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Teologia: e la legge mise le radici nel cuore

«La legge evangelica è opera di Cristo e trova la sua espressione particolarmente nel Discorso della montagna. Essa “dà compimento” alla legge antica, la purifica, la supera e la porta alla perfezione» (Catechismo 1965. 1967).
La legge antica diventa nuova per l’opera redentrice di Cristo e rigenerante dello Spirito. Per l’opera di Cristo essa prende forma evangelica. Gesù la abroga nei suoi contenuti religiosi e convenzionali: la nuova alleanza comporta un nuovo culto e libera dal giogo di usi e tradizioni. Nei suoi contenuti morali invece la purifica da tutte le imperfezioni, le decurtazioni e i formalismi, riportandola al progetto originario divino. Di essa Gesù dice che «non è venuto ad abolirla ma a darle compimento» (cf Mt 5,17). Questo consiste anzitutto nella misura di totalità del bene comandato dalla legge. Non basta evitare il male, non basta fare del bene. Occorre fare tutto il bene possibile, che Gesù esplicita in vari modi, dandone personale testimonianza. Ogni «ma io vi dico» del Vangelo – contrapposto all’«avete inteso che fu detto» – è espressione di un bene migliore rispetto a quello comunemente inteso. Il compimento prende inoltre forma d’interiorità: il bene e la legge mettono radici nel cuore, il centro della vita morale, dove si formano le intenzioni, i giudizi e le decisioni e da dove emergono fuori in atti e comportamenti. Gesù è venuto a sanare la durezza di cuore, che impedisce alla legge d’incidere in profondità e al bene di far valere tutta la bontà. Il compimento concerne altresì il fine della legge e del suo adempimento: il regno dei cieli, espressamente delineato dalla pagina delle beatitudini, posta da Gesù all’inizio del Discorso della Montagna, la magna carta della morale evangelica. La legge evangelica è imperativo di vita eterna.
Essa è centrata sulla carità: l’amore di Dio e del prossimo. Ha nella perfezione del Padre la misura inarrivabile del suo adempimento. Abbraccia tutto il Vangelo, perché tutta la parola di Gesù è da «ascoltare e mettere in pratica» (Mt 7,24). Include le catechesi morali neotestamentarie, che trasmettono l’insegnamento del Signore con l’autorità degli Apostoli.

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