IL PERDONO D’ASSISI, COS’È E COME FUNZIONA

Si tratta di un’indulgenza plenaria che può essere ottenuta in tutte le chiese parrocchiali e francescane dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 e tutti i giorni dell’anno visitando la Chiesa della Porziuncola di Assisi dove morì San Francesco. Il Poverello ottenne l’indulgenza da papa Onorio III il 2 agosto 1216 dopo aver avuto un’apparizione presso la chiesetta

Famiglia Cristiana

La maestosa Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, costruita su interessamento di S. Pio V a partire dal 1569 e che sorge a circa quattro chilometri da Assisi, racchiude tra le sue mura l’antica cappella della Porziuncola, legata alla memoria di San Francesco d’Assisi. Oggi sulla sua facciata c’è un affresco raffigurante l’istituzione del Perdono di Assisi, opera di G. F. Overbek di Lubecca (1829-1830), il quale ha così voluto decorare quell’insigne luogo.

COME NASCE IL “PERDONO D’ASSISI”?

Proprio alla Porziuncola il Santo d’Assisi ebbe la divina ispirazione di chiedere al papa l’indulgenza che fu poi detta, appunto, “della Porziuncola o Grande Perdono”, la cui festa si celebra il 2 agosto.

È il diploma di fr. Teobaldo, vescovo di Assisi, uno dei documenti più diffusi, a riferirlo. S. Francesco, in una imprecisata notte del luglio 1216, mentre se ne stava in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, vide all’improvviso uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti dell’umile chiesa. Seduti in trono, circondati da uno stuolo di angeli, apparvero, in una luce sfavillante, Gesù e Maria. Il Redentore chiese al suo Servo quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. S. Francesco umilmente rispose: “Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro tormenti, il perdono delle colpe commesse”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

Giotto, San Francesco davanti a Onorio III, Basilica Superiore di Assisi

Giotto, San Francesco davanti a Onorio III, Basilica Superiore di Assisi

LA RICHIESTA A PAPA ONORIO III

Alle prime luci dell’alba, quindi, Francesco, prendendo con sé solo frate Masseo di Marignano, si diresse verso Perugia, dove allora si trovava il Papa. Sedeva sul soglio di Pietro, dopo la morte del grande Innocenzo III, papa Onorio III, uomo anziano ma molto buono e pio, che aveva dato ciò che aveva ai poveri. Il Pontefice, ascoltato il racconto della visione dalla bocca del Poverello di Assisi, chiese per quanti anni domandasse quest’indulgenza. Francesco rispose che egli chiedeva “non anni, ma anime” e che voleva “che chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo infino al dì e all’ora ch’entrerà nella detta chiesa”. Si trattava di una richiesta inusitata, visto che una tale indulgenza si era soliti concederla soltanto per coloro che prendevano la Croce per la liberazione del Santo Sepolcro, divenendo crociati.

Il Papa, infatti, fece notare al Poverello che “Non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile”. Francesco ribatté: “Quello che io domando, non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo”. Nonostante, quindi, l’opposizione della Curia, il pontefice gli accordò quanto richiedeva (“Piace a Noi che tu l’abbia”). Sul punto di accomiatarsi, il Pontefice chiese a Francesco – felice per la concessione ottenuta – dove andasse “senza un documento” che attestasse quanto ottenuto. “Santo Padre, – rispose il Santo – a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. L’indulgenza fu ottenuta, quindi, “vivae vocis oraculo”.

La chiesa della Porziuncola

La chiesa della Porziuncola

QUANDO VENNE ISTITUITA UFFICIALMENTE?

Il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria con l’animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano. Nel 1279, il frate Pietro di Giovanni Olivi scriveva che “essa indulgenza è di grande utilità al popolo che è spinto così alla confessione, contrizione ed emendazione dei peccati, proprio nel luogo dove, attraverso san Francesco e Santa Chiara, fu rivelato lo stato di vita evangelica adatto a questi tempi”.

A QUALI CONDIZIONI SI PUÒ OTTENERE L’INDULGENZA?

Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio; partecipare alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione; visitare la chiesa della Porziuncola dove si deve rinnovare la professione di fede, mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana, e recitare il Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo; recitare una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.

IN QUALI GIORNI SI PUÒ OTTENERE IL “PERDONO D’ASSISI”?

Nel santuario della Porziuncola, ad Assisi, grazie anche ad uno speciale decreto della Penitenzeria Apostolica datato 15 luglio 1988 (Portiuncolae sacrae aedes) si può lucrare l’indulgenza, per sé o per i propri defunti,alle medesime condizioni, durante tutto l’anno, una sola volta al giorno.
Mentre in tutte le chiese parrocchiali e le chiese francescane sparse nel mondo si può lucrare dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

COS’È L’INDULGENZA?

Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: «L’indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità [Cfr. Paolo VI, Cost. ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835].

Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)»

 

Strage di Bologna. Mattarella: non tutte le ombre sono dissipate. Impegno per la verità

La dichiarazione del presidente della Repubblica in occasione del 41esimo anniversario della strage di Bologna
Mattarella: non tutte le ombre sono dissipate. Impegno per la verità

Quirinale

“L’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime, ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità”.

Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio della dichiarazione diffusa in occasione del 41esimo anniversario della strage di Bologna.

“La vicinanza, che rinnoviamo a quanti sono stati colpiti negli affetti più preziosi da tanta ferocia, costituisce anche pegno per il futuro, affinché il patrimonio di valori e di umanità, che sta alle fondamenta della nostra società, sia percepito sempre più come un bene comune indivisibile”.

LA DICHIARAZIONE INTEGRALE

Avvenire

Il fatto. Ad Assisi la festa del Perdono. Con san Francesco in paradiso

Domenica 1 agosto e lunedì 2 agosto la solennità voluta dal santo che permetterà di ottenere l’indulgenza plenaria in tutte le chiese parrocchiali e francescane del mondo
La chiesetta della Porziuncola nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi negli anni prima del Covid

La chiesetta della Porziuncola nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi negli anni prima del Covid – Avvenire

«Io vi voglio mandare tutti in Paradiso». Era il 2 agosto 1216 quando san Francesco esclamò questa frase che ancora oggi, alla vigilia della solennità del Perdono di Assisi, sembra riecheggiare nella chiesetta della Porziuncola “custodita” all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Una solennità con tante liturgie e iniziative organizzate per vivere in pienezza questo tempo di grazia. Per l’occasione quest’anno la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino ha deciso di ripristinare l’antica tradizione del “Perdono degli assisani” che prevede il pellegrinaggio a piedi dal centro della città fino a Santa Maria degli Angeli.

Per l’occasione l’arcivescovo Domenico Sorrentino ha scritto e distribuito una Lettera pastorale dal titolo Ripartire dalla Porziuncola, ripartire dal Vangelo. Verso il nuovo anno pastorale e l’VIII centenario della morte di Francesco. In uno dei passaggi della Lettera il presule spiega che «questo metterci anche fisicamente in cammino ci offrirà uno stimolo e un incoraggiamento, mentre viviamo, con tutta la società, un bisogno di “ripartenza” che ci viene spontaneo legare soprattutto alla dura esperienza della pandemia, ma che in realtà ci chiede di guardare oltre, per uscire da una crisi globale dalle molte dimensioni».

 

L'interno della chiesetta della Porziuncola

L’interno della chiesetta della Porziuncola – Avvenire

 

La festa del Perdono quest’anno coincide con l’VIII centenario del Capitolo della “Regola non bollata” «che – scrive ancora l’arcivescovo – vide gli assisani particolarmente attivi intorno a Francesco e ai suoi frati. Quel Capitolo segnava l’inizio dell’ultimo quinquennio della vita del santo. Ricordarlo, mentre stiamo per iniziare il nuovo anno pastorale, ci immette nel percorso di avvicinamento al centenario della sua morte (2026), verso il quale cammineremo con scansioni annuali condivise con altre diocesi e fraternità francescane. Prendendo il nostro posto in questo cammino testimoniamo tutta la grazia e la responsabilità di essere la città in cui otto secoli fa – per dirla con Dante – nacque un “sole”, il nostro Francesco, che fu, e continua ad essere, riflesso puro di Cristo».

Tra le celebrazioni della solennità del Perdono, vanno ricordate la Messa di domenica 1 agosto alle 7 che sarà presieduta da Sorrentino nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Alle 11 il neo-eletto ministro generale dell’Ordine dei frati minori, padre Massimo Fusarelli, presiederà la solenne celebrazione eucaristica che terminerà con la processione di “apertura del Perdono”: chiamato così perché da quel momento, cioè dalle 12 del 1° agosto, fino alle 24 del 2 agosto, l’indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo e anche a tutte le chiese francescane. Alle 19 i primi Vespri saranno presieduti sempre dall’arcivescovo Sorrentino. Seguirà l’offerta dell’incenso da parte del sindaco di Assisi, Stefania Proietti. La tradizionale veglia di preghiera serale alle 21.30 sarà guidata da padre Filippo Betzu, ministro provinciale dei frati minori cappuccini della Sardegna.

 

La festa del Perdono di Assisi in un'immagine d'archivio negli anni prima del Covid

La festa del Perdono di Assisi in un’immagine d’archivio negli anni prima del Covid – Avvenire

 

Lunedì 2 agosto sarà possibile partecipare alle numerose celebrazioni eucaristiche previste per le ore 7-8.30-10-11.30-16.30-18. Il penitenziere maggiore, il cardinale Mauro Piacenza, presiederà la solenne celebrazione delle 11.30. Il ministro provinciale dei frati minori di Umbria e Sardegna, padre Francesco Piloni, presiederà alle 19 i secondi Vespri della solennità del Perdono. Sempre domani, alle 14.30, ci sarà l’ingresso in Porziuncola dei giovani “Rahamim. Nel segno della misericordia” e alle 20, in diretta dalla Porziuncola, la veglia dei giovani.

Avvenire

Perdono di Assisi: un dono chiesto al Signore per ogni uomo

Assisi, Porziuncola:il 1 e il 2 agosto viene celebrata la Solennità del Perdono

Il primo e il due agosto viene celebrata ad Assisi la Solennità del Perdono. I fedeli che si recheranno alla Porziuncola a Santa Maria Degli Angeli, o in ogni chiesa francescana nel mondo, potranno ottenere l’Indulgenza Plenaria. Tutte le celebrazioni potranno essere seguite anche via streaming. “Il perdono è l’abbraccio del Padre ad ogni figlio”, spiega padre Francesco Piloni Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna

Marina Tomarro – Città del Vaticano

“Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. Fu una richiesta quasi audace quella fatta da San Francesco direttamente al Signore che gli era apparso in una notte del 1216 mentre era immerso nella preghiera nella Porziuncola. Si trovò, raccontano le fonti, improvvisamente circondato da un fascio di luce. Il Signore glielo concesse e Francesco, si recò subito da Papa Onorio III per ottenere l’indulgenza e il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, alla presenza dei vescovi dell’Umbria promulgò il Grande Perdono. Francesco, in quella giornata di agosto, alle genti riparate all’ombra delle querce disse: “Fratelli, io vi voglio mandare tutti in Paradiso e vi annuncio una grazia che ho ottenuto dalla bocca del Sommo Pontefice”.

L’indulgenza del Perdono

Quel lontano giorno d’estate segna così la nascita del tesoro della Porziuncola: l’Indulgenza del Perdono che può essere chiesta per sé o per i propri defunti. Per ottenerla è necessaria la confessione, la partecipazione alla Messa e l’Eucaristia, il rinnovo durante la visita della propria professione di fede recitando il Credo e il Padre Nostro, infine la preghiera secondo le intenzioni del Papa e per il Pontefice. Dalle 12 del primo agosto, fino alle 24 del 2 agosto, l’indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo e anche a tutte le chiese francescane.

Il programma delle celebrazioni

Al termine di un Triduo in preparazione, domenica primo agosto alle ore 11 si aprirà la Solennità del Perdono. Il neo-eletto Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori presiederà la Solenne Celebrazione Eucaristica che terminerà con la Processione di “Apertura del Perdono”: da quel momento, fino alle ore 24 di lunedì 2 agosto, l’Indulgenza plenaria concessa quotidianamente alla Porziuncola si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo e anche a tutte le chiese francescane. Lunedì alle 11.30 il cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore presso il Tribunale della Penitenzieria Apostolica, presiederà una solenne celebrazione. Mentre alle ore 19 i Secondi Vespri della Solennità del Perdono, saranno presieduti da padre Francesco Piloni Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna. Alle ore 20.00 infine, in diretta dalla Porziuncola, è in programma la Veglia dei giovani. Sarà possibile seguire tutti i principali eventi in diretta mediante la WebTV della Porziuncola, e i Canali social dei Frati.

“Il perdono di Assisi è un “super” dono che Francesco ha voluto offrire ad ogni persona di ogni tempo e di ogni luogo. Un ritorno ad una relazione con Dio, spiega padre Francesco Piloni Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna. In una notte travagliata, il Santo ha sentito che ogni uomo è atteso e voluto da Dio, che si prende cura della persona, lasciandogli proprio una nostalgia di casa: la relazione con Lui. Il perdono è ritornare a casa, sentire l’abbraccio di un Padre che da sempre ci accompagna”.

In un anno così particolare, che significato acquisisce la parola perdono?
Il perdono è partire dal perdonarsi la velocità con cui abbiamo inteso la vita. Noi tutti abbiamo capito che c’è bisogno di fermarci ed incontrarci di nuovo. Il perdono è soprattutto quello da dare a noi stessi, per il tempo giocato male, per la fretta e le occasioni mancate. Noi spesso ci accorgiamo di una bontà di una cosa quando l’abbiamo perduta, e non c’è più. Ed è tristissimo vivere di occasioni mancate. Perdonarci ciò che abbiamo trascurato o vissuto in maniera superficiale e perdonare anche il modo in cui trattiamo il Creato, parlando dell’Ecologia integrale. O la non accoglienza con cui abbiamo trattato chi è diverso da noi, mettendo in conto che se le differenze possono generare conflitti, ma l’uniformità genera l’asfissia, quindi è più bello confrontarsi e cercare insieme il valore di un incontro.

Ma in che modo vi siete preparati a vivere questa grande e solenne festa del Perdono?
Oltre alle tradizionali iniziative che proponiamo ogni anno, abbiamo messo in rete un nuovo sito www.perdonodiassisi.org che permette non solo di seguire tutte le celebrazioni in diretta, ma anche di inviare richieste di preghiere. In questo periodo così difficile abbiamo notato che tante persone ci hanno chiesto di essere sostenute con la preghiera di intercessione. Quindi si possono inviare richieste di preghiere e ricevere o regalare un santino personalizzato con il proprio nome. Si possono fare anche delle donazioni per sostenere le iniziative della basilica. È quindi uno strumento in più per offrire a tante persone in tutto il mondo questo luogo di grazia che noi custodiamo, ma che è di ogni uomo che desidera il perdono: quel ritorno a casa tra le braccia del Padre in una riconciliazione che racconta la bellezza di essere figli e fratelli.

vaticannews

Ad Assisi la Festa del Perdono in attesa di Papa Francesco

Ottocento anni fa, Francesco d’Assisi immerso in preghiera nella Porziuncola, chiese a Gesù di concedere il perdono completo di tutte le colpe a coloro che, confessati e pentiti, visitassero la chiesa. Quindi, Papa Onorio III gli concesse di celebrare la Festa del Perdono il 2 agosto. In occasione di queste ricorrenze – la Festa del perdono e l’Apertura dell’VIII Centenario dell’Indulgenza della Porziuncola – oggi ad Assisi si svolge la celebrazione presieduta dal ministro generale dei Frati minori, padre Michael A. Perry. Lo sguardo è rivolto a giovedì 4 agosto, quando il Papa stesso si recherà in pellegrinaggio alla Porziuncola. Quale l’attesa per questa visita? Debora Donnini lo ha chiesto a padre Enzo Fortunato, direttore della rivista “San Francesco” (da Radio Vaticana)

R. – Sono sentimenti di grande gioia, accompagnati da quello che sta accedendo nel mondo. Quindi, da una grande speranza che questa gioia possa tradursi in speranza attraverso nuovi atteggiamenti, ma soprattutto attraverso uno stile, che è quello che il Papa vuole sottolineare con la sua visita: quello dell’accoglienza e del perdono. Io direi che questi sono i binari su cui muoverci e far sì che Assisi diventi davvero uno grande megafono, che raggiunga il cuore di chi il perdono non vuole viverlo e non vuole donarlo. Pensiamo soprattutto a quello che sta accadendo oggi con i gravissimi attentati terroristici che, comunque, creano sconcerto e preoccupazione.

D. – Ad accompagnare questa ricorrenza anche due pellegrinaggi: la Marcia Francescana e quello della Diocesi e della Città di Assisi. Qual è il senso di questi pellegrinaggi, in relazione proprio alla Festa del Perdono?

R. – E’ quello di testimoniare la propria fede e far sì che questa fede non rimanga nelle sacrestie, ma percorra le strade del mondo. Queste strade hanno bisogno di persone che, con la loro vita, dicano che la pace è possibile, che la fraternità la si vive, che il perdono è davvero la marcia in più del cristiano.

D. – Quindi, il messaggio del Perdono di Assisi è ancora attuale per l’uomo di oggi?

R. – E’ attualissimo ed è talmente attuale che noi assistiamo a una delle coincidenze più belle a livello storico, a livello di evento spirituale: ci troviamo a vivere un Giubileo Francescano, gli 800 anni del Perdono di Assisi, con il Giubileo della Chiesa dedicato al perdono. Io credo che davvero non ci potesse essere coincidenza e sintonia migliore di date, una coincidenza di menti pensando anche ai due Francesco.

D. – C’è qualche iniziativa che avete messo in campo proprio in vista della visita del Papa, giovedì?

R. – Sì, abbiamo realizzato un numero speciale della Rivista San Francesco, tutto dedicato al perdono – pensieri, gesti e sguardi di misericordia – che si avvale delle più autorevoli firme del panorama intellettuale italiano e religioso. Sarà un numero che noi consegneremo personalmente al Papa, prima della partenza.

Bologna ricorda la strage 35 anni dopo

“​Commemorare non è un atto di vuota retorica e neppure uno sfogo. È difendersi dalla tentazione dell’oblio”: le parole del presidente dell’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna, Simonetta Saliera, danno il senso più profondo a questa domenica 2 agosto, giorno del ricordo della strage di Bologna, il più grave atto terroristico avvenuto in Italia dal secondo dopo guerra. Una commemorazione ancora una volta accompagnata dalla rabbia e dal dolore dei famigliari delle vittime: “35 anni senza mandanti – si legge in un manifesto preparato per l’occasione – un Paese evoluto deve trovare il tempo per ricostruire la sua storia, uno Stato di diritto deve trovare il tempo per dare giustizia alle vittime della violenza”.

Perché nonostante siano stati trovati e condannati alcuni dei responsabili della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200, i mandanti di quella strage non hanno ancora un volto. Non ci sono i nomi di coloro che ordinarono di lasciare quella valigia nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna. Al suo interno 23 chili di esplosivo, abbastanza per far crollare l’intera ala ovest dell’edificio e investire il treno Ancona-Chiasso che alle 10:25 (orario dell’esplosione) si trovava sul binario uno. Per quella tragedia sono stati condannati nel ’95 Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, compagni nella vita e nell’assurda lotta condotta dai Nuclei armati rivoluzionari (Nar, formazione eversiva di estrema destra). Per la magistratura furono parte del gruppo che organizzò ed eseguì materialmente la strage. Poi nel 2007 è arrivata anche la condanna di Luigi Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti.

Non abbastanza per l’Associazione familiari delle vittime che il mese scorso ha presentato alla Procura di Bologna un dossier, il frutto di un lungo lavoro di ricerca e di analisi incrociata di migliaia di pagine di atti giudiziari di processi per fatti di strage e terrorismo dal 1974 ad oggi. L’auspicio “è che la Procura prenda in esame questi documenti per andare fino in fondo” dice il presidente dell’associazione Paolo Bolognesi.

Questo il programma delle commemorazioni: alle 9,15, da Piazza Nettuno partirà il corteo lungo via dell’Indipendenza, con arrivo previsto verso le 10 davanti alla stazione dei treni. Dopo il discorso di Bolognesi seguiranno un minuto di silenzio in memoria delle vittime e gli interventi del sindaco e del presidente del Senato Pietro Grasso. Alle 10,50,
sul primo binario della stazione sarà deposta una corona di fiori
alla targa che ricorda il sacrificio del ferroviere Silver
Sirotti, deceduto nella strage del treno Italicus. Alle 11,15,
al Piazzale Est partirà il treno straordinario per San Benedetto
Val di Sambro, ove avverrà la deposizione di corone alle lapidi
che ricordano le vittime degli attentati ai treni Italicus e 904
Napoli-Milano. Alle 11,15, nella chiesa di San Benedetto in via
dell’Indipendenza 64, sarà celebrata una messa.

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