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Verso il sinodo. I giovani santi della porta accanto. Una mostra, segno per quest’anno

I giovani santi della porta accanto. Una mostra, segno per quest'anno

C’è Filippo Gagliardi, giovane ingegnere cresciuto in oratorio a Novara. E poi Carlotta Nobile, musicista già affermata o Giulio Rocca a trent’anni volontario dall’altra parte del mondo per l’Operazione Mato Grosso. Sono «I santi della porta accanto», giovani testimoni della fede a cui è dedicata una mostra promossa dall’Associazione don Zilli e dal Centro culturale San Paolo che inizia in queste ore da Roma il suo cammino per l’Italia per accompagnare il Sinodo dei giovani.

Sono ventiquattro i profili scelti dal giornalista Gerolamo Fazzini, che ha ideato e curato l’iniziativa con la collaborazione di Stefano Femminis, Ilaria Nava, Mariagrazia Tentori e dell’artista camerunese Afran che ne ha ridisegnato i volti. Sono tutti giovani che una malattia, un incidente oppure una mano violenta ha strappato alla vita e dei quali in molti casi è in corso il processo di beatificazione. Ma sono soprattutto «santi della porta accanto», come scrive papa Francesco nell’esortazione apostolica Gaudete ed Exsultate, cioè modelli vicini all’esperienza quotidiana di un giovane di oggi. Testimonianza, dunque, di quanto le storie di una fede vissuta in pienezza siano molto più diffuse rispetto a quanto si pensi anche tra i ragazzi e le ragazze di oggi.

Per iniziativa del Servizio nazionale di pastorale giovanile e del Forum degli Oratori Italiani, questa mostra è stata una delle tappe della Notte bianca della fede. Allestita in un luogo estremamente significativo: la Chiesa Nuova, quella fatta costruire da san Filippo Neri per i giovani accolti dalla Congregazione dell’oratorio in quello che è oggi corso Vittorio Emanuele II, nel cuore di Roma.

Trentadue i pannelli: ventiquattro dedicati ai profili e gli altri con frasi di papa Francesco sui giovani e la santità oggi. Si parte da alcune figure del Novecento ancora straordinariamente attuali oggi: i beati Pier Giorgio Frassati, Teresio Olivelli e Alberto Marvelli, ma anche Mario Fanin e Rosario Livatino. E poi tanti giovani italiani, in grande maggioranza laici, vissuti tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila. Persone legate ad esperienze ecclesiali tra loro diverse a testimonianza di quanto nessuno abbia l’esclusiva di una vita cristiana feconda. C’è spazio poi anche per qualche figura proveniente da altri continenti, perché la santità non costruisce muri ma apre al mondo.

Realizzata in più copie e in una modalità facilmente allestibile, dopo quest’esposizione a Roma la mostra resterà a disposizione di diocesi, parrocchie e realtà giovanili che desiderino proporla come segno nell’anno del Sinodo dei giovani.
Per informazioni e prenotazioni: centroculturale.vicenza@stpauls.it

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