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Veglia di Pentecoste ricca di doni

Suor Maria Grazia Lodi:
Viene dalla parrocchia Santa Maria Assunta di Fabbrico, dove nel 1968 ha ricevuto il primo mandato per andare a Fontanaluccia ed entrare nella Congregazione delle Carmelitane Minori della Carità. Ha fatto i primi voti il 1° ottobre del1970. E’ stata in varie Case della Carità e si trovava in quella di Roma alla Magliana quando è stata chiamata per essere missionaria in Albania.
Suor Rita Ferrari:
Viene dalla parrocchia di San Martino di Meletole. Ha fatto i primi voti il 15 ottobre 1992 e nel 1998 i voti perpetui. E’ passata in varie Case della Carità e il Signore l’ha chiamata per la missione in Albania quando si trovava nella Casa di Corticella, nell’Arcidiocesi di Bologna.
Sr. Grazia e sr. Rita vanno missionarie in Albania per rispondere alla richiesta del vescovo Lucian di Sapa di avere vicino alla cattedrale intitolata a Madre Teresa di Calcutta, anche la Casa della Carità; sarà la prima dell’Albania e verrà inaugurata il 6 settembre prossimo.
Caterina Bondavalli:
E’ cresciuta nella Comunità parrocchiale di Cadelbosco Sopra, impegnata all’oratorio e ora fa parte anche del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Da diversi anni ha incontrato la famiglia delle Case della Carità e in particolare frequenta la casa di Fosdondo. Diplomata geometra, oggi lavora presso uno studio tecnico di grafica, “il granello” sempre a Fosdondo, dal quale ha avuto l’aspettativa per un anno. Caterina non pensava alla possibilità della missione, ma le è stata fatta una richiesta esplicita dì disponibilità per l’Albania. “Sul momento non potevo partire – commenta Caterina – però questa domanda mi è rimasta ‘dentro’, ha continuato a ‘lavorare’, fino ad accogliere questa proposta, un desiderio maturato e divenuto risposta grazie all’aiuto di alcune persone e al cammino di formazione missionaria di Villa Borettini.
Dopo una breve visita alla missione in Albania, tra Natale e l’Epifania, ho deciso di confermare la mia disponibilità per un anno”.
Caterina andrà nella missione a Gomsiqe unendosi all’equipe guidata da don Stefano Torelli partito nell’ottobre scorso. Alla domanda perché vai. .. ?
Caterina ha risposto: “Vorrei saper portare la buona notizia del Vangelo cercando di viverla in prima persona, testimoniando quanto vivere il Vangelo voglia dire condividere gioie e fatiche, camminare insieme e accorgersi di chi più sta tribolando”.
Don Giovanni Davoli:
Quest’anno festeggerà il suo 55° compleanno in Madagascar, appena 4 giorni dopo il suo arrivo previsto per il 21 agosto. Originario della parrocchia di Olmo, prete dall’1983, ha servito la comunità di Cella, poi dal1987 la parrocchia San Gregorio Magno alla Magliana Roma fin o a quando nel 2007 questa missione reggiana in Italia è stata riconsegnata alla diocesi di Roma. Dal 2007 ad oggi parroco a Brescello e Lentigione.
Alla domanda: perché parti? Don Giovanni ha risposto:
“Rendo grazie al Signore per il dono di fare parte della Chiesa in Reggio E. Guastalla; Chiesa che con il Vescovo Gilberto Baroni ha fatto la scelta della Missio ad gentes.
Circa due anni fa, per favorire una continuità di presenza della nostra chiesa in terra di Missione, ho dato al vescovo Adriano una esplicita disponibilità per la Missione.
Ringrazio il Signore perché il Vescovo Adriano mi ha dato fiducia con il mandato missionario per il Madagascar.
Ho vissuto i 20 anni di ministero alla Magliana come una ‘Missione’. Rendo grazie al Signore per il dono di avere due sorelle missionarie Saveriane: una missionaria in Congo, l’altra in Messico. Il partire e ripartire delle mie sorelle e delle loro consorelle mi hanno aiutato a respirare una chiesa vicina ai popoli lontani.
Certamente il rendermi disponibile al Vescovo Adriano ha a che fare con la scoperta – io la chiamo dell’acqua calda -, fatta durante il servizio militare, che il Signore mi ha amato per primo e di fronte ad un simile Amore, la risposta non può essere che a tutto campo. Sono consapevole dei miei limiti, dei miei peccati e delle mie paure ma anche fermamente convinto che non io, ma solo il Signore salva … e anche senza di me.
Mi piace l’immagine di don Mario Prandi, riportata da don Didier giovedì scorso nella messa missionaria a Brescello: La chiesa come un corpo in cui i missionari sono le mani e la Comunità che manda è ii cuore”.
Don Giovanni si unisce all’equipe della missione diocesana in Madagascar oggi realizzando un passo nuovo: il vescovo Benjamin della diocesi di Farafangana, sulla costa sud-est, ha chiesto un aiuto per servire un grande distretto della città di Manakara (dove già operano alcuni volontari di RTM e una laica missionaria, Enrica di Santa Croce), nell’ultimo viaggio missionario il nostro vescovo Adriano ha proposto una presenza in collaborazione anche con un prete di Ambositra fidei donum perché l’impegno missionario sia anche delle Chiese locali malgasce. Così don Giovanni parte per rafforzare l’equipe missionaria di Ambositra e permettere, a fine anno, che don Giovanni Ruozi (giobo) e un prete di Ambositra possano trasferirsi a Manakara per servire una grande parte della città, un nuovo distretto appunto dove ancora i cristiani sono pochi ed è urgente l’annuncio del Vangelo. Don Giovanni Davoli sarà responsabile della presenza di RTM in Madagascar, in particolare nell’accompagnamento dei giovani volontari e collaborerà nei servizi che la Chiesa locale gli affiderà
Corradini Marzia abita a Roncocesi e frequenta la Casa della Carità di Cella. Alla domanda: come hai maturato la tua vocazione ha risposto (ricordiamo qui alcune parole della sua testimonianza alla Veglia diocesana per le Vocazioni):
“Ho messo piede (non in senso metaforico) per la prima volta a Cella più 20 anni fa.
Rientrando da Roma don Giovanni Davoli, che allora era alla Magliana, mi disse di andare a salutare la Casa di Carità di Cella. Presi il motorino e da casa mia andai. Agli inizi degli anni ’90 arrivò in Parrocchia don Gianfranco Panari e con lui cominciai a parlare del desiderio che avevo della missione. Frequentati i corsi che si tenevano a Lemizzone, si prese la decisione della mia partenza per il Madagascar, iniziai la formazione specifica in Casa di Carità a Cavriago dove reincontrai suor Giovanna, che appena mi vide mi chiese se ero più tornata a Cella.
Tutto mi ha fatto scoprire un altro aspetto della Chiesa.
Come in una grande famiglia ogni figlio è unico, particolare ma sempre figlio e così è nella Chiesa; tradizionale, moderna, profetica, serva, allegra, seria, severa, misericordiosa, madre e padre, caritatevole, accogliente, gerarchica e popolare, parrocchiale e movimentista.
Attraverso le suore, i fratelli, gli ospiti e gli ausiliari, l’amore per un servizio ai più deboli che
diventa cammino di Chiesa in particolare in quella locale mi ha fatto maturare il voler bene alla mia Diocesi, è stata una catechesi vivente di ascolto, di accettazione dei propri limiti, di cose non sempre chiare da accogliere, con tante fatiche e gioie ed è per questo ho chiesto che sia una sorella delle Case della Carità a farmi da testimone nella Liturgia di Consacrazione.
In missione l’ esempio sia dei nostri missionari come di tanti laici locali impegnati a confermare la loro fede è stata un’ ulteriore catechesi che mi ha richiamata al mio essere cristiana e se loro, in condizioni di vita ben più difficili della mia, non si tiravano indietro, io non potevo venir meno al mio compito, anche se il desiderio di una vita tranquilla non mancava.
Così ho cominciato a chiedermi quale era il mio posto, a cosa ero chiamata. Direi che l’immagine che mi sembra sintetizzi il mio cammino sia quella di Davide contro Golia, io ho combattuto strenuamente per vincere contro Dio e Lui mi ha vinta con la sua calma, misericordia, dolcezza, infinita pazienza. Infine non posso tralasciare il servizio nella Segreteria del Vescovo.
La dedizione al ministero di ciascuno. nella quotidianità consegnata all’ Eucaristia celebrata ogni giorno e alla preghiera mattutina e serale, la ricerca della piena comunione ecclesiale, per il bene più grande che è quello della Chiesa ed in particolare della Diocesi, tutto ha contribuito a portare a compimento un cammino iniziato tanti anni fa.
Ringrazio il Signore perché sono giunta ora a dirgli sì, ora che finalmente ho deciso. Lo ringrazio perché mi ha posto a fianco persone, ciascuna, secondo la sua volontà che mi hanno condotta a Lui. Chiedo davvero il sostegno della preghiera, perché si realizzi in me ciò che Lui vuole”.
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