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Teologia. Le virtù, la libertà volta al bene

«La virtù è una disposizione abituale e ferma a fare il bene. Con tutte le proprie energie sensibili e spirituali la persona virtuosa tende verso il bene. Quattro virtù hanno funzione di cardine. Per questo sono dette “cardinali”. Tutte le altre si raggruppano attorno ad esse». (Catechismo 1803. 1805)
La libertà morale non è solo negli atti buoni deliberati e compiuti: libertà «per il bene». È ancor più negli atteggiamenti buoni che la costituiscono e qualificano: libertà «nel bene». Essi consistono nelle virtù morali, quali disposizioni abituali (habitus) della libertà al bene: ciascuna virtù a un bene particolare. Per esse la libertà diventa buona ed è disposta a ben operare. Le virtù infatti strutturano la libertà morale della persona e la volgono al bene. Come tali costituiscono un potenziale di azione, che facilita e rende spontaneo e piacevole fare il bene.
Le virtù sono tante quanti sono i beni o fini virtuosi che le specificano. Esse sono comprese e ordinate in rapporto alle quattro virtù cardinali, perfezionatrici delle facoltà o potenze operative della persona: dell’intelligenza pratica la prudenza, della volontà la giustizia, delle passioni di concupiscenza (desideri) la temperanza, delle passioni d’irascibilità (reazioni) la fortezza. Così da integrarle tra loro, rapportando le passioni al volere intelligente della persona. Le virtù crescono attraverso gli atti virtuosi e crescendo li favoriscono, in una circolarità reciprocamente suscitatrice. Di qui l’importanza dell’azione educativa, volta all’acquisizione e allo sviluppo delle virtù in età evolutiva e al loro consolidamento in età adulta.
Una morale attenta alla persona è una morale della virtù, più che della legge. Essa è volta a rendere buono il soggetto prima che le azioni, sviluppando abiti virtuosi che conformano e muovono la libertà al bene. In linea con la pedagogia evangelica, che mira all’«albero» prima che ai «frutti», nella convinzione che se l’albero (il soggetto e la sua libertà) è buono, anche i frutti (le azioni) lo saranno (cf Mt 7,17-18). In questa pedagogia la legge è in servizio delle virtù, della loro istruzione e determinazione intelligente al bene.

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