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Viaggio apostolico in Asia Papa Francesco è partito per Colombo

Papa Francesco è partito per lo Sri Lanka, pochi minuti dopo le 19, dall’aeroporto di Fiumicino, a bordo di un Airbus A330 dell’Alitalia. Papa Francesco “nel lasciare Roma per intraprendere il viaggio apostolico in SriLanka e Filippine”, ha inviato, come è consuetudine, un messaggio al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, formulando “sinceri auspici di serenità, di unità e di benessere spirituale e sociale del popolo italiano”. Il messaggio, che si apre con un “deferente saluto” al Capo dello Stato, è accompagnato dalla “benedizione apostolica” al nostro Paese che Papa Francesco assicura di aver inviata “con affetto”.

È questo il settimo viaggio del suo pontificato, ed è il quarto in Asia. Un continente, questo, che sembra stare molto a cuore, a questo Vescovo di Roma arrivato dalla fine del mondo. Oltre all’isola a Sud del subcontinente indiano Francesco visiterà anche le Filippine. Rientrerà il 19 gennaio. Si tratta di due Chiese ben diverse, quelle che incontrerà, ma accomunate da una forte vocazione missionaria rivolta verso un continente a cui il Papa ha “donato” tre nuovi cardinali. In Sri Lanka i cattolici sono una minoranza, seppure molto attiva e creativa: il 7% su una popolazione di oltre 20 milioni di abitanti. In particolare i cattolici si sono spesi molto per la riconciliazione nazionale dopo lunghi anni di scontri sanguinosi tra la minoranza Tamil di religione indù, il 13 % dei srinkalesi, e la maggioranza, 70%, Cingalesi buddisti.

Ben diversa la situazione nelle Filippine, unico Paese in Asia oltre al piccolo Timor, a maggioranza cattolica. Un Paese, anche le Filippine, provato dalla guerriglia dei separatisti musulmani di Mindanao. Un Paese povero, con forti disuguaglianze, segnato da uan forte emigrazione, come ha ricordato di recente, nel corso di una sua visita a Milano, il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, che più volte ha ricordato il dramma della povertà che spinge tanti genitori, donne in particolare, a lasciare i figli in patria per cercare un lavoro per mantenerli.

avvenire.it