Testimoniate il Vangelo con la vostra vita: andate in rete. Un libro, edito da Paoline, che presenta a catechisti, animatori, formatori (ma anche parroci, religiose e religiosi, insegnanti di IRC) molte idee realizzabili “sfruttando” il web in modo pastorale ed educativo

La pandemia ha costretto (e costringe ancora, purtroppo) a trovare anche soluzioni virtuali per continuare a vivere la propria appartenenza ecclesiale ad un gruppo, ad una classe, ad una parrocchia, ad un oratorio, ad un’associazione. Non è stato facile, non eravamo preparati, abbiamo alzato qualche muro ogni tanto, ma anche più di un ponte grazie al web. Mentre speriamo di cancellare questo lungo difficile periodo, cosa ne faremo di quanto abbiamo imparato on line, delle conoscenze acquisite, delle buone prassi?

Il libro “Testimoniate il Vangelo con la vostra vita: andate in rete”, edito da Paoline per la collana Dio_On questioni di connessioni, scritto da Marco Pappalardo, Alfredo Petralia e Lorenzo Galliani, è una significativa e concreta risposta. Appena uscito in tutte le librerie, offre l’occasione per sfruttare nelle nostre comunità le potenzialità di internet e trasferirle nelle attività di sempre, cogliendo il meglio, innovando, allargando il coinvolgimento.

Il libro, strutturato come un sussidio formativo alla portata di tutti, presenta dunque alcune idee realizzabili (e realizzate!) nei diversi ambienti ecclesiali e con le varie fasce di età, partendo da ciò che viviamo ordinariamente, ma con una prospettiva nuova, quella in cui i new media sono una risorsa per la crescita, la formazione, la pastorale, l’insegnamento, la catechesi. Con questo intento presenta a catechisti, animatori, formatori (ma anche parroci, religiose e religiosi, insegnanti di IRC, animatori di gruppi, gestori di sale di comunità) alcune idee realizzabili nei diversi ambienti e con le varie fasce di età.

Tra i temi-ambiti trattati: Facebook, Instagram, TikTok, blog, web radio, giornalino, YouTube, videogames, contest… Di ogni proposta sono presentati: potenzialità; motivo pastorale/educativo/sociale; attività possibili; tecniche/consigli/modalità organizzative. Alcune delle attività sono frutto della creatività dei tre autori, altre sono state davvero attuate ed in corso, altre ancora si sono trasformate in veri percorsi di formazione in presenza e/o on line. Nel presentarle, gli autori pensano non solo ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, ma anche agli adulti visto che internet e le nuove tecnologie riguardano tutti; inoltre – perché no – potrebbero diventare un’ottima opportunità per avvicinare e far collaborare le diverse generazioni.

Pappalardo, Petralia e Galliani usano un linguaggio semplice, adatto a chi ha il desiderio di avvicinarsi pastoralmente a questo mondo, con la consapevolezza che le diverse proposte andranno adattate alla realtà locale e non per forza ripetute così come presentate. Il libro dice (con tanti esempi e indicazioni per l’uso) come sfruttare le potenzialità della rete per raggiungere chi è più lontano, creando grazie ad essa una rete di nuove relazioni, valorizzando le diverse potenzialità e i tanti talenti.

Quanto leggerete in “Testimoniate il Vangelo con la vostra vita: andate in rete” non sostituisce i contenuti, dà loro una forma nuova, coinvolgente, al passo coi tempi. Se tutto ciò non bastasse a fare il grande salto nella pastorale digitale e con il digitale, gli autori introducono ogni capitolo con delle motivazioni forti e approfondite, per allontanare ogni dubbio e offrire una prospettiva progettuale.

vinonuovo.it

Il testo. Ecco il nuovo rito per l’istituzione dei catechisti, ministero dei laici

La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti accompagna il rituale con una lettera dove si definiscono i ruoli dei vescovi e l’identità di coloro chiamati a tale ministero.
Ecco il nuovo rito per l'istituzione dei catechisti, ministero dei laici

Foto Vatican News

La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha pubblicato il testo del Rito dell’istituzione dei catechisti, in vigore dal prossimo 1 gennaio 2022.

Nella lettera di presentazione al rito latino, indirizzata ai presidenti delle conferenze episcopali, il prefetto Arture Roche ribadisce che quello del catechista è un «ministero laicale e stabile» e che il nuovo rituale costituisce «un’ulteriore opportunità per giungere ad una visione organica delle distinte realtà ministeriali».

Il testo nasce per volontà di papa Francesco, il quale l’11 maggio scorso ha presentato il motu proprio Antiquum ministerium istituendo ufficialmente, a seguito della formulazione del nuovo Direttorio per la catechesi del 2020, il ministero di catechista in sintonia con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Un atto magisteriale spiegato da Riccardo Maccioni in un articolo pubblicato nello stesso giorno.

Fino ad allora l’esser catechista, e ne dà riprova il Codice del diritto canonico, si limitava a un semplice incarico affidato dal parroco. Parlare, invece, di un ministero da ricevere specifica «l’impegno missionario tipico di ciascun battezzato che si deve svolgere comunque in forma pienamente secolare, senza cadere in alcuna espressione di clericalizzazione» e ai vescovo spetta «il compito di chiarire il profilo e il ruolo dei catechisti, di offrire loro percorsi formativi adeguati, di formare le comunità perché ne comprendano il servizio». Si capisce che non tutti coloro i quali oggi sono catechisti e catechiste potranno accedere al “ministero di catechista”, pur continuando a essere collaboratori parrocchiali in virtù della loro disponibilità.

La lettera che accompagna la pubblicazione dell’editio typica del Rito di istituzione dei catechisti offre, allora, un contributo alla riflessione delle conferenze episcopali, proponendo alcune note sul ministero di catechista, sui requisiti necessari, sulla celebrazione del rito di istituzione.

Tra i criteri fondamentali, il concetto di «un servizio stabile reso alla Chiesa locale secondo le esigenze pastorali individuate dall’Ordinario del luogo, ma svolto in maniera laicale come richiesto dalla natura stessa del ministero». E più avanti l’indicazione secondo cui «i laici abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza episcopale». Quindi, una precisazione: «Il termine catechista indica realtà differenti tra loro in relazione al contesto ecclesiale nel quale viene usato. I catechisti nei territori di missione si differenziano da quelli operanti nelle Chiese di antica tradizione. Inoltre, anche le singole esperienze ecclesiali determinano caratteristiche e modalità di azione molto diversificate, tanto da risultare difficile farne una descrizione unitaria e sintetica».

Al riguardo, il prefetto Roche precisa che non dovrebbero essere istituiti i candidati all’ordine sacro, i religiosi e le religiose, gli insegnanti di religione cattolica e coloro che svolgono un servizio rivolto esclusivamente agli appartenenti di un movimento ecclesiale (ai quali tale funzione viene affidata dai responsabili dei movimenti e non dal vescovo). Per quanto riguarda coloro che accompagnano l’iniziazione cristiana di ragazzi e adulti, anch’essi non devono necessariamente essere istituiti nel ministero specifico, ma dovrebbero ricevere all’inizio di ogni anno catechistico «un pubblico mandato ecclesiale con il quale viene loro affidata tale indispensabile funzione».

In generale, il primo requisito per i candidati al ministero di catechisti è che essi siano anzitutto «uomini e donne di profonda fede e maturità umana, capaci di accoglienza, generosità e vita di comunione fraterna, dotati di formazione biblica, teologica, pastorale e pedagogica». Si specifica pure che ogni candidato deve prima presentare una petizione «liberamente scritta e firmata» al proprio vescovo.

Il Rito potrà svolgersi all’interno della celebrazione eucaristica o in una celebrazione della Parola di Dio (sono indicati anche i brani biblici da proclamare) e seguirà un preciso schema: esortazione, invito alla preghiera, testo di benedizione e consegna del crocifisso. 

Evangelizzazione. Il Papa: i catechisti siano creativi, non ripetitivi

Avvenire

Mai avere «il cuore, l’atteggiamento e la faccia preconfezionati»«ascoltare davvero, e mettere a confronto quelle culture, quei linguaggi, anche e soprattutto il non detto, il non espresso, con la Parola di Dio, con Gesù Cristo Vangelo vivente».

Queste le raccomandazioni di papa Francesco ai catechisti, enunciate nell’udienza concessa ai partecipanti all’incontro su “Catechesi e Catechisti per la Nuova Evangelizzazione”, promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione.

Per Francesco è questo «il compito più urgente della Chiesa tra i popoli dell’Europa». Rientrato da poco da un viaggio nel cuore del Continente, in Ungheria e Slovacchia, il Pontefice ha sottolineato che la «grande tradizione cristiana del continente non deve diventare un reperto storico, altrimenti non è più tradizione». Infatti «la tradizione o è viva o non è. E la catechesi è tradizione, ma viva, da cuore a cuore, da mente a mente, da vita a vita. Dunque: appassionati e creativi, con la spinta dello Spirito Santo. Ho usato la parola “preconfezionato” per il linguaggio: ma, ho paura dei catechisti con il cuore, l’atteggiamento e la faccia preconfezionati: no. O il catechista è libero, o non è catechista. Il catechista si lascia colpire dalla realtà che trova e trasmette il Vangelo con una creatività grande, o non è catechista».

Il ministero di catechista, sottolinea il Papa, è stato istituito perchè “la comunità cristiana senta l’esigenza di suscitare questa vocazione”, di far emergere “la passione di trasmettere la fede come evangelizzatori”.
Insomma, “il catechista e la catechista sono testimoni che si mettono al servizio della comunità cristiana, per sostenere l’approfondimento della fede nel concreto della vita quotidiana. Sono persone che annunciano senza stancarsi il Vangelo della misericordia; persone capaci di creare i legami necessari di accoglienza e vicinanza che permettono di gustare meglio la Parola di Dio e di celebrare il mistero eucaristico offrendo frutti di opere buone”.
La citazione quasi d’obbligo è per i santi Cirillo e Metodio, che per catechizzare le genti slave arrivarono a mettere a punto un nuovo alfabeto. “Hanno aperto nuove strade, inventato nuovi linguaggi, nuovi alfabeti, per trasmettere il Vangelo, per l’inculturazione della fede. Questo chiede di saper ascoltare la gente, i popoli a cui si annuncia: ascoltare la loro cultura, la loro storia; ascoltare non superficialmente, pensando già alle risposte preconfezionate che abbiamo nella valigetta, no”.

Le raccomandazioni di Francesco ai catechisti affinché trovino nuovi “alfabeti” per annunciare il Vangelo
Ascolto, passione e creatività sono le qualità indicate dal Papa nell’udienza ai responsabili delle Commissioni per la catechesi delle Conferenze Episcopali Europee. “La catechesi – afferma Francesco – è tradizione” ma è necessario che sia “viva” e non “un reperto storico”. Importante è la libertà di cuore che apre alla novità dell'annuncio

Ascolto, passione e creatività sono le qualità indicate dal Papa nell’udienza ai responsabili delle Commissioni per la catechesi delle Conferenze Episcopali Europee. “La catechesi – afferma Francesco – è tradizione” ma è necessario che sia “viva” e non “un reperto storico”. Importante è la libertà di cuore che apre alla novità dell’annuncio – Vatican Media

POM: Mese Missionario Straordinario, formazione dei catechisti, rinnovamento

Fides 

La celebrazione del Mese Missionario Straordinario dell’Ottobre 2019, la formazione dei catechisti dei territori di missione, la necessità di individuare nuove forme di preghiera, animazione missionaria e raccolta fondi per la missio ad gentes : questi i tre temi affrontati dal Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli 

Ti ho disegnato sul palmo della mia mano. Formazione catechisti educatori

Per il terzo anno l’Ufficio catechistico e il Servizio per la pastorale giovanile propongono a catechisti ed educatori un breve percorso di formazione metodologica.

Per “formazione metodologica” intendiamo quell’attitudine pratica e relazione – anche indicata come saper fare – indispensabile per chi accompagna nella fede i bambini e i ragazzi. Essa va affiancata con l’approfondimento dei contenuti della fede – il sapere –nei percorsi che la Scuola Teologica Diocesana e le Scuole di Formazione Teologica “nel territorio efficacemente offrono” e con la formazione spirituale – l’essere- da coltivare anzitutto nella partecipazione alla vita della comunità cristiana e nella cura per il proprio cammino di fede.

Confermiamo la scelta di convocare insieme sia chi si occupa di iniziazione cristiana, sia chi si occupa di pastorale giovanile. Lavoriamo, infatti, a partire dal cammino di vita dei ragazzi, che procede  – più che secondo le celebrazioni sacramentali – secondo tappe legate alla crescita evolutiva.

I momenti di laboratorio prevedono tre modalità diverse per le tre fasce d’età: 7-11, elementari; 11-14, medie; 14-18 superiori.

La dislocazione geografica nel territorio e cronologica nel calendario vogliono facilitare la partecipazione di tutti e favorire l’incontro tra operatori di parrocchie vicine. Ciascuno può partecipare, iscrivendosi, nella sede che risponde meglio alle proprie esigenze.

 

Modalità del percorso

 

Il percorso si sviluppa in 4 tappe, pensate in modo specifico nelle diverse sedi: una tappa per serata in quattro appuntamenti oppure due tappe per pomeriggio in due appuntamenti

 

Terzo anno

IL SIMBOLO APRE ALLA VITA

«Dio nessuno l’ha mai visto» – così sentenzia in apertura il Vangelo di Giovanni (1,18) – ma «il Figlio unigenito ce lo ha rivelato». L’esperienza cristiana è essenzialmente simbolica: essa entra in contatto con il mistero di Dio –invisibile – attraverso i “segni” – visibili – della sua presenza e azione. Il Simbolo più importante che rivela il Padre è il Figlio, Gesù, che dona la vita per salvare l’umanità. Il simbolo coinvolge l’integrità della persona, apre sentieri esistenziali, attrae nella libertà, vive della gratuità dei dettagli. È questa sapienza simbolica che sta alla base delle azioni cristiane, liturgiche e pedagogiche. Riscopriamo con fiducia il valore del gesto rituale, nella sua capacità di “mettere in gioco” chi lo compie e di accogliere tutti secondo una gradualità di partecipazione.

  1. Indagine nella simbolica della vita di ogni giorno
  2. Esplorando i simboli rituali della tradizione cristiana

III. L’arte del celebrare della comunità ecclesiale

  1. Educare a uno sguardo simbolico: progettiamo insieme

In allegato è possibile consultare il flyer con illustrato il calendario di ogni singola scuola.

L’iscrizione è da farsi attraverso il seguente link entro i termini riportati sul flyer

https://goo.gl/XPVbVf

per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi alla segreteria (0522515953 oppure antonella.tosi@pastoralegiovani.re.it)

fonte: http://www.pastoralegiovani.re.it/?action=goid&id=2&artid=719

 

Come io ho amato voi. Vivere la misericordia: un training per adolescenti

Vivere la misericordia: un training per adolescenti. L’anno della misericordia sta ormai per iniziare, ma come fare per aiutare gli adolescenti a viverlo al massimo delle loro possibilità? La sfida è dura, e sappiamo che in questi giorni sono molti i catechisti alla caccia di idee interessanti. Così noi Paoline abbiamo appena consegnato alle nostre librerie e store un percorso tutto da scoprire e vivere.

Come io ho amato voi, è un itinerario in sei tappe che, tra canzoni, dinamiche di gruppo, esperienze da vivere, esercizi concreti, può aiutare catechisti e ragazzi ad allenarsi in misericordia.

Per ogni tappa gli atleti della misericordia (i ragazzi) dovranno allenarsi instancabilmente su un particolate atteggiamento. Per ogni atteggiamento ci sarà con loro un compagno di viaggio, un personaggio biblico che lo avrà già vissuto in prima persona. Ad attenderli al traguardo? Naturalmente le braccia del Padre.

Vi aspettiamo in libreria Paoline Reggio Emilia

  • Via: Emilia S. Stefano, 3/b
  • Cap: 42124
  • Città: Reggio Emilia – RE
  • Telefono: 0522 437620
  • Fax: 0522 541915
  • E-Mail: libreria.re@paoline.it

Buon allenamento!

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