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Tutto gratis? Distinguo. E memoria grata

Fuori serie. Martedì mattina alle 11 sono al Pronto Soccorso del “Santo Spirito”, in Roma: non riuscivo a fermare il sangue da una ferita alla mano. Prendo un biglietto numerato e dopo 3 (tre!) minuti entro: medico e infermiera gentilissimi, disinfezione, sutura, fasciatura mentre si conversa cordialmente. In dieci minuti tutto a posto. «Grazie! Quanto debbo? Niente!» Neppure il ticket! Proprio quel giorno sui giornali – anche ieri, per esempio “Corsera”, p. 16 – note varie perché per il presidente Monti a sostegno della sanità del futuro servono «nuovi finanziamenti». “Avvenire” ha subito scritto che «Monti non ha fatto altro che fotografare la realtà e dire la verità». Sì. Si mettano dei limiti a certa gratuità “totale” (come bene sottolinea il direttore proprio qua sopra): oltre un certo reddito è ingiusto essere trattati – ovviamente solo quanto al costo, non altro! – come disoccupati, “esodati”, famiglie numerose, gente in cassa integrazione ecc… Ovvio e giusto, vero? Secondo spunto, ancora fuori serie. Ieri su “La Stampa” (pp. 1, 36 e 37) il ricordo del vicedirettore Carlo Casalegno nel 35° anniversario del suo assassinio da parte delle Br. Proprio una settimana prima il caro collega Lamberto Furno, vaticanista del quotidiano torinese, uno di coloro che per il Concilio avevano dovuto inventarsi il nuovo “mestiere”, mi aveva portato a salutarlo nella sede romana di Via del Tritone, e tra l’altro avevamo parlato… di Pio IX! Casalegno «laico risorgimentale» – del resto come l’altro grande suo collega, Vittorio Gorresio – era interessatissimo alla sua storia e appunto ieri (p. 37: «Quella passione segreta per Papa Pio IX») Sergio Soave ricorda le centinaia di pagine scritte a mano da Casalegno, di notte, nei suoi ultimi dieci anni, e rimaste purtroppo incomplete, per una biografia di Papa Mastai. Una bella “memoria”…

avvenire.it