Arte e fede. Ad Alba i presepi raccontano le storie del mondo

Una mostra di trecento raffigurazioni artistiche della natività, provenienti da una collezione privata, consente un singolare viaggio nelle culture e nelle sensibilità religiose di tutto il mondo
Un presepe della collezione di Franco Foligno

Un presepe della collezione di Franco Foligno – Fondazione Ferrero

Franco Foligno ha iniziato la sua personale raccolta di presepi nel 1966 insieme alla moglie Annamaria, durante il loro viaggio di nozze. Dal giorno del primo acquisto la collezione si è ingrandita anno dopo anno con rappresentazioni della natività provenienti da tutto il mondo, raccolte nei viaggi personali o regalate dagli amici venuti a conoscenza della singolare passione. Franco Foligno è nato a Torino nel 1941, ma da sempre vive ad Alba.
Pensionato, ha una lunga storia lavorativa e di collaborazione con la Ferrero, dove comincia a lavorare nel 1960, per uscirne nel 1996. Particolarmente attivo in ambito ecclesiale è stato più volte consigliere comunale. In questo contesto si colloca l’iniziativa della Fondazione Ferrero di Alba, che venerdì primo dicembre alle 17,30 inaugura un interessante progetto espositivo con una mostra di trecento presepi provenienti proprio dalla collezione Foligno. Significativo il titolo “Sotto un unico cielo”, che rimanda all’universalità e alla multiculturalità della fede cristiana e al messaggio di pace e di comunione fra i popoli che emana naturalmente e divinamente dalla scena della Natività.
Delle sette sezioni di cui sarà composta la mostra, cinque raccontano l’arte del presepe in Italia, Europa, Asia, Africa e Americhe. La sesta sezione è costruita lungo la storia di Franco Foligno e del suo progetto collezionistico. La settima, infine, propone una significativa selezione di presepi d’autore. Un percorso che consente di compiere un vero e proprio viaggio attraverso le culture del mondo e i diversi modi in cui le culture si pongono davanti alla nascita del Dio che si fa uomo.
Allo stesso tempo propone una interessante esplorazione dei vari materiali utilizzati per le rappresentazioni natalizie: il legno, la terracotta, il sughero, le stoffe anche preziose, il feltro, la plastica, la madreperla più o meno pregiata e via dicendo. Interessante è anche il potersi porre di fronte ai diversi modi in cui viene interpretata la famiglia attraverso le rappresentazioni della Sacra Famiglia in un incrocio fra tradizioni, fede e umane aspirazioni.
Per non dire delle incursioni delle altre fedi (un po’ come i Re Magi, del resto) al cospetto del Divin Bambino. Potrà capitare, così, di imbattersi, per fare un paio di esempi, in una Maria madre di Gesù raffigurata con il terzo occhio in un presepe proveniente dall’India, come anche in una tartaruga buddhista posta a protezione dell’abitazione di Gesù, Giuseppe e Maria in un presepe proveniente dalla Thailandia. La mostra resterà aperta fino al 7 gennaio ogni giovedì, venerdì, sabato e domenica, tranne il 24 e il 31 dicembre.
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