i morti in Purgatorio: si è dimenticata questa usanza… Lui ha curato molto la preghiera per i morti e qui era la sua misericordia.

D. – Sabato l’udienza con Papa Francesco. Ovviamente siamo ormai vicini – mancano meno di due mesi – alla Giornata Mondiale della Gioventù. C’è tanta attesa da parte del Papa di venire in Polonia a incontrare i giovani di tutto il mondo, nella terra di Karol Wojtyla…

R. – Ho avuto questa gioia e questo dono di essere ricevuto dal Santo Padre. Volevo ancora una volta ribadire l’invito a Cracovia, in Polonia, e anche dargli le ultime notizie relative allo svolgimento della preparazione. Gli ho detto che c’è grande entusiasmo e questo non solamente in Polonia – e questo certo si capisce – ma in tutto il mondo: ci sono gruppi provenienti da 194 Paesi; e anche tanti vescovi, sono già 930! Certamente desiderano venire a Cracovia per incontrare il Santo Padre, ma penso anche che vogliono venire qui proprio in questo Anno della Misericordia, perché Cracovia è la capitale della Divina Misericordia. Lì Gesù Cristo ha dato messaggi per tutto il mondo: li ha dati a Suor Faustina, ma cosa poteva fare lei da sola? E allora è venuto anche un altro apostolo, Giovanni Paolo II, che ha portato questo messaggio, questo fuoco sulla devozione della Divina Misericordia a tutto il mondo; e adesso anche il Santo Padre Francesco, con lo stesso tema, quello della misericordia. Penso che i giovani riceveranno questo messaggio che porteranno poi in tutto il mondo e questi saranno i frutti di questa giornata, il messaggio della misericordia. Suor Faustina dice: “Se volete pace, dovete rivolgervi alla Divina Misericordia”.

D. – Giovanni Paolo II è il “Santo dei giovani”, è l’ideatore, il fondatore della Giornata Mondiale della Gioventù e Papa Francesco è amatissimo dai giovani: queste due figure straordinarie si ritroveranno insieme in questa Giornata Mondiale della Gioventù…

R. – Certamente si vede una continuità: Giovanni Paolo II ha cominciato, ha seguito poi Benedetto XVI e adesso Papa Francesco. Giovanni Paolo II ha visto che i giovani cercano, domandano: bisogna dare loro risposte, bisogna guidarli. I giovani hanno bisogno di un buon pastore, di buoni pastori. E qui si realizza questo.

D. – Giovanni  Paolo II sarà presente in questa Gmg, dal cielo, forse in un modo davvero nuovo rispetto alle Gmg che lui stesso ha voluto e che sono nate dal suo cuore…

R. – Tanta gente si rivolge a Dio tramite Giovanni Paolo II e vediamo tante grazie e anche miracoli. Quando qualcuno gli chiedeva di pregare, mai lo dimenticava! Spesso diceva: “Scrivetemelo e mettete in Cappella”. Qualche volta si dice “Pregherò” e poi magari si dimentica… Lui mai! Mai! Penso che anche adesso se qualcuno tramite lui chiede a Dio, lui è fedele.

D. – Cracovia, la diocesi, i fedeli, i giovani tutti, sono in grande fermento per questo grande evento?

R. – Certamente! In Polonia c’è grande interesse. Ma io vedo che c’è in tutto il mondo. Penso agli italiani in modo speciale: ce ne sono tanti, tanti previsti… E poi la novità dei francesi: si sono molto “svegliati”; ma anche i tedeschi. La preparazione è a buon punto. L’unica cosa: dobbiamo pregare affinché il tempo sia buono!