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Tu solo, Gesù, hai parole di vita eterna!

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

 

ROMA, domenica, 26 agosto 2012 (ZENIT.org).

Lettura

Il discorso sul “pane di vita” fatto da Gesù si conclude in modo drammatico. Il suo aver messo in relazione il dono del pane eucaristico con il fallimento della croce, scandalizza al punto che «molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui».Gesù però non fa nulla per annacquare il suo Vangelo, anzi, propone ai Dodici una domanda decisiva: «Volete andarvene anche voi?».Pietro, come portavoce degli altri apostoli ma anche a nome di tutti i cristiani che danno credito a Gesù pur non comprendendo sempre il suo messaggio, gli risponde: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna».

Meditazione

Se prendessimo sul serio la santa Messa domenicale e partecipassimo ad essa non come ad una cerimonia cui siamo tenuti da un precetto della Chiesa, ma come al rinnovarsi per noi del sacrificio salvifico di Cristo, anche noi, come Pietro, saremmo finalmente convinti di non avere alternative che tengano. Nulla e nessuno ci sarebbe più caro di Cristo; e niente varrebbe quell’ora passata con lui. Non mancheremmo all’appuntamento settimanale, per ascoltare avidamente Gesù che ci parla, certi che solo lui ha parole che salvano e danno la vita. Tutto nella Messa sarebbe importante per noi, incentivandoci ad essere assidui e puntuali ad essa. La Parola sarebbe ascoltata per impostare su di essa le scelte importanti che determinano la nostra esistenza. Le preghiere che si succedono durante la Messa, avrebbero un’eco profonda nel nostro cuore, reso finalmente «partecipe delle gioie e dei dolori degli altri».La Comunione non si ridurrebbe al momento nel quale prendiamo l’Ostia, ma diverrebbe l’apice di un’esperienza continua e indubitabile della presenza di Gesù in noi. La stessa consacrazione andrebbe oltre il gesto e le parole rituali, che cambiano il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo, per divenire proposta esemplare di vocazione cristiana. Allora, all’invito di Gesù: «Fate questo in memoria di me»,non si risponderebbe con la semplice ripetizione del rito dell’ultima Cena, ma con l’impegno radicale per fare di tutta la nostra vita un annuncio credibile del mistero pasquale. Così, per rifarci alla seconda lettura: è dall’Eucaristia e nell’Eucaristia che gli sposi imparano ad amarsi «come anche Cristo ha amato la Chiesa, e ha dato se stesso per lei».Anche i coniugi cristiani potrebbero rivolgersi a Gesù dicendogli: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna», e solo su di esse può basarsi la loro fedeltà reciproca e l’impegno a fare di ogni famiglia una chiesa domestica.

Preghiera

Solo in Gesù, mio Signore e mio Dio, riposa l’anima mia: da lui la mia speranza. Lui solo è mia roccia e mia salvezza, mia difesa: non potrò vacillare. In Gesù è la mia salvezza e la mia gloria; il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Gesù, mio Dio e mio tutto (dal Salmo 62).

Agire

Anche durante le vacanze, organizzerò il mio tempo in modo che nessuno in famiglia abbia impedimenti per partecipare alla Messa domenicale.

Meditazione del giorno a cura di P. Salvatore Piga, osb, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART.