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Un “misfatto” di “Fatto”

C’era una volta… Dicevano che i giornali debbono dare i “fatti”, e le “opinioni” separate dai fatti, ma oggi le eccezioni sono regola… Una, gigantesca, è proprio “Il Fatto”: in pratica dà tante opinioni sui fatti, ma questi sempre sistematicamente mescolati e sopraf… fatti dalle opinioni della “casa”. Ieri per esempio 2 pagine quasi intere (4–5) e 4 pezzi che paiono dare fatti, ma più o meno completamente sono opinioni travestite da fatti. Uno, pezzo di Marco Politi: «Il Papa avverte: “non usiamo Dio per il potere”». Sarebbe un grande tema, soprattutto per chi da anni pare voler togliere alla Chiesa ogni potere, anche quello di poter dire la sua liberamente sulle realtà della vita intera, ma nel testo subito arrivano le “opinioni”: «Benedetto XVI che scivola lentamente verso la fine del suo regno». «Scivola» e «regno»: sono due opinioni, libere certamente, ma tali, tutto confermato con la frecciata finale indirizzata a «mons. Gaenswein», segretario del Papa: solo opinione! Due: là sotto un altro titolo: «Commossi sulla prima da ex». In realtà un “ùsteron pròteron” – direbbero i greci – cioè l’anticipazione cercata di una realtà desiderata, ma non effettiva. Infatti il Papa non è ancora “ex”. Tre: altra pagina, sempre Politi, con inizio scapigliato: «Ora la partita entra nel vivo»… E giù la formazione delle… squadre. Ecco: per loro, al “Fatto”, è solo un gioco, anzi uno scontro di “potere”, perciò fanno la cronaca solo dei “minuti” che in questi 8 “anni” a loro sono parsi un po’ confusi. E il quattro? In conclusione uno spot per un libro in cui la vita attuale di Chiesa e Papato diventa “thriller”. È libertà, sia chiaro: l’opinione del “Fatto” è che qualcosa deve “morire”, per forza. Ma quella “cosa” sta su da duemila anni! È proprio un “fatto”.
avvenire.it