Terremoti: scossa del 5.1 nel sudest dell’Iran

(ANSA) – TEHERAN, 16 OTT – Un terremoto di magnitudo 5.1 sulla scala Richter ha scosso la città iraniana di Yazdansha, nella provincia di Kerman, alle 15.16 ora locale, ha detto il capo della Società della Mezzaluna Rossa della provincia sudorientale Reza Fallah, citato da Irna.
La scossa, avvenuta a una profondità di 10 chilometri, ha scosso anche le vicine città di Zarand e Kianshahr.

“Alcuni vecchi edifici sono stati in parte danneggiati a causa del sisma e la gente si è precipitata in strada presa dal panico. Sul posto sono state inviate squadre di valutazione e mediche per conoscere l’ammontare dei danni e le possibili vittime”. (ANSA).
Offertecartucce Banner 

Forte scossa di terremoto alle 6,14 a Palermo, magnitudo 4.3: avvertita anche in provincia

Terremoti, Palermo, Cronaca

Una forte scossa di terremoto è stata registrata alle 6,14 di questa mattina a Palermo. Secondo l’Istituto di geofisica e vulcanologia il sisma ha avuto una magnitudo di 4.3.

La scossa, con epicentro in mare tra Termini Imerese e Cefalù e a una profondità di 6 km, è stata avvertita distintamente anche in provincia, soprattutto nella parte orientale e sulle Madonie. Altre due scosse di minore intensità sono state invece registrate pochi minuti dopo alle 6,23 e alle 6,39 di magnitudo 2 e 2.2. Decine le chiamate ai vigili del fuoco, ma al momento non risultano danni a persone o cose.

Un’altra scossa era stata registrata alle 19,14 di ieri di magnitudo 2.7, anche in questo caso con epicentro in mare a una profondità di 3 km.

gds.it 

Paura in Sicilia: forte terremoto avvertito nei pressi di Palermo

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita pochi minuti fa, alle 06:14, dalla popolazione in Sicilia, in particolare in provincia di Palermo.
Secondo la Sala Sismica INGV si è trattato di un terremoto ML 4.3 con epicentro sulla Costa Siciliana centro settentrionale, al largo di Cefalù, ed ipocentro ad una profondità di 6 km.

L’evento principale è stato seguito da due scosse lievi, di magnitudo 2.0 e 2.2, rispettivamente alle 06:23 e 06:39.

Decine le telefonate arrivate ai vigili del fuoco, ma al momento non si registrano danni ma solo tanta paura.
La scossa è stata avvertita lungo tutta la costa settentrionale della Sicilia, da Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, fino alla provincia di Trapani.

strettoweb.com

Haiti. Sale il bilancio delle vittime, quasi 1300 morti. L’appello del Papa

Quasi 1300 vittime ma ci sono ancora migliaia di dispersi. Francesco: “la comunità internazionale sia solidale”
Sale il bilancio delle vittime, quasi 1300 morti. L'appello del Papa

Reuters

Sono salite a 1.297 le vittime accertate del terremoto di magnitudo 7.2 che ha colpito Haiti due giorni fa e si scava ancora tra le macerie anche se con il passar delle ore si affievoliscono le speranze di trovare persone ancora vive. Gli ospedali hanno accolto oltre 5.700 feriti e sono ormai saturi. Il timore è che la situazione si possa ulteriormente aggravare nelle prossime ore, a causa del previsto arrivo della tempesta tropicale Grace.

Il primo ministro Ariel Henry ha dichiarato lo stato d’emergenza, la misura resterà in vigore per un mese in un paese già gravemente provato da una profonda crisi civile e politica: solo un mese fa l’uccisione del presidente Moise. Il terremoto di sabato è stato più forte rispetto al devastante terremoto del 2010 che ha ucciso più di 220 mila persone ma il suo epicentro è stato più lontano dalla capitale. L’epicentro del sisma è stato individuato a 8 chilometri da Petit Trou de Nippes, a una profondità di 10 chilometri ed alla prima scossa ne hanno fatto seguito altre, in uno sciame sismico che continua a scuotere l’isola. Stamane una seconda violenta scossa.

 

Reuters

 

L’appello di Papa Francesco: “la comunità internazionale sia solidale”

Il Papa all’Angelus ha pregato per la popolazione colpita dal terremoto. “Desidero esprimere la mia vicinanza a quelle care popolazioni colpite duramente dal sisma. Mentre elevo al signore la mia preghiera per le vittime rivolgo la mia parola di incoraggiamento ai sopravvissuti, auspicando che verso di loro si muova l’interesse partecipe della comunità internazionale – ha sottolineato il Papa, la solidarietà di tutti possa lenire le conseguenze della tragedia”.

Terremoto in Italia provincia di Reggio Emilia, paura e gente in strada: la situazione

La terra trema. È accaduto in provincia di Reggio Emilia. La scossa di terremoto dimagnitudo 3.3 ha preoccupato la popolazione. Tutto è avvenuto intorno alle 10.20 con epicentro a Castellarano e ad una profondità di 29 km, come ha reso noto l’Ingv. L’evento tellurico è stato avvertito anche nella provincia del Modenese ma fortunatamente non si registrano gravi danni.

Ha fornire tutti i dettagli, l’Ingv, ovvero l’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia, ma qualche preziosa informazione anche nelle testimonianze fornite da alcuni cittadini che hanno immediatamente diffuso la notizia sui social network. Non solo vicino a Reggio Emilia, ma anche a Modena centro, in particolare ai piani alti nella zona di San Faustino, a Fiorano e Scandiano.

E secondo quanto riportato dall’EMSC (Centro Sismologico Euro Mediterraneo), anche a Sassuolo dove il terremoto è stato “sentito, più che avvertito fisicamente” . Un’altra persona riporta di aver visto i mobili muoversi a 12 chilometri dall’epicentro. Ad Albinea segnalano un movimento “ondulatorio, una breve piccola scossa, seguita da una più intensa, della durata di 1 o 2 secondi”. A Fontana hanno segnalato di aver sentito i mobili e la casa “scricchiolare”.

Dunque stando a quanto riportato in web, l’epicentro del sisma è stato registrato a 4 chilometri da Sassuolo, dunque a 6 chilometri di Casalgrande e altri 6 da Fiorano Modenese e sempre in Emilia Romagna, ovvero in provincia di Piacenza, a Corte Brugnatella con una magnitudo pari a 2.0 e con ipocentro a 9 chilometri di profondità. Nessun danno registrato a cose o persone.

caffeinamagazine

Terremoto oggi a Reggio Emilia: scossa a Castellarano

Reggio Emilia, 13 dicembre 2020 – Scossa di terremoto questa mattina alle 10,20 di magnitudo 3,3. E’ stata registrata nel Reggiano: l’epicentro, secondo quanto riporta l’Ingv, a 3 chilometri a nord del comune di Castellarano.

Qualche minuto prima un sisma più leggero aveva interessato, sempre in Emilia, il Piacentino con epicentro a un chilometro da Morfasso e magnitudo 2,2. al momento non si registrano danni.

SALGONO A 26 I MORTI PER IL TERREMOTO DELL’EGEO

ansa

SI SCAVA TRA MACERIE ALLA RICERCA DI SOPRAVVISSUTI Si aggrava il bilancio dei morti in Turchia per la scossa di terremoto magnitudo 7.0 che ieri ha colpito le profondità del Mar Egeo, 14 chilometri al largo dell’isola greca di Samos. La Turchia registra il bilancio peggiore con almeno 24 vittime e 800 feriti, a Samos i morti accertati sono due studenti travolti dal muro di un edificio crollato. Le onde di un minitsunami hanno travolto negozi e abitazioni sulla costa turca. Si scava a mani nude tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti.

ANSA.it Emilia-Romagna Terremoto, scossa di magnitudo 3.4 a Correggio Terremoto, scossa di magnitudo 3.4 a Correggio

Una scossa di terremoto è stata avvertita a in Emilia. Secondo la stima dell’Ingv la magnitudo è stata di 3.4 con epicentro a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, a una profondità di 6 chilometri. Il sisma si è verificato alle 14.31.

La scossa è stata avvertita in particolare a Modena ai piani alti delle abitazioni, riferiscono testimoni all’ANSA. In città da parte della popolazione c’è stata qualche telefonata ai vigili del fuoco ma solo per richiesta di informazioni. Al momento non si segnalano danni.

Verifiche in corso su edifici. “La scossa si è sentita. È durata pochissimo ed è stata di tipo sussultorio, i lampadari non si sono mossi. Al momento non ci risultano danni, anche se sono scattati diversi allarmi nelle aziende. Ci siamo immediatamente attivati precauzionalmente coi nostri tecnici e la protezione civile. Stiamo già mettendo in atto in questi minuti tutte le verifiche opportune su edifici pubblici e in particolare sulle scuole”. Lo ha detto all’ANSA, Ilenia Malavasi, sindaca di Correggio.

“In corso verifiche, ma pare nessun danno rilevante”, scrive sui social il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Sisma di magnitudo 5 in Albania Media, due persone sono rimaste ferite, case danneggiate

 © ANSA


ANSA) – ROMA, 1 GIU – Una scossa di terremoto di magnitudo 5 ha colpito oggi l’Albania: l’epicentro è stato registrato a 12 km a sudest di Corizza, circa 165 km a sudest di Tirana, mentre l’ipocentro è stato individuato a 9,6 km di profondità. Lo rende noto l’Istituto geofisico americano (Usgs).
    Media locali riportano che due persone sono rimaste ferite, mentre il ministero della Difesa ha reso noto che almeno cinque case sono state danneggiate dal sisma.

Terremoto. Un container per monastero, le benedettine tornano a Norcia

Alcune suore benedettine che torneranno a Norcia nel container-monastero

Alcune suore benedettine che torneranno a Norcia nel container-monastero

Le monache benedettine tornano a Norcia dopo oltre due anni. Dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 erano state costrette a lasciare il monastero e ad andare ospiti delle consorelle di Trevi . Dal 10 febbraio, festa di santa Scolastica, prenderanno alloggio in un modulo di container adibito a monastero di clausura. La struttura è stato installato nel giardino dell’ex Santa Pace, a ridosso dell’edificio che continua ad essere inagibile. MonsignorBoccardo, alle 10.30 presiederà la Messa nel centro della comunità alla Madonna delle Grazie, prima di guidare una lunga processione fino alla nuova residenza.

Lo ha annunciato il vescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo. “È un momento atteso e importante – ha detto Boccardo – Le monache stavano facendo il conto alla rovescia per tornare e finalmente saranno di nuovo nella loro terra, condivideranno con la gente la precarietà e le difficoltà della ricostruzione post sismica. Sarà una presenza ulteriore, silenziosa, discreta e soprattutto orante della Chiesa tra i terremotati“.

Chiaramente soddisfatta madre Caterina Corona: “Siamo contente di tornare a Norcia e poterci riorganizzare come comunità, anche se nella provvisorietà – ha dichiarato all’Agenzia Sir -: siamo nate lì, e lì è la nostra vita. Torniamo per dare un segno di speranza alla gente che è molto provata, ma soprattutto per pregare per loro. È questo quello che possiamo fare”.

Madre Caterina Corona

Madre Caterina Corona

Madre Corona ne ha parlato anche a Vatican News (Radio Vaticana). I ricordi di quella giornata sono tuttora indelebili: la preghiera con le consorelle, il terremoto che esplode sotto i piedi “come una bomba” e poi tante scosse successive, fino alla decisione di abbandonare, accompagnate dai Vigili del Fuoco, la casa di sempre, il monastero. Da lì la lunga sosta a Trevi con le sorelle clarisse in preghiera e in opere di carità per la propria gente e ora, dopo oltre due anni, il ritorno. “Torneremo il 10 febbraio nel giorno della festa di santa Scolastica, sorella di Agostino e madre nostra” spiega suor Caterina. “Con il suo aiuto e la sua intercessione”, afferma la religiosa, “speriamo di poter ricominciare. Vorremmo imitare lei e la sua forza; vorremmo poter vivere insieme alla gente il terremoto come un’opportunità per rivedere la nostra vita e ricominciare”.

La vita ricomincerà dunque, ma per un’altra strada rispetto ai disegni e ai progetti iniziali delle suore. “Avevamo sempre sognato – racconta la religiosa a Gabriella Ceraso -una volta finito il restauro del nostro monastero, di poterlo dare in gestione e con il ricavato poter adottare una missione. Poteva significare dare un lavoro a tanti e per noi renderci utili a fratelli e sorelle lontane. Ma evidentemente Dio aveva per noi altri piani.” Nessuna certezza ora sul futuro, solo un desiderio spiega la madre badessa: “stare vicini alla gente e fare vita comunitaria”.

La vita in un container sarà vita a metà senza attività lavorative, ma servirà a trasmettere speranza e fiducia. Ne è convinta la madre badessa, spinta anche dalle suore più giovani. “Durante questi anni” racconta “siamo tornate spesso a Norcia e sempre in tanti ci hanno chiesto quando saremmo rientrate definitivamente. Credo sia importante per la comunità essere presenti: la vicinanza fisica può trasmettere speranza e fiducia per il futuro. C’è troppa gente che non ha più voglia di vivere: serve tornare a farsi vedere e soprattutto serve dire la Messa insieme e pregare insieme perché insieme si trova sempre la forza di andare avanti“.

Due benedettine cantano con il coro

Due benedettine cantano con il coro

Reportage. Terremoto Centro Italia, in strada metà delle macerie. E ricostruzione ferma

da Avvenire

Le macerie nella Zona Rossa di Amatrice il 10 agosto 2018, due anni dopo il terremoto (Ansa)

Le macerie nella Zona Rossa di Amatrice il 10 agosto 2018, due anni dopo il terremoto (Ansa)

Le macerie del terremoto? Nelle zone rosse del centro Italia ci sono ancora, mentre sono state rimosse negli altri centri colpiti dalle scosse. A quasi due anni e mezzo dal sisma che ha sconvolto il cuore della penisola, si procede ancora a velocità diverse. Con una sola, comune eccezione: restano immobili (o quasi) le tante zone rosse. I detriti infatti si vanno a rimuovere laddove sono di intralcio alla pubblica via o minacciano la pubblica incolumità ma si aspetta per portarle via laddove questa necessità non esiste perché la zona è ormai priva di abitanti o si è in presenza ad esempio di una frazione che forse non sarà mai ricostruita dov’era prima (e ancora si deve decidere se delocalizzarla o meno). Prendiamo il caso di Pescara del Tronto: è stato dichiarato che non potrà rinascere dove stava prima di essere distrutta dal sisma dato che il suo rischio idrogeologico è altissimo, quindi le macerie saranno sì portate via, ma senza fretta. Si punta invece a portare via subito le macerie da demolizione quando ciò può permettere a uno o più abitanti di rientrare negli edifici che avevano riportato danni lievi o agibili.

Le demolizioni a Castelluccio di Norcia (Perugia) (Ansa)

Le demolizioni a Castelluccio di Norcia (Perugia) (Ansa)

Tutte le macerie a terra che erano state originate dalle scosse di terremoto sono state rimosse nelle Marche, e questo già dallo scorso anno. Ma tantissime, poco meno della metà del totale (che è di 900mila tonnellate), sono quelle che ancora devono essere portate al deposito: sono quelle che derivano o deriveranno dalle demolizioni degli edifici, le quali vengono di volta in volta autorizzate dai Comuni ai fini della tutela della pubblica incolumità. Solo queste, conseguenti alle demolizioni, si stima siano circa 437mila tonnellate, di cui 207mila nel Maceratese e 230mila nell’Ascolano.

Le macerie ad Accumoli (Rieti)

Le macerie ad Accumoli (Rieti)

Fattore determinante, quando si parla di rimozione delle macerie, è la sottrazione dell’amianto dai detriti: si comincia già sul posto, e si prosegue anche in fase di raccolta di macerie, controllando se ne resta un po’ attaccato. Si controllo ancora se sia rimasto dell’amianto quando le macerie arrivano al deposito temporaneo. L’altro elemento fondamentale del processo di rimozione riguarda invece tutto ciò che attiene al campo dei beni culturali. La Sovrintendenza effettua sopralluoghi preventivi sui luoghi in cui giacciono i detriti del sisma, individuando le parti di particolare pregio artistico o storico o architettonico. Segue sempre l’assistenza dei tecnici della ditta che poi si occupa della raccolta. Le macerie, una volta arrivate al deposito, vengono accuratamente separate, si divide ad esempio il ferro dal legno, e così via, per tipologia di materiale, fino ai calcinacci che vanno in frantumazione. Ben il 99% di quei detriti finiti al deposito è stato recuperato.

Nell’Ascolano, invece, c’è stato un rallentamento nell’opera di rimozione, nel passaggio da Picena Ambiente (a cui la concessione è stata revocata) a Cosmari, che già si occupa di macerie nel Maceratese: ora la concessione del Cosmari è stata estesa con gli stessi vincoli anche per il Fermano e per l’Ascolano, usando su quel territorio le strutture di deposito utilizzate già prima da Picena Ambiente. Anche nel Lazio sono state rimosse tutte le macerie che erano a terra derivate direttamente dalle scosse. La stima iniziale totale era di un milione e 287 tonnellate, ne sono state portate vie 700.300 tonnellate. «Rimangono da rimuovere quelle che deriveranno da parziali demolizioni – sottolinea Wanda D’Ercole, che dirige l’ufficio ricostruzione del Lazio –. Stiamo lavorando a tappeto».

Antonio Iovino, direttore dell’ufficio ricostruzione dell’Abruzzo, sottolinea invece che si stimavano inizialmente 80mila tonnellate di macerie (esclusi i Comuni del Teramano, che le gestiscono autonomamente), principalmente nell’Aquilano e che ne sono state portate via circa la metà. Ora le attività sono bloccate per via della neve. Nel caso dell’Abruzzo, alle macerie del terremoto si devono aggiungere nel conteggio quelle dell’Hotel Rigopiano, spazzato via da una valanga il 18 gennaio di due anni che aveva fatto 29 vittime e lasciato 6.350 tonnellate di detriti da rimuovere.

I numeri del terremoto del 2016 in Centro Italia

6.0 la magnitudo del sisma che ha colpito Accumoli alle 3.36 del 24 agosto 2016

6.5 la scossa più forte, registrata il 26 e 30 ottobre 2016 con epicentro a Norcia

298 i morti complessivi del sisma, tutti vittime della prima scossa del 24 agosto

17mila le persone sfollate e assistite dalla Protezione civile in seguito ai tre terremoti

300mila gli immobili lesionati o inagibili nelle aree del Centro Italia colpite dal terremoto

3.587 le casette (soluzioni abitative di emergenza) consegnate ai sindaci

5mila segnalazioni di danni al patrimonio artistico tra cui anche chiese e la Basilica di Norcia

ETNA: DUE SCOSSE DI MAGNITUDO 2.4 E 2.2 A NORD-OVEST DI MILO

LIEVE SCOSSA IN SLOVENIA VICINO CONFINE, AVVERTITA A TRIESTE Due scosse di terremoto registrate questa mattina poco prima delle 7 sull’Etna dall’Ingv, magnitudo 2.4 e 2.2. I due eventi con lo stesso ipocentro: tra i 3 e i 4 chilometri a nord-ovest di Milo, a una profondità di 6 chilometri. Non si segnalano danni a cose o persone. Terremoto 2.4 registrato anche alle 5.03 con epicentro a 3 km da Dutovlje in Slovenia, al confine con l’Italia. La scossa avvertita anche a Trieste, riportano diversi utenti sui social. Non si hanno segnalazioni di danni.

Scossa di terremoto di magnitudo 5.2 in Molise. Alle 20:19 con epicentro a Montecilfone (Campobasso). Lievi danni ma nessun ferito

. © ANSA

Una scossa di terremoto è avvenuta alle 20:19 in Molise, con magnitudo 5.2. L’epicentro a Montecilfone, in provincia di Campobasso.

 

‘I molisani devono recuperare la tranquillità il prima possibile, perchè nonostante lo spavento legittimo e la paura per ora non si registrano che lievi danni e crepe e nessun ferito. La Protezione civile regionale sta coordinando tutto, è all’opera su tutto il territorio e pronta ad intervenire e a dare ogni conforto eventuale”, così all’Ansa il presidente della Regione Molise Donato Toma.

“Al momento non sono pervenute richieste di soccorso, né segnalazioni di crolli alle sale operative dei vigili del fuoco. Le squadre uscite in ricognizione hanno riscontrato per ora solo la caduta di alcuni cornicioni”: lo segnalano i Vigili del Fuoco in un tweet in relazione al sisma che si è avvertito questa sera in Molise.

Lievi danni alle case si sono registrati nel paese di Palata (Campobasso), dove secondo una prima ricognizione ci sono crepe nei muri e danni interni alle abitazioni. Quella di questa sera è la seconda scossa seria in meno di 48 ore: poco prima della mezzanotte di Ferragosto, una scossa di 4.7 era stata avvertita tra i Comuni di Palata e Montecilfone.

Tanta paura anche a Campomarino (Campobasso), dove in tanti sono scesi in strada. La scossa di terremoto è stata avvertita distintamente, e ci sono stati anche dei malori.

E’ stata avvertita anche in Campania la scossa. La sala di monitoraggio dell’Osservatorio vesuviano – informa la direttrice, la professoressa Francesca Bianco – è subissata dalle telefonate di cittadini preoccupati. Ampia l’area in cui il sisma è stato avvertito. A Napoli città come nell’entroterra vesuviano, ma anche nelle zone interne dell’Avellinese e del Sannio. Al momento non si ha notizia di danni a cose o persone. Nel capoluogo partenopeo la scossa è stata avvertita anche ai piani più bassi degli edifici.

La scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione anche a Rieti e nei comuni dell’Alto Velino, già devastati dal sisma del 2016.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA