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Teologia: Il bene deve essere fatto

«La giustizia consiste nella volontà costante e ferma di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. L’uomo giusto si distingue per l’abituale dirittura dei propri pensieri e per la rettitudine della propria condotta». (Catechismo 1807. 1836)
La seconda virtù cardinale è la giustizia, che perfeziona la facoltà operativa della volontà, polarizzandola – in modo «costante e fermo» – sul dovuto. La volontà è il timone della vita morale, che garantisce la rotta. Senza timone puntato sulla rotta la nave è in balia delle onde. La rotta vincola e il timoniere si lascia vincolare, per la stabilità della nave e l’arrivo a destinazione. Fuori metafora, la rotta è il bene morale come fine e come via al suo raggiungimento. Bene contrassegnato dal dovere: bonum faciendum, il bene deve essere fatto. La giustizia è la virtù del connubio della volontà col dovuto. Per la sua bontà e rettitudine e il conseguimento degli scopi, la volontà si lascia vincolare dal dovere che ogni bene comporta. Dovere fatto vedere dalla ragione, di cui la volontà è alleata. La giustizia assicura quest’alleanza. Per la quale la volontà è stabilita nel bene dovuto e diventa essa stessa giusta. E dal momento che la volontà esprime il soggetto, questi è giusto, la persona è giusta. Quando invece s’allenta o si rompe l’alleanza con la ragione, la volontà è senza vincoli, perde stabilità. Non vede più il bene morale, è sedotta dal bene utile e conveniente. Il timone è senza rotta, in balia dei venti delle passioni. La giustizia assicura la coscienza del dovere nella vita morale. Non esiste una morale senza doveri. Di qui il ruolo cardine della giustizia, che sottostà ad ogni volere morale. È questo il significato della giustizia come virtù cardinale.
C’è però anche un significato particolare, legato al diritto nelle relazioni con gli altri. Quando il bene prende la forma del diritto (ius) la giustizia è virtù di riconoscimento e rispetto del dovere (debitum) che ogni diritto comporta. Il diritto è ciò che appartiene a una persona come bene proprio, in ragione della sua dignità o di un titolo di proprietà. La giustizia se ne fa carico, dando a Dio e all’uomo ciò che è loro dovuto.
avvenire.it