Stando ai dati governativi, la Russia ha visto calare le merci in ingresso nel Paese del 50%. A dirlo è stato il Ministro per lo Sviluppo Economico, Maxim Reshetnikov

IL TERRITORIO DEL MAR NERO CONTESO FU CONQUISTATO DAGLI INVASORI IMMEDIATAMENTE

LA PRODUZIONE DI AUTO È CROLLATA DEL 97%

L’economia di Putin perde altri pezzi

Ancora brutte notizie per l’economia russa, dove il settore automobilistico è ormai stato praticamente azzerato, con la produzione che è crollata di ben il 97%. A dirlo è Rosstat, l’Istat russo. Il settore dà lavoro a circa 300mila persone, a cui ne vanno aggiunte altri 3 milioni che lavorano nell’indotto.

A determinare questa caduta libera è stato l’abbandono delle principali case automobilistiche straniere e la cessazione dell’import di componenti. Su 20 fabbriche automobilistiche che erano presenti sul territorio nazionale prima della guerra, ne sono rimaste appena due: la cinese Haval nella regione di Tula e la AvtoVaz, che però ha una produzione discontinua e di modelli vecchi, senza airbag e servosterzo. I russi si dovranno accontentare e non solo delle auto. Stando ai dati governativi, la Russia ha visto calare le merci in ingresso nel Paese del 50%. A dirlo è stato il Ministro per lo Sviluppo Economico, Maxim Reshetnikov. Fra i settori dove questa crisi si sta facendo più sentire, c’è quello farmaceutico, con la Russia che dipende per circa il 55% dalle importazioni di medicinali. Parlando a un convegno dell’Unione Industriali russa, Reshetnikov, ha ammesso le difficoltà della situazione. I dati sulle importazioni in Russia sono secretati da tre mesi, ufficialmente per «evitare rischi di speculazione». Ma dai dati dei principali partner commerciali è possibile farsi un’idea della situazione. Le spedizioni dalla Germania sono diminuite del 70%, quelle dal Giappone del 76% e quelle della Corea del Sud del 74%. La media dei Paesi che hanno aderito alle sanzioni è del 60%. Non particolarmente brillante neanche il dato cinese, il Paese che, nelle speranze di Mosca dovrebbe essere la soluzione ai problemi nazionali. Pechino fino a questo momento ha ridotto le esportazioni del 38%.

A proposito di Cina, secondo il quotidiano Vedomosti, la cinese Honor uno dei principali produttori di smartphone ha interrotto le spedizioni verso la Russia, allineandosi così ad altri big player del settore, ma senza comunicarlo in modo ufficiale. Secondo il giornale economico, starebbe cercando di riprendere il commercio indirettamente, passando da uno degli ex Paesi dell’area sovietica, con ogni probabilità l’Uzbekistan, per rimanere in un mercato con meno competitor, ma dove c’è sempre meno potere di acquisto. Appena il 22% dei russi, infatti, pensa di percepire uno stipendio in grado di soddisfare i bisogni essenziali.

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Il settore dà lavoro a oltre tre milioni di operai. Mentre l’intero Paese ha visto dimezzarsi le importazioni di merci dall’estero

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