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L’omelia ora si legge su Whatsapp. “Il via di Francesco con un clic”

Padova, 16 febbraio 2016 – DIECI anni fa fece scalpore la notizia dei primi sacerdoti che dialogavano con i fedeli via email. Oggi anche la predica arriva per via telematica, basta iscriversi al servizio e scaricare la app, ribattezzataWhatsAppomelia , originale modalità di comunicazione che parte dalla diocesi di Padova.

L’omelia dal pulpito virtuale viene diffusa attraverso i nuovi media. Arriva sotto forma di brevi contenuti multimediali da condividere su Facebook, Twitter, Youtube ma soprattutto tramite WhatsApp. L’iniziativa parte dalle pagine del sito www.unattimodipace.it e ha avuto una benevola accoglienza persino in Vaticano. Gli utenti contattati via whatsapp hanno risposto assicurando che avrebbero a loro volta rilanciato il messaggio. «Si tratta di un nuovo format pastorale, adatto agli adulti che hanno tempi brevi di fruizione e attento all’uso in mobilità», ha spiegato il coordinatore del progetto don Marco Sanavio.

ANCHE IL VESCOVO di Padova, Claudio Cipolla, utilizza questo strumento: la sua riflessione nella prima domenica di Quaresima ha superato le diecimila visualizzazioni in 12 ore. Il binomio chiesa multimedialità ha sempre incuriosito. Con il boom dei primi fornitori di servizi gratuiti di posta elettronica, dieci anni fa, fu lanciata l’idea (poi rivelatasi una bufala) di un confessionale online, allora si trattava di confidare i peccati al sacerdote via email e ricevere, sempre per via telematica, la benedizione, se non proprio l’assoluzione. Non partì mai.

PENSATA per agganciare i fedeli distanti e in soggezione, avvicinandoli alla parrocchia, si rivelò impraticabile in quanto, per impartire un valido sacramento, si disse, occorreva il contatto diretto tra il confessore e il fedele.

Oggi con il boom dei social network, le omelie arrivano direttamente via WhatsApp. Don Marco, confidando nella bontà del progetto, l’ha portato diligentemente in piazza San Pietro, ed è riuscito ad avvicinare il Santo Padre.

CONVINTO che questo possa essere uno strumento utile alla missione pastorale «adatto agli adulti che hanno tempi brevi di fruizione e attento all’uso in mobilità», il sacerdote si augura che «chi riceve questa comunicazione possa contribuire a diffonderla, con i meccanismi tipici della comunicazione digitale». Ed stato nientemeno che Papa Francesco, con un tocco dell’indice sul tablet di don Marco, a dare il via al sito in versione quaresimale durante l’udienza generale dell’11 febbraio scorso.

IL PRETE ha potuto spiegare brevemente al Pontefice il senso dell’iniziativa e gli ha chiesto di accompagnarla con la sua benedizione, aggiungendo che verrà diffusa anche tra le persone detenute del carcere, assecondando un preciso desiderio del Santo Padre.

fonte: quotidiano.net