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Ucraina, strage a Mariupol: 30 morti

È salito ad almeno 30 morti e 93 feriti il bilancio del cannoneggiamento dell’artiglieria dei ribelli filo-russi su un mercato e in una zona residenziale di Mariupol, bastione di Kiev nell’Ucraina orientale. Fra i morti ci sono un bambino di 5 anni e una ragazzina di 15 anni. Fra i feriti ci sono almeno cinque minorenni secondo le autorità sanitarie regionali.

La strage è avvenuta all’indomani dell’annuncio dei separatisti che non intendono riprendere i negoziati.

Razzi Grad sono piovuti sul grande mercato di un quartiere residenziale della città di 500.000 abitanti affacciata sul Mare di Azov.

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Mariupol è collocata lungo la strategica arteria che collega le regioni orientali controllate dai ribelli alla penisola di Crimea, annessa dalla Russia a marzo.

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Ad agosto l’esercito ucraino aveva faticato a respingere l’offensiva dei ribelli su Mariupol e le molte vittime avevano indotto il presidente, Petro Poroshenko, ad acconsentire alla tregua firmata il 5 settembre.

I ribelli controllano già l’aeroporto di Mariupol e stanno intensificando la loro offensiva per conquistare la città.

Per l’alto rappresentante della politica estera Ue, Federica  Mogherini, l’attacco a Mariupol “è una ulteriore escalation del conflitto che ha conseguenze tragiche per la popolazione che già soffre da tempo e potrebbe inevitabilmente portare a un ulteriore deterioramento delle relazioni Ue-Russia”.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha anticipato il rientro dall’Arabia Saudita (dove si trovava per i funerali di re Abdullah) per poter partecipare domenica a una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza.

avvenire.it