Venezia: Centinaio, no a ticket e altre tasse sul turismo

– “Sono contrario al contributo d’accesso a Venezia. Semplicemente perché nei giorni in cui ci sarà il bollino rosso, costerà 6 euro entrare a Venezia, più 14 euro di vaporetto, tra andata e ritorno per andare in piazza San Marco: senza aver bevuto un bicchiere d’acqua dovrò spendere 20 euro… Mio figlio lo porto a Gardaland, visto e considerato che una famiglia di quattro persone solo per arrivare in Piazza San Marco dovrà spendere 80 euro”. Lo ha dichiarato il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, a margine del suo intervento al Lido di Venezia. “Sono convinto – ha proseguito – che il turismo lo si possa gestire anche in un altro modo. Poi sono sempre dell’idea che limitare l’accesso delle persone a un’area importante, a un sito turistico come quello di Venezia sia fare del male al turismo in Italia. Il mondo mi sta dicendo che devo portare sempre più turisti nel nostro Paese. Venezia vuole mettere la tassa d’ingresso, in Sardegna c’è qualche folle che vuole mettere la tassa di sbarco, le Cinque Terre la tassa d’ingresso, altre zone della Sardegna stanno chiedendo un’altra tassa di ingresso… Io mi chiedo dove devo portare la gente: a Cinisello Balsamo? A Rozzano?”. 

“Venezia – ha precisato – può fare questo provvedimento grazie a un ok del governo che, come al solito, è stato dato senza chiedere niente al ministro del Turismo, perché io avrei detto assolutamente no. Penso che sia una cosa che non serva al turismo, non serva assolutamente a Venezia. Oggi come oggi ci troviamo, nel nostro Paese, con la tassa di sbarco nelle piccole isole, la tassa di soggiorno nei vari Comuni italiani, adesso abbiamo la tassa d’ingresso a Venezia. La domanda che faccio a tutti gli italiani, ripeto è: dove devo portare i turisti? L’Italia mi chiede di aumentare il numero di turisti nel Paese, le amministrazioni sembrano ‘turisti-repellenti’, perché qualsiasi cosa fanno li tassano. Prima o poi penso che i turisti si stuferanno e andranno da qualche altra parte del mondo. A quel punto, non sarà colpa di Centinaio”. (ANSA).

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