Vino e olio, l’11 maggio è festa in tutte le regioni

(ANSA) – ROMA, 05 MAG – Tutto pronto per la nona edizione della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, in programma il prossimo 11 maggio. L’iniziativa, ideata nel 2011 dall’Associazione italiana sommelier (Ais), è organizzata in ogni regione all’interno di edifici di alto valore storico e artistico, scelti in base ad un preciso legame con il mondo del vino e dell’olio. 

Oggi il rapporto del vino, riferito al 2018, rileva almeno 14 milioni annuali di accessi enoturistici tra escursioni e pernottamenti con un giro d’affari di 2,5 miliardi. Le attività della manifestazione, regolamentata da un protocollo d’intesa firmato dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, da quello della cultura (Mibac) e dal dicastero per le Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft) con l’Associazione italiana sommelier, prevedono momenti formativi, mostre, degustazioni con la finalità, spiegano gli organizzatori, di rispondere alle nuove domande del pubblico in tema di turismo enologico mediante la conoscenza dei costumi di altri luoghi e il riavvicinarsi alla tradizione enogastronomica arricchendo in questo modo il bagaglio culturale attraverso il vino e l’olio. (ANSA).

In viaggio con gusto: fra 160 cantine ed enoteche da sogno

Montalcino ti appare dalla strada di sotto come un paese enorme, arroccato su una montagna. Guardi il navigatore, e mancano ancora 8 chilometri, ma il paese è davanti a te e, anche se le nuvole basse di questa fine inverno coprono l’orizzonte, il fascino è irresistibile. Montalcino è calore, arte, comunità, ma soprattutto vini e cucina. Quest’anno ho avuto il privilegio di stare nel cuore di questo paese, ovvero al Giglio in via Soccorso Saloni 5, che è albergo, ristorante suggestivo, familiare, con le camere in legno e le finestre che guardano calanchi profondi e orizzonti fantastici. Ho scoperto che a Montalcino tutti i locali della via Matteotti hanno finestre ampie su quella vallata, da cui scorgi boschi, chiese antiche… e naturalmente vigneti. Montalcino vista da qui è una magia: di fronte c’è la panetteria Lambardi che sforna pane dal 1915, più avanti apre le porte una delle enoteche più belle che abbia mai visto, sogno di ogni enofilo che si rispetti: l’Enoteca di Piazza. Andrea Fedolfi e Silvana Pallari, i titolari che hanno aperto questo luogo, ti permettono di assaggiare anche 100 Brunello diversi, grazie a un sistema di conservazione delle bottiglie aperte, che è eccezionale. C’è persino il Brunello di Montalcino di Soldera, che svetta anche in altre enoteche e botteghe della città. Davanti alla Fortezza, ad esempio non perdetevi l’Enoteca Franci, storica sosta così come l’enoteca omonima dentro la stessa fortezza. Il caffè di Montalcino è per tutti Alle Logge, mentre il locale storico è la Fiaschetteria dal 1888. C’è da perdersi fra vicoli e piazze e se volete mangiare, stando nel centro città e girando a piedi, sappiate che la cucina del Giglio della famiglia Machetti è da provare: classica, con tutte le portate ilcinesi che si rispettano. Ma sta piacendo anche l’Enoteca Osteria Osticcio, sempre nella medesima via Matteotti. Un nostro locale del cuore è invece il Boccon Di Vino, appena fuori, dove abbiamo assaggiato una maestosa pappa al pomodoro, ma anche la carabaccia (zuppa di cipolle) e l’Antico Peposo alla Brunelleschi. Se cercate un posto fascinoso per Pasqua, scegliete il Castello di Velona Resort, l’Abbazia in località Velona di Castelnuovo dell’Abate. E che dire dei due locali, uno quasi di fronte all’altro, di Sant’Angelo al Colle, paesino raccolto a 10 chilometri dal centro di Montalcino. Il primo, più elegante, si chiama il Leccio, il secondo, che abbiamo provato con grande soddisfazione, è la trattoria Il Pozzo delle sorelle Franca e Paola Binarelli. Sono spettacolari i salumi e le carni, che si procurano dall’azienda Poggio Stenti di Montenero d’Orcia, dove producono anche un grande rosso della doc Muntecucco. Qui siamo nel punto della Val d’Orcia che incontra la Maremma: Grosseto dista una quarantina di chilometri. Al Pozzo ordinate la fiorentina, oppure i pinci al ragù e gli gnocchi di patate (buonissimi). I crostini toscani e i fegatelli come li fanno qui difficilmente si trovano altrove, ma anche la scottiglia di pollo e il coniglio. Con i dolci caserecci uscirete felici. A questo punto non rimane che il vino. Ma come si fa a citare 160 cantine? Alla manifestazione Benvenuto Brunello abbiamo assaggiato, quest’anno, i campioni dell’annata 2008, che promette molto bene e merita le quattro stelle che nell’anno della vendemmia le furono assegnate. Ora non rimane che cercare, fra i produttori di questa terra benedetta, il bicchiere che fa per voi, senza dimenticare il piacere di un Moscadello.