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Tiro al piattello e dito nell’occhio? No, grazie!

Tiro al piattello, come alle Olimpiadi, ma poi il dito nell’occhio. Ieri su “Repubblica” (p. 32) “doppietta” da collezione: cervelli illustri mostrano totale incapacità di capire chi pensa diversamente da loro. Apre Chiara Saraceno – “La procreazione davvero responsabile” – sparando su “Avvenire”, rimproverato per «consueta pesantezza di toni» e accusato di «agitare lo spauracchio dell’eugenetica» perché non approva la necessità che «l’Italia adegui la legge 40… ai rilievi della Corte europea dei diritti dell’uomo». Nessun ragionamento: solo il “marchio” di pesantezza e di maligna volontà di impaurire. Chi la pensa diversamente da lei è in errore! Non basta. Lì sotto, stessa pagina, c’è “l’amaca” di Michele Serra, disperato: «Il fatto stesso che un cattolico più vicino alla società che ai dogmi» sia contro il «testamento biologico» come lo intende lui «vuol dire che non c’è più speranza». Lui apprezzava Maria Grazia Guida, vicesindaco di Milano nella Giunta Pisapia, ma ora la stessa ha manifestato dubbi sul “testamento biologico”! Anche qui nessun ragionamento, solo la pretesa di attribuire all’altro, “Avvenire” o “vicesindaco” che sia, un’opinione razionalmente immotivata, “dogma” clerical-cattolico imposto a tutti. Anche Serra mette “il dito nell’occhio”: «il mondo cattolico… vuole costringere il resto del mondo a vivere e a morire secondo leggi che non gli appartengono» confondendo «leggi dello Stato e volontà della Chiesa, un vero e proprio oltraggio inferto ai milioni di italiani non cattolici»! È davvero così? Chi fa le leggi in Italia, “Avvenire”? La Cei? Serra è entusiasta di ciò che pensano e dicono i valdesi. È libertà! O per lui, finché la Chiesa ha il diritto di parola, e i cattolici di opinione e di voto, tutto è ipocrisia e violenza e i non cattolici sono senza diritti? Forse non è così, vero?

a cura di Gianni Gennari – avvenire.it