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Un cestino di pere per far sorridere i bimbi in ospedale

Strizzare un sorriso è gratis. Comprare giochi per i piccoli o attrezzature per i genitori invece no. Sabato 30 settembre iniziative in tutta italia per raccogliere fondi e presentarsi

Strizzare un sorriso è gratis. Comprare giochi per i piccoli o attrezzature per i genitori invece no. Ecco perché i 5000 volontari di Fondazione Abio (Associazione per il bambino in ospedale), domani, sabato 30 settembre, scendono in 150 piazze e si presentano all’Italia. Offrono un cestino di pere, e raccolgono contributi per le loro iniziative.

Ma soprattutto raccontano quanto è bello stare accanto ai piccoli ricoverati, magari mentre papà e mamma lavorano, e far dimenticar loro per qualche ora le preoccupazioni dei 200 ospedali a cui dedicano qualche goccia del loro tempo. Oppure mostrar loro figure e immagini dei libretti preparati dall’associazione, e vedere come i bimbi si avvicinano con meno terrore a fiale, a siringhe, e a tutti quegli ammennicoli che medici e infermieri spesso impugnano come armi. Senza parlare della gratitudine mostrata dai genitori, quando scoprono che per quelle poltrone notturne presenti in ospedale non devono dir grazie al direttore generale, ma alla locale associazione Abio.

Fatto sta che la “mission” dei suoi volontari è rendere l’ospedale a misura di bambino, dedicando ai piccoli tempo, fantasia ed energie. Oggi anno, la Giornata nazionale è anche l’occasione per fare il punto su quanto è stato realizzato negli ultimi 12 mesi. E di progettare quanto bolle in pentola per il prossimo futuro.

Ma soprattutto raccontano quanto è bello stare accanto ai piccoli ricoverati, magari mentre papà e mamma lavorano, e far dimenticar loro per qualche ora le preoccupazioni dei 200 ospedali a cui dedicano qualche goccia del loro tempo. Oppure mostrar loro figure e immagini dei libretti preparati dall’associazione, e vedere come i bimbi si avvicinano con meno terrore a fiale, a siringhe, e a tutti quegli ammennicoli che medici e infermieri spesso impugnano come armi. Senza parlare della gratitudine mostrata dai genitori, quando scoprono che per quelle poltrone notturne presenti in ospedale non devono dir grazie al direttore generale, ma alla locale associazione Abio.

Fatto sta che la “mission” dei suoi volontari è rendere l’ospedale a misura di bambino, dedicando ai piccoli tempo, fantasia ed energie. Oggi anno, la Giornata nazionale è anche l’occasione per fare il punto su quanto è stato realizzato negli ultimi 12 mesi. E di progettare quanto bolle in pentola per il prossimo futuro.