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Vescovi, dal Papa nuove regole per la rinuncia

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Il limite dei 75 anni di età per lo svolgimento delle attività legate al ministero dei vescovi diventa un punto fermo anche per i cardinali che hanno un incarico nella Curia romana o altra nomina affidata dal Papa. Un limite che si è fatto più esplicito e perentorio con il “rescritto” del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che l’ha redatto su disposizione di papa Francesco.

Il documento è stato approvato dal Pontefice durante l’udienza con il porporato del 3 novembre 2014 e ha validità dal 5 novembre 2014. Le nuove indicazioni mettono insieme la normativa ecclesiastica riguardante la rinuncia dei vescovi e dei titolari di incarichi di nomina pontificia con “le raccomandazioni del Consiglio dei Cardinali che assistono il Santo Padre nella preparazione della riforma della Curia romana e nel governo della Chiesa”.

Sette gli articoli contenuti nelle disposizioni approvate da Bergoglio, che ha voluto introdurre alcune novità nei meccanismi che regolano la rinuncia dei vescovi al ministero attivo. La prima riguarda una questione di “stile”: l’articolo 4, infatti, sottolinea che è “degno di apprezzamento ecclesiale” la scelta del vescovo che “spinto dall’amore e dal desiderio di un miglior servizio alla comunità” rinuncia al proprio incarico pastorale prima dei 75 anni.

L’articolo 5 ricorda che l’autorità competente – solitamente il Pontefice – può chiedere a un vescovo di rinunciare all’ufficio: questo già avviene, ma l’articolo lo rende più esplicito.
Infine, l’articolo 6 afferma che i cardinali che hanno un incarico affidato loro dal Papa, come i capi dicastero, sono “tenuti” a presentare la rinuncia a 75 anni: finora, secondo quanto stabilito da Giovanni Paolo II, essi erano solo “pregati” di compiere queste gesto.

avvenire.it