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Quindicina dell’Assunta. P. Toniolo: è percorso di misericordia

Pregare, anzi “respirare” Maria con i “due polmoni” della tradizione bizantina e di quella cattolica. È l’esperienza spirituale della Quindicina dell’Assunta, il periodo di preparazione alla solennità mariana del 15 agosto che ha alle spalle una storia plurisecolare. A Roma, la celebrazione, da stasera al 14 agosto, si tiene nella Basilica di Santa Maria in Via Lata. Alessandro De Carolis ne ha parlato con il mariologo padre Ermanno Toniolo, dell’Ordine dei Servi di Maria (da Radio Vaticana)

R. – La quindicina dell’Assunta possiamo dire nasca prima del Mille, nella liturgia costantinopolitana-bizantina, proprio per celebrare quella solennità che già dal VI sec. a Gerusalemme – e poi divulgata dall’Imperatore Maurizio in tutto l’Impero – è diventata la solennità dell’Assunta. Tutte le Chiese orientali – i copti egiziani, gli etiopi, i siri, i maroniti, i caldei, gli armeni, i greci, tutti – l’hanno sentita come la grande festa, e la festa delle feste di Maria: la “festa santa”, “la festa divina”, danno tante titolature… Per cui, vi si preparano sul serio, ben diversamente forse da noi occidentali, con un austero digiuno e con tanta preghiera. Nel rito bizantino viene chiamata “Piccola Quaresima della Madre di Dio”, in preparazione al 15, che è la “Pasqua” della Madre di Dio.

D. – Venendo al giorno d’oggi, volevo parlare di questo intreccio di testi bizantini e di testi d’ispirazione occidentale che danno luogo alla preghiera che viene fatta da oggi fino all’Assunta. E’ un modo, si dice, per respirare Maria con “due polmoni”…

R. – Innanzitutto, possiamo dire che la Chiesa bizantina, dall’inizio del sec. IX, quando ha introdotto una immensa riforma liturgica, ha composto anche un canone che è diventato popolare. Il cosiddetto canone della “Paraclisis” è stato composto da un monaco che si chiama Teosterico e viene ad essere una specie di implorazione di consolazione, di aiuto, di presenza materna della Madre di Dio su tutte le necessità,  prima di tutto spirituali, ma anche corporali e sociali. Accanto a questo antico “Paraclisis” di Teosterico, ne hanno aggiunto un altro del XIII secolo di Teodoro II Ducas Lascaris – grande canone, anche questo, di supplica – e tutti e due intrecciano la grande celebrazione di ogni sera. Noi cosa facciamo? La nostra mentalità occidentale davanti all’Assunta è troppo laicista e non abbiamo il senso di prepararci 15 giorni a questa grande festa. E allora, ecco che abbiamo introdotto testi con salmi per cantare insieme con le stesse parole e per supplicare con le stesse suppliche, insieme con loro, la Madre di Dio, che ci venga incontro.

D. – Qual è il percorso spirituale che viene proposto, che la Chiesa propone a chi celebra questa quindicina?

R. – Io credo, prima di tutto, un percorso di misericordia, di cui parla Papa Francesco. Chiedere la misericordia a Colei che è la misericordiosa, la Madre del Misericordioso: la misericordia per i peccati, la misericordia per le situazioni gravi che abbiamo – personali, familiari, sociali, internazionali. Ecco, quindi, è una preparazione, possiamo dire, di speranza e insieme di consolazione.

D. – In questi giorni si è celebrata la Gmg a Cracovia. I giovani che si accostano a Maria possono trovare in questa esperienza che li porta all’Assunta un modo per rafforzare la propria fede?

R. – Sai cosa ha detto il Papa a Cracovia? Che devono assumere lo stile divino della Madre di Dio. Quindi è lo stile di farsi vicini e di conseguenza un impegno quotidiano per seminare speranza, perché lo ha detto il Papa: voi siete i testimoni della speranza, i cultori e, possiamo dire, gli operatori futuri della speranza del mondo.