La radio, il mezzo migliore per la didattica a distanza

La radio resta un mezzo indispensabile nei momenti di crisi, soprattutto nei Paesi in cui l’accesso a internet è difficile e riservato a pochi. Lo dimostra il programma per l’apprendimento a distanza per i bambini congolesi trasmesso dalla radio della missione Onu nella Repubblica Democratica del Congo. Le lezioni raggiungono gli studenti tramite le onde di «Radio Okapi». Il programma per l’apprendimento a distanza prevede inoltre che siano distribuiti dei kit di istruzione a tutti i 25 milioni di bambini congolesi in modo che possano continuare a seguire le loro lezioni nonostante la chiusura delle scuole a causa della pandemia da covid-19.

Il coronavirus ha dimostrato come ancora oggi nelle situazioni di emergenza la radio resta il mezzo più semplice ed efficace per raggiungere le persone in difficoltà. In Repubblica Democratica del Congo, così come in molti altri paesi africani, infatti, sono poche le persone che hanno accesso a internet, dunque nulla è più efficace della radio che ha invece una copertura nazionale. Neppure la televisione congolese arriva ovunque nel Paese.

In considerazione dell’emergenza educativa accentuata dal coronavirus, l’Unicef ha quindi contattato «Radio Okapi». «Hanno risposto immediatamente, molto entusiasti di questa idea. Si sono resi disponibili almeno due ore al giorno e alla fine ci hanno dedicato 15 ore a settimana, due ore dal lunedì al sabato e tre ore la domenica, il che è fantastico», dichiara Joelle Ayité, responsabile dell’ufficio Unicef per l’educazione in Congo. Radio Okapi si è impegnata a trasmettere sequenze didattiche sulle principali materie del ciclo primario, in particolare matematica, francese, lettura e scrittura, nonché educazione sanitaria, ambientale e di igiene. Per l’istruzione secondaria, l’accento è posto sulla matematica, il francese, la tecnologia, le scienze della vita e della terra e l’informatica.

«Questa iniziativa non solo manterrà gli studenti attivi, ma impedirà loro di perdere l’anno scolastico», ha dichiarato Willy Bakonga, ministro congolese dell’istruzione primaria, secondaria e tecnica. Oltre ai programmi educativi, la radio trasmette anche messaggi e programmi di prevenzione per il covid-19 per consentire ai bambini di acquisire conoscenze e pratiche che salvano la vita. «E la radio è importante — aggiunge Ayité — perché in realtà non raggiunge solo i bambini. Ai genitori piace sapere cosa ascoltano i bambini alla radio e spesso ascoltano con loro».

Dunque, attraverso questi programmi radiofonici, l’Unicef veicola una serie di messaggi per i genitori per ricordare loro il ruolo che svolgono in termini di benessere, salute, protezione, supervisione e monitoraggio dell’apprendimento, ma anche quando si tratta di giochi perché «stiamo parlando pur sempre di bambini e, nonostante la pandemia, è importante poter giocare con loro», aggiunge Ayité.

«L’istruzione è un diritto e il posto di un bambino è a scuola. L’apprendimento a distanza ci consentirà di offrire agli studenti l’opportunità di godere di questo diritto», ha affermato Edouard Beigbeder, rappresentante dell’Unicef nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite, la principale preoccupazione dei bambini congolesi è di poter tornare a scuola e trovare i loro compagni di classe. «Questo rappresenta quasi tutta la loro vita. È l’ambiente amichevole che hanno in aula a rassicurarli, è la routine scolastica che gli manca» conclude Beigbeder. In attesa di poter dunque tornare in classe è previsto che il programma “Okapi Ecole” li accompagni per i prossimi 6 mesi.

di Anna Lisa Antonucci / Osservatore Romano

Coronavirus: Locatelli, riaprirei scuole a settembre

“Personalmente penso che si possa fare una riflessione per posporre la riapertura delle scuole al prossimo anno”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, intervenuto a ‘Che tempo che fa’ su Rai2. Ma la decisione, ha precisato, “spetta al governo”. (ANSA).

Coronavirus. Scuole ancora chiuse, si punta su studio on line

Scuole ancora chiuse, si punta su studio on line e gemellaggi

Avvenire

Resteranno chiuse anche per tutta questa settimana, le scuole di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli. In Liguria le lezioni riprenderanno domani, ad eccezione della provincia di Savona, dove la campanella tornerà a suonare lunedì 9 marzo. Scuole chiuse anche lontano dalle zone contaminate dal virus. Fino a giovedì stop alle lezioni a Corigliano Rossano, dove tutti gli scuole, sia statali che paritari, saranno oggetto di un intervento straordinario di sanificazione, mirato a contenere il rischio di contagio. Scuole chiuse fino al 5 marzo anche a Pozzuoli, Bacoli e Quarto in provincia di Napoli. Per i sindaci si tratta di misure messe in campo «per rassicurare la cittadinanza», spaventata dalla diffusione del virus.

Intanto, l’Associazione italiana editori annuncia che «sono numerose le piattaforme per la didattica a distanza a disposizione gratuita delle scuole». «Sono oltre due milioni gli oggetti didattici digitali subito attivabili perché presenti nei libri di testo già adottati nelle scuole», spiega il vicepresidente Aie, Giovanni Bonfanti.

Le scuola online, però, secondo l’Associazione dei presidi Anp, rischia di restare «un semplice auspicio in quanto, tranne poche e lodevoli realtà, non è stata adeguatamente sperimentata e praticata negli anni», sottolinea il presidente Antonello Giannelli. «Anche questa emergenza – aggiunge – può quindi rappresentare un’occasione per fare investimenti e, soprattutto, aggiornamento del personale su questa importante tematica».

Coronavirus e riapertura scuole. Posticipare il rientro di alcune settimane come in Corea del Sud. Fenomeno globale

In Italia è da valutare serimante la dimensione globale del fenomeno collegata al mondo della scuola. Perchè non pensare a una chiusura in tutte le Regioni per alcune settimane?. In Corea del Sud riapertura di tutte le scuole è stata rinviata di due settimane.

Secondo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato ieri sera: in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, nelle province di Pesaro-Urbino e Savona l’attività didattica è sospesa fino all’8 marzo.

In sentesi le nuovo norme in vigore:

Restano chiuse le scuole nei Comuni della cosiddetta “zona rossa” (nella Regione Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia,Terranova dei Passerini; nella Regione Veneto: Vò).

Liguria (fatta eccezione per l’area di Savona dove la chiusura delle scuole durerà fino all’8 marzo) e Piemonte hanno comunicato che le attività didattiche sono sospese fino a mercoledì 4 marzo.

In Friuli Venezia Giulia la sospensione delle attività didattiche è stata prevista fino al giorno 8 marzo.

Nelle altre Regioni le attività riprenderanno regolarmente già da domani.

Ma in Corea del Sud, che ha una situazione molto simile a quella dell’Italia  le scuole restano chiuse. La riapertura di tutte le scuole in Corea del Sud è stata rinviata di due settimane, al 23 marzo. Secondo le autorità è il lasso di tempo necessario per lasciare il tempo all’epidemia di attenuarsi.

fonte: https://fai.informazione.it/026C1ACF-B92D-47AD-B4A5-ED9BC43B37F3/Coronavirus-e-riapertura-scuole-Posticipare-il-rientro-di-alcune-settimane-come-in-Corea-del-Sud-Fenomeno-globale