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Tra palestinesi e israeliani segnali di disgelo

Il presidente dell’Autorità palestinese (Ap), Abu Mazen, ha annunciato che si asterrà temporaneamente dal portare avanti azioni unilaterali alle Nazioni Unite e che rinuncerà anche ad appellarsi alla giustizia internazionale. Tutto per dare una possibilità agli sforzi di pace portati avanti dal presidente statunitense, Barack Obama, e dalla sua Amministrazione. Come riferiscono fonti palestinesi citate dalle agenzie internazionali, per un periodo di circa due mesi il presidente Abu Mazen e l’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) sospenderà la domanda di adesione della Palestina alle organizzazioni internazionali e agli uffici giudiziari competenti, sebbene lo status di Stato osservatore non membro garantisca tale diritto. I palestinesi potranno comunque presentare la loro candidatura alla Corte penale internazionale e alla Corte internazionale di Giustizia. La notizia potrebbe rappresentare – secondo gli analisti – una punto di svolta nel dialogo indiretto tra israeliani e palestinesi, dialogo che si è raffreddato dopo il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite della Palestina quale Stato osservatore non membro nel novembre 2012. Nella sua recente visita in Vicino Oriente, Obama ha rilanciato l’impegno per la ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi in vista della soluzione dei due Stati per due popoli. Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha annunciato pochi giorni fa la sua nuova missione in Medio Oriente, che toccherà la Turchia, Israele e i Territori palestinesi in Cisgiordania. Martedì prossimo Kerry dovrebbe incontrare Abu Mazen a Ramallah. (©L’Osservatore Romano 6 aprile 2013)