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Tra “primarie” e “paritarie” applausi e solite invettive

Ieri su “Repubblica” (p. 1 e ampio seguito interno) esultanza ammirata per gli “eventi” della domenica, e non si tratta di calcio… Nessuno – leggi – è come noi italiani! Primi, anzi primari… Puoi anche essere d’accordo, ma la materia è vasta su due versanti: del meglio o del peggio… Per quest’ultimo subito un esempio. «È arrivata la stretta sull’Imu per le scuole paritarie cattoliche e non profit, che saranno esentate solo nel caso la loro retta sia gratuita» (“Corsera” 25/11, p. 2). E già: una retta… «gratuita»? Una follia dal punto di vista logico. Eppure è lì, nero su bianco, e discende da una norma di chiarimento che a, quanto si vede e come in queste pagine si è già notato, non chiarisce poi tanto bene. Sempre lì (p. 13) leggi che per essere esenti occorrerebbero «rette simboliche». L’articolo è giustamente problematico. Dunque un problema per tutti? Non per “Repubblica”, ove domenica in prima e ampio seguito a p. 11 G.L. Pellegrino è tutto indignato perché «il rigore economico si scioglie come neve al sole se a chiedere sono le gerarchie cattoliche». Protesta perché «il Governo» con «piano ordito e consumato» – i malvagi! – e con «gravissima ferita nei rapporti istituzionali… si auto attribuisce con codicillo una delega per ridare alla Chiesa (sic!) il regalo indebito». Ecco il vero nemico delle “istituzioni”: la Chiesa! Qualche “ma”? Ma… le scuole paritarie (che non sono solo cattoliche) dai tempi del governo di centrosinistra – correva l’anno 2000 – non fanno per legge democratica e repubblicana a firma Luigi Berlinguer ministro, parte della «Scuola pubblica»? No: sono roba della «Chiesa»! Ma… è noto – anche se “Repubblica” non lo scrive mai – che le paritarie non statali fanno risparmiare allo Stato più di 6 miliardi all’anno… «Chissene…!» per “Repubblica”, che per l’occasione fa sua senza dirlo l’antico «me ne…!» del ventennio, che per lo meno era più sincero.

avvenire.it