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Tanzania: dai vescovi una banca locale per sostenere lo sviluppo

Si tratta di una «strategia della Chiesa per colmare il divario sempre più ampio tra responsabilità in crescita e risorse in calo». È con questo spirito, sottolineato dal cardinale Polycarp Pengo, arcivescovo di Dar es Salaam, che la Chiesa cattolica della Tanzania ha fondato la prima banca commerciale. Il nuovo istituto bancario è stato chiamato significativamente «Mkombozi», che vuol dire «emancipazione» in kiswahili. «Per oltre un secolo», spiega il cardinal Pengo, «la nostra Chiesa è stata dipendente unicamente dagli aiuti del Vaticano, mentre ora diventa sempre più necessario cercare fondi anche a livello locale». Detto, fatto. E con una scelta inconsueta e d’avanguardia. Quella appunto di dotarsi di uno strumento, come quello dell’istituto bancario, che nessuna Chiesa d’Africa aveva sinora osato sperimentare. L’obiettivo principale della nuova banca è dichiarato apertamente: sostenere e finanziare iniziative e progetti della Chiesa tanzaniana, che rappresenta circa il 24 per cento della popolazione ed è impegnata su più fronti. Oltre che dedicarsi all’opera di evangelizzazione e a quella pastorale, la Chiesa gestisce in questo vasto Paese molte strutture in campo educativo e in ambito sanitario. Non si tratta, precisa lo stesso cardinale, di una banca di cattolici o per cattolici. La Mkombozi Bank, infatti, è aperta a tutti coloro che necessitano di servizi bancari affidabili. Il cardinal Pengo invita tutti i cittadini tanzaniani, cristiani, musulmani o atei, ad aprire un conto presso il nuovo istituto, che rispetta il normale regolamento bancario e ha firmato accordi con altre banche della Tanzania, affinché i clienti possano avere accesso al proprio credito ovunque nel Paese. Dall’altro lato, si precisa che la banca sarà finanziata esclusivamente dalla popolazione locale, senza fondi esteri. «La Chiesa cattolica», afferma il cardinale, «crede che, per servire al meglio la popolazione, questo genere di iniziative siano inevitabili». E ha ricordato che quella della banca è solo una delle tante attività della Chiesa che, con vari strumenti e progetti, sta dando un importante contributo alla lotta contro la povertà. In questo senso, la Mkombozi Bank propone ai propri clienti anche servizi di carattere finanziario e manageriale. Con un occhio di riguardo per i contadini e in generale per le popolazioni delle regioni rurali, dove la lotta alla povertà e all’arretratezza è più urgente. Quest’attenzione si inserisce in un progetto più ampio varato dal Governo tanzaniano con lo slogan «Kilimo Kwanza» («agricoltura innanzitutto»), che ha l’obiettivo di sostenere il lavoro agricolo anche dei piccoli contadini per ridare vitalità al mondo rurale. Un modo, anche questo, per frenare il processo di esodo dalle campagne verso le grandi città e il fenomeno dell’urbanizzazione selvaggia, che interessa sempre più anche le principali città della Tanzania.

Anna Pozzi – jesus maggio 2010