Che cos’è la Quaresima? Come si conteggia? Quali gesti si compiono? Quali le letture? Alla scoperta del tempo forte che inizia con il Mercoledì delle Ceneri e che prepara alla Pasqua

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima (foto Epa)

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima (foto Epa)

Il 14 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Come dice san Paolo, è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», si legge nell’orazione colletta all’inizio della Messa del Mercoledì delle Ceneri. Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento che «annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita», ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2018.

Il numero 40

Nella liturgia si parla di “Quadragesima”, cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».

Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona.

Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo. Tornando alla Quaresima, essa è un «accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire», ha spiegato Benedetto XVI nel 2011.

Le Tentazioni di Cristo nel deserto in una stampa parigina colorata del XIX secolo

Le Tentazioni di Cristo nel deserto in una stampa parigina colorata del XIX secolo

Le ceneri

Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, «con il digiuno quaresimale» è possibile vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.

Nel ricevere le ceneri l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente (dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio). La seconda formala rimanda agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19). La Parola di Dio evoca la fragilità, anzi la morte, che ne è la forma estrema. Ma se l’uomo è polvere, è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità.

Il Mercoledì delle Ceneri

Il Mercoledì delle Ceneri

Il rito ambrosiano

A differenza del rito romano, in quello ambrosiano non c’è il rito del Mercoledì delle Ceneri dal momento che la Quaresima inizia domenica 18 febbraio quando che vengono imposte le ceneri durante le Messe festive della giornata. Una delle particolarità del rito ambrosiano, durante la Quaresima, è quella dei cosiddetti venerdì ‘aliturgici’, parola tecnica che significa “senza liturgia eucaristica”. Chi entra, in un venerdì di Quaresima, in una chiesa di rito ambrosiano trova sull’altare maggiore una grande croce di legno, con il sudano bianco: simbolo suggestivo del Calvario e segno di abbandono. Si crea così un vero e proprio senso di vuoto, acuito dal fatto che per tutto il giorno non si celebra la Messa e non si distribuisce ai fedeli la comunione eucaristica.

Un momento di preghiera nel Duomo di Milano (foto Fotogramma)

Un momento di preghiera nel Duomo di Milano (foto Fotogramma)

I segni: digiuno, elemosina, preghiera

Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Esso «costituisce un’importante occasione di crescita», scrive papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima di quest’anno, perché «ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario» e «ci fa più attenti a Dio e al prossimo» ridestando «la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame».

Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone ». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi. Secondo papa Francesco, «l’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello».

La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». Per papa Francesco, «dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi».

L'elemosina è una dei segni della Quaresima (foto Ansa)

L’elemosina è una dei segni della Quaresima (foto Ansa)

Il conteggio dei giorni

Già nel IV secolo vi è una Quaresima di 40 giorni computati a ritroso a partire dal Venerdì Santo fino alla prima domenica di Quaresima. Persa l’unità dell’originario triduo pasquale (nel VI secolo), la Quaresima risultò di 42 giorni, comprendendo il Venerdì e il Sabato Santo. Gregorio Magno trovò scorretto considerare come penitenziali anche le sei domeniche (compresa quella delle Palme). Pertanto per ottenere i 40 giorni (che senza le domeniche sarebbero diventati 36) anticipò, per il rito romano, l’inizio della Quaresima al mercoledì (che diventerà “delle Ceneri”). Attualmente la Quaresima termina con la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo. Ma per ottenere il numero 40, escludendo le domeniche, bisogna, come al tempo di Gregorio Magno, conteggiare anche il Triduo pasquale.

La liturgia

Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l’“Alleluia”. Tuttavia la quarta domenica di Quaresima, quella chiamata del “Laetare”, vuole esprimere la gioia per la vicinanza della Pasqua: perciò nelle celebrazioni è permesso di utilizzare gli strumenti musicali, ornare l’altare con i fiori, le vesti liturgiche sono di colore rosa.

Il viola è il colore dei paramenti del sacerdote durante la Quaresima

Il viola è il colore dei paramenti del sacerdote durante la Quaresima

Le letture delle Messe domenicali

In questo Anno liturgico (ciclo B) la prima domenica di Quaresima rimanda ai quaranta giorni di Cristo nel deserto durante i quali il Signore viene tentato da Satana (Marco 1,12-15) e contiene il monito: «Convertitevi e credete nel Vangelo». In questa Domenica la Chiesa celebra l’elezione di coloro che sono ammessi ai Sacramenti pasquali. La seconda domenica di Quaresima è detta di Abramo e della Trasfigurazione perché come Abramo, padre dei credenti, siamo invitati a partire e il Vangelo narra la trasfigurazione di Cristo, il Figlio amato (Marco 9,2-10). La terza domenica di Quaresima riporta la cacciata dei mercanti dal tempio con la frase di Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (Giovanni 2,13-25). La Chiesa in questa domenica celebra il primo scrutinio dei catecumeni e durante la settimana consegna loro il Simbolo: la Professione della fede, il Credo. La quarta domenica di Quaresima presenta le parole di Cristo a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna»(Giovanni 3,14-21). Nella quinta domenica di Quaresima il Signore annuncia la sua morte e risurrezione con questa similitudine: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Giovanni 12,20-33). Infine c’è la Domenica delle Palme in cui si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e durante la quale viene letta la Passione di Cristo.

La 'Trasfigurazione di Cristo', dipinto di Giovanni Bellini nel Museo di Capodimonte a Napoli

La “Trasfigurazione di Cristo”, dipinto di Giovanni Bellini nel Museo di Capodimonte a Napoli

Quaresima e Battesimo

Da sempre la Chiesa associa la Veglia pasquale alla celebrazione del Battesimo: in esso si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Fin dai primi secoli di vita della Chiesa la Quaresima era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede per giungere a ricevere il Battesimo a Pasqua. Successivamente anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a Cristo. Nelle domeniche di Quaresima si è invitati a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, in modo che l’esistenza di ciascuno recuperi gli impegni di questo Sacramento che è alla base della vita cristiana.

Il Battesimo al centro della Quaresima (foto L'Osservatore Romano)

Il Battesimo al centro della Quaresima (foto L’Osservatore Romano)

Francesco: attenzione ai falsi profeti che fanno spegnere la carità

Ha per tema un versetto tratto dal Vangelo di Matteo “Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti” il Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2018. Bergoglio mette in guardia da «alcuni falsi profeti» che «inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo». Essi possono essere «incantatori di serpenti» che «approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro», afferma il Papa. Oppure possono essere «ciarlatani» che offrono «soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci: a quanti giovani è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni “usa e getta”, di guadagni facili ma disonesti!». Francesco indica anche ciò che può contribuire a spegnere la carità, il che si traduce in «mancanza di amore». Innanzitutto c’è «l’avidità per il denaro»; poi la «violenza» contro quanto è ritenuto «una minaccia alle nostre “certezze”: il bambino non ancora nato, l’anziano malato, l’ospite di passaggio, lo straniero, ma anche il prossimo che non corrisponde alle nostre attese»; l’incuria del Creato; e nelle comunità ecclesiali i segni di mancanza di carità sono «l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce ad occuparsi solo di ciò che è apparente, riducendo in tal modo l’ardore missionario». Come «dolce rimendio» il Papa propone la preghiera, l’elemosina e il digiuno.

Papa Francesco mentre riceve le Ceneri (foto L'Osservatore Romano)

Papa Francesco mentre riceve le Ceneri (foto L’Osservatore Romano)

Torna l’iniziativa «24 ore per il Signore»

Nel Messaggio per la Quaresima 2018 il Pontefice lancia la nuova edizione dell’iniziativa “24 ore per il Signore”. Un’«occasione propizia», la definisce Francesco, che «invita a celebrare il sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica». L’appuntamento quaresimale si svolgerà venerdì 9 e sabato 10 marzo ispirandosi al versetto del Salmo 130: “Presso di te è il perdono”. «In ogni diocesi – chiarisce Bergoglio – almeno una chiesa rimarrà aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della Confessione sacramentale». In passato, in occasione dell’iniziativa, Francesco aveva confessato alcuni penitenti nella Basilica Vaticana: quest’anno la celebrazione penitenziale con il Papa si terrà venerdì 9 marzo alle 17 nella Basilica di San Pietro. “24 ore per il Signore” è organizzata da cinque anni dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

Papa Francesco mentre confessa nella Basilica Vaticana durante un'iniziativa quaresimale (foto Siciliani)

Papa Francesco mentre confessa nella Basilica Vaticana durante un’iniziativa quaresimale (foto Siciliani)

Gli impegni del Papa

Francesco presiederà la Messa del Mercoledì delle Ceneri il 14 febbraio alle 17 nella Basilica di Santa Sabina a Roma, prima stazione quaresimale dove è presente una forte salita, simbolo degli sforzi necessari alla conversione del cuore. La processione penitenziale partirà alle 16.30 dalla chiesa di Sant’Anselmo. Domenica 18 febbraio inizieranno ad Ariccia gli Esercizi spirituali per la Curia romana a cui parteciperà anche Francesco, che saranno predicati dal sacerdote portoghese José Tolentino Mendonça, teologo e poeta, e che si concluderanno venerdì 23 febbraio. Venerdì 9 marzo alle 17 nella Basilica di San Pietro si terrà la celebrazione penitenziale presieduta dal Pontefice. Nel corso della Quaresima è prevista la visita a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo sabato 17 marzo nei luoghi di Padre Pio. Domenica 25 marzo il Pontefice presiederà la Messa della Domenica delle Palme e della Passione del Signore alle 10 in piazza San Pietro.

da Avvenire

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Papa, Messaggio per Quaresima: ogni vita che ci viene incontro è un dono

Ogni vita che ci viene incontro merita “accoglienza, rispetto, amore”, soprattutto se è “debole”. Così il Papa nel Messaggio per la Quaresima 2017 sul tema: “La Parola è un dono. L’altro è un dono”, in cui esorta a non essere prigionieri del denaro, che “non lascia spazio all’amore e ostacola la pace”. Nel testo, reso noto oggi, l’invito di Francesco è a seguire la Parola di Dio, “forza viva” capace di suscitare la conversione dei cuori verso i nostri fratelli.

L’altro è un dono, non un invisibile
Apriamo le nostre porte “al debole e al povero”, perché “l’altro è un dono”: solo così potremo “vivere e testimoniare in pienezza” la gioia della Pasqua. Questa l’esortazione del Papa nel Messaggio per la Quaresima, che inizierà con il Mercoledì delle Ceneri, il prossimo 1° marzo. Francesco si sofferma sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro, nel Vangelo di Luca. Proprio Lazzaro, spiega, ci viene presentato non come un “anonimo”, un “invisibile”, come di fatto è per il ricco, ma come un “individuo” a cui associare una storia personale, diventa “noto e quasi familiare”, cioè un “volto”. E, come tale, un “dono”, una “ricchezza inestimabile”, un “essere voluto, amato, ricordato da Dio”, anche se la sua concreta condizione è quella di un “rifiuto umano”.

Convertirsi e cambiare vita
La giusta relazione con le persone, prosegue il Pontefice, consiste nel “riconoscerne con gratitudine il valore”. Il povero alla porta del ricco non è quindi un “fastidioso ingombro”, ma un appello “a convertirsi e a cambiare vita”, aprendo “la porta del nostro cuore all’altro”, perché ogni persona è un dono, ”sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto”. La Quaresima diviene così “tempo propizio” per aprire la porta “ad ogni bisognoso” e “riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo”. Lo sguardo del Papa ricorda che “ognuno di noi” ne incontra uno sul proprio cammino: “ogni vita che ci viene incontro – nota – è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore”. La Parola di Dio ci aiuta ad “aprire gli occhi” per “accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole”.

Denaro, idolo tirannico che ostacola pace
Della figura del ricco, aggiunge Francesco, il Vangelo mette in evidenza le “contraddizioni”: non ha un nome, ma si comprende – con l’opulenza, la ricchezza eccessiva – quanto il peccato lo acciechi: in lui infatti si intravede “drammaticamente la corruzione del peccato”, che si realizza proprio nell’amore per il denaro, nella vanità, nella superbia. D’altra parte, ricorda il Papa citando l’apostolo Paolo, l’avidità del denaro è “la radice di tutti i mali”, il “principale motivo della corruzione” e fonte di “invidie, litigi e sospetti”. Il denaro, spiega, può arrivare a “dominarci, così da diventare un idolo tirannico”: invece di essere uno “strumento” al nostro servizio per “compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri”, può asservire “noi e il mondo intero” ad una logica egoistica “che non lascia spazio all’amore e ostacola la pace”.

La cecità verso l’altro
Collegata alla cupidigia di quest’uomo, è la vanità delle “apparenze”, che però mascherano “il vuoto interiore”. La sua vita è “prigioniera dell’esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell’esistenza”. Un “degrado morale” il cui “gradino più basso” è la superbia, che lo porta a dimenticare di essere “semplicemente un mortale”: per l’uomo corrotto dall’amore per le ricchezze – osserva il Papa ricordando la “netta” condanna del Vangelo al riguardo – “non esiste altro che il proprio io” e per questo le persone che lo circondano “non entrano nel suo sguardo”. L’attaccamento al denaro provoca quindi “una sorta di cecità”: il ricco “non vede” il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione.

Chiudere il cuore alla Parola di Dio è chiudere il cuore al fratello
Sarà poi nell’aldilà, sottolinea Francesco proseguendo la riflessione sulla parabola, che per Lazzaro e il povero si ristabilisce “una certa equità” e i mali della vita vengono “bilanciati” dal bene. Appare chiaro “un messaggio per tutti i cristiani”: il vero problema del ricco, la” radice dei suoi mali” è il “non prestare ascolto alla Parola di Dio”; ciò lo ha portato “a non amare più” il Signore e quindi “a disprezzare il prossimo”. La Parola di Dio, ricorda il Pontefice, è una “forza viva”, capace di suscitare la conversione dei cuori e di “orientare nuovamente la persona a Dio”: chiudere il cuore “al dono di Dio che parla”, evidenzia, ha come conseguenza il “chiudere il cuore al dono del fratello”.

Il senso della Quaresima
La Quaresima è quindi anche tempo favorevole “per rinnovarsi nell’incontro con Cristo vivo nella sua Parola, nei Sacramenti e nel prossimo”, compiendo un “vero cammino di conversione, per riscoprire il dono della Parola di Dio, essere purificati dal peccato che ci acceca e servire Cristo presente nei fratelli bisognosi”. In questo rinnovamento spirituale, che passa attraverso i “santi mezzi” offerti dalla Chiesa, cioè il digiuno, la preghiera e l’elemosina, il Papa incoraggia infine i fedeli a partecipare alle Campagne di Quaresima promosse in tutto il mondo “per far crescere la cultura dell’incontro nell’unica famiglia umana”.

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Meditazione Quaresima Domenica delle Palme in musica e parole Giaches de Wert canta la Passione

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Sono il compositore fiammingo Giaches de Wert con “Hoc enim sentite” e il mistero dell’incarnazione e della Passione di Cristo, raccontata da San Paolo nella seconda lettura prevista dalla liturgia della Domenica delle Palme, ad accompagnarci nel nostro viaggio verso la Pasqua “in parole e musica”.

Domenica delle Palme – 20 marzo
Giaches de Wert, “Hoc enim sentite”

Il brano musicale di oggi pone in musica la meravigliosa contemplazione che san Paolo ci offre del mistero dell’incarnazione e della Passione di Cristo, che ci viene proposto come seconda lettura di questa Domenica delle Palme. Giaches de Wert era un compositore di origine fiamminga che fu attivo in Italia nel Cinquecento. Pur nella sobrietà e compostezza che caratterizzano la polifonia sacra dell’epoca, Wert infonde un notevole pathos alla composizione: essa quindi rispecchia perfettamente il testo paolino, caratterizzato da intensa e commovente spiritualità e da una riflessione teologica non meno densa e coinvolgente.

Avvenire

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Quaresima in parole e musica: Cernohorsky canta l’Esodo

Sono il compositore boemo Černohorský con Quare Domine e il libro dell’Esodo ad accompagnarci nel nostro viaggio verso la Pasqua “in parole e musica” nella terza domenica di Quaresima.

3° domenica di Quaresima, 28 febbraio
Bohuslav Černohorský: Quare Domine

Il compositore boemo Bohuslav Černohorský (1684-1742) fa parte della schiera di valenti artisti che purtroppo sono stati dimenticati o trascurati dalla storia della musica. Egli trascorse la sua vita fra Praga e l’Italia; sacerdote appartenente all’ordine dei Frati Minori, visse anche a Padova e probabilmente studiò con il grande violinista istriano Giuseppe Tartini. Il brano che abbiamo scelto per la terza domenica di Quaresima pone in musica un testo tratto dal libro dell’Esodo, che richiama le letture della liturgia di oggi: Mosè si rivolge al Signore in nome della sua alleanza con Abramo, ossia con il nome che Dio stesso gli aveva rivelato nel brano biblico proposto nella prima lettura. Vi si parla, inoltre, dell’invito alla conversione che caratterizza il Tempo di Quaresima, ed anche la seconda lettura radica la salvezza offerta da Cristo nel contesto dell’Antica Alleanza di Dio con il popolo di Israele.

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Quaresima, ecco i peccati su internet


Nell’epoca dell’esplosione delle “relazioni” attraverso Internet, l’uomo si riscopre sempre più solo. Ma il Dio di misericordia non resta indifferente, per mezzo della Chiesa lo libera anche da questa solitudine, che rappresenta il rischio reale dei tempi della Rete.

Ne è certo don Mauro Cozzoli, docente di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense, che ha tenuto nei giorni scorsi un corso di aggiornamento nel Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, in Abruzzo. Un appuntamento per approfondire “il ministero della misericordia nel Sacramento della penitenza”, cuore dell’Anno giubilare che sta entrando nel vivo. E non a caso, tra i sacerdoti presenti, anche tre missionari della misericordia che hanno ricevuto il mandato da papa Francesco. Al convegno ha portato il suo saluto anche Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri.

Tanti i temi affrontati, tra cui anche il nuovo fronte dei peccati informatici: un elenco in continuo aggiornamento, che contempla chat ingannevoli, uso di social network per diffama- zione e cyberstalking, falsi account ed e-mail anonime o con indirizzo falsificato per truffe bancarie via internet, siti pornografici, pirateria informatica, hackeraggio. «Ma tutto – spiega don Mauro Cozzoli – va ricompreso nel più ampio significato dell’esperienza della penitenza e soprattutto della misericordia, filo conduttore e password del pontificato di Francesco, che implica miseria e cuore. Se quest’ultimo è il nucleo della persona, la miseria umana, che è il male, prende tante forme. In tutte le precarietà umane, materiali e psicologiche, la misericordia è dono. Nei confronti di quella morale, che significa male compiuto e subito, è perdono. Ma soprattutto misericordia è virtù relazionale: relazione di Dio con l’uomo in Gesù Cristo, che è Misericordiae vultus», come indica il titolo della Bolla di indizione del Giubileo.

«Mediante la Chiesa – prosegue il teologo – la misericordia per l’uomo è compassione e consolazione: si fa carico del suo dolore, della sua sofferenza, ed entra nella solitudine dell’altro, liberandolo dal suo male, che né scienza né psicologia riusciranno mai a cancellare». Proprio la tragica condizione di solitudine caratterizza i giorni nostri. «Quando parliamo di peccati informatici partiamo dall’individuo che da solo accende un compu-ter, entra nella Rete, stabilisce una molteplicità di relazioni. Davanti a sé ha una piazza enorme e virtuale, che ampia la sua relazionalità, ma non a partire da una comunità familiare, ecclesiale, sociale, ma solo da se stesso. Questo uomo solo si apre a un mondo ambivalente: ricco di possibilità, ma anche di rischi. Il problema dunque è soprattutto la tentazione, prima ancora del peccato. Se non c’è una formazione virtuosa della passionalità, la persona cade più facilmente».

La Chiesa si sta attrezzando per comprendere questi fenomeni. «Tanti confessori – sottolinea il docente della Lateranense – non hanno avuto una formazione di questo tipo e, quindi, c’è una carenza ma anche un grande interesse. Ci si sta comunque muovendo per formare i formatori, e individuare un’azione catechistica e pastorale per aiutare le persone a riorientare il loro sguardo dal rischio del male al bene che la Rete può offrire».

Tra i partecipanti, anche padre Fernando Taccone, passionista del Santuario della Madonna della Visitazione a Sant’Arcangelo di Romagna e missionario della misericordia. «La nostra epoca – racconta – ci sta aprendo nuovi orizzonti da approfondire, come i peccati informatici. Per questo, ci stiamo attrezzando sempre di più per affrontare al meglio la meravigliosa opportunità che il Papa ci ha concesso per questo Anno della misericordia. Con questo dono contribuiamo a portare nel mondo la potenza salvifica del perdono di Dio».

Avvenire

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Venerdì alle 20.45 in Cattedrale comincia un nuovo ciclo quaresimale di incontri per i giovani: ecco il programma completo e tutte le date

Il vescovo Camisasca parla della misericordia ne “I Promessi Sposi”
Venerdì alle 20.45 in Cattedrale comincia un nuovo ciclo quaresimale di incontri per i giovani

Quest’anno gli incontri quaresimali del Vescovo con i giovani avranno come tema La misericordia ne “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. In questo modo il tema dell’Anno santo viene visto all’interno di un romanzo molto noto ma forse poco conosciuto dai giovani, attraverso la drammaticità di situazioni che l’arte dell’autore rende a noi molto vicine. Il primo incontro sarà dedicato alla misericordia nella vita del Manzoni. Monsignor Massimo Camisasca parlerà in particolare della conversione vissuta dallo scrittore. Il secondo e il terzo incontro riguarderanno Lucia e Renzo come attori e testimoni della Misericordia.
Ecco gli appuntamenti in calendario, promossi dal Servizio diocesano per la Pastorale giovanile nei prossimi tre venerdì sera, tutti nella Cattedrale a Reggio Emilia con inizio alle 20.45:

26 febbraio: La misericordia nella vita di A. Manzoni

4 marzo: Lucia: “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”

11 marzo: Fra Cristoforo: “Può esser castigo, può esser misericordia”

La struttura dell’incontro sarà quella già collaudata nelle precedenti edizioni. Il vescovo Massimo e altri sacerdoti saranno disponibili per le confessioni a partire dalle ore 20. Dopo la presentazione del tema della serata, monsignor Camisasca accoglierà le domande di alcuni partecipanti, per concludere intorno alle ore 22.

la misericordia nei promessi sposi

fonte: laliberta.info

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Quaresima social. Così la Quaresima vive su smartphone, web e social

Quaresima social. Così la Quaresima vive su smartphone, web e social
 “Pentimento e servizio sono i binari obbligati su cui deve scivolare il cammino del nostro ritorno a casa. Cenere e acqua gli ingredienti primordiali del bucato di un tempo, sono, soprattutto, simboli di una conversione completa, che vuole afferrarci finalmente dalla testa ai piedi”. Così don Tonino Bello parlava della Quaresima definendola “una strada lunga e faticosa” che “a percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala”.

Ringraziando i nostri amici di Facebook, proviamo a raccontare qui alcune delle tante iniziative attraverso le quali le riflessioni o i sussidi per la Quaresima verranno trasmessi e vissuti anche sul web e sui social media.

#GiovanidiParola
Ogni giorno su Telegram, simile al più noto Whatsapp nel funzionamento, verrà inviato il Vangelo del giorno, una breve meditazione di taglio giovanile e una fotografia. Basta iscriversi al canale Telegram: Animatorisalesiani (tutto attaccato e senza spazio alla fine). Già 2000 i partecipanti.

#KeepLent
Keep Lent, letteralmente si traduce con “osserva la Quaresima” e gioca sul più famoso slang giovanile Keep Calm. Ma Keep Lent è anche un invito a rallentare i ritmi frenetici delle nostre giornate per regalarci un minuto con Dio in ascolto della sua Parola, ed arrivare a Pasqua non di corsa ma preparati. Per il secondo anno di seguito, il servizio per la pastorale giovanile della Prelatura di Pompei, organizza “Keep Lent”, la Quaresima 2.0. Ogni mattina viene inviato su Telegram un breve file audio (1 min. e 30 sec.) con la meditazione sul Vangelo del giorno. Si alternano nel commentare i brani evangelici giovani dell’Azione Cattolica e dell’Agesci, catechisti, educatori e sacerdoti. La domenica il commento è dell’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo. Gli iscritti sono già oltre 4.000 in tutta Italia e all’estero. Quest’anno l’iniziativa si è aperta nientemeno che con un messaggio di papa Francesco. Nei prossimi giorni ci saranno commenti di don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, il prof. Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Ac e don Tony Drazza, assistente nazionale del settore Giovani di Ac e altri ancora.
Come ci si registra? Per accedere al servizio si deve scaricare dapprima l’applicazione Telegram, dopodiché si deve cercare tra i canali:PGPOMPEI. Una volta trovato il canale, si può cliccare su UNISCITI e ci si ritrova a partecipare al gruppo della pastorale giovanile di Pompei.

#DallaParolaallaVita
Il tempo della Quaresima lo vivremo insieme al gruppo adolescenti della pastorale giovanile degli Oratori di Casorate Primo, Moncucco e Pasturago, attraverso una nuova Web tivù settimanale chiamata “Dalla Parola alla Vita”: i Vangeli di Quaresima letti e commentati dai nostri adolescenti seguendo la scia dello slogan di questo anno pastorale-oratoriano “Come Gesù”. I ragazzi con i loro educatori hanno affrontato e stanno affrontando proprio le letture dei Vangeli, con una riflessione insieme che porta poi al commento individuando i punti principali che hanno colpito ciascuno, perché la Parola può indicare a ciascuno sempre qualcosa di nuovo e personale.
Saranno pubblicati qualche giorno prima della domenica sul sito della parrocchia di Casorate Primo e sulle pagine social. Ogni martedì saranno pubblicati i video della domenica sucessiva sul nostro sito e sulla pagina facebook “Le tentazioni”, Vangelo di domenica 14 febbraio – Prima di Quaresima Ambrosiana: guardalo su Youtube

#QuaresimaDayByDay
È l’iniziativa in ambito digitale realizzata dai Salesiani Teologi della Crocetta. Attraverso filmati e commenti è possibile vivere e approfondire la Parola giorno per giorno nel Tempo di Quaresima. Sul sito si possono scaricare e utilizzare i materiali (alcuni sono ancora in fase di caricamento). Guarda il video introduttivo che spiega l’iniziativa. Tutti i video verranno pubblicati giorno per giorno sulla pagina Facebook del MGS Lombardia – Emilia

#Twittomelia
Perché la Parola può parlare 2.0. Perché la Parola è condivisione. Perché a tutti la predica piace corta. Sono le motivazioni della comunità diTwittomelia formata da un gruppo di sacerdoti di Vicenza che cerca di fare della Parola condivisione. “Attorno a questo hashtag – hanno spiegato scrivendo sulla pagina facebook di Avvenire – ci raccogliamo tra quanti desiderano dire e lasciarsi dire quello che il Vangelo fa germogliare in ciascuno”.

#MisericordiosicomeilPadre
La Fraternità Vincenziana Tiberiade, ispirandosi al carisma di San Vincenzo de’ Paoli, si dedica all’evangelizzazione e alla carità nella diocesi di Castellaneta, in cui risiede, e in altre parti d’Italia. Per la Quaresima ha promosso un sussidio dal titolo “Misericordiosi come il Padre” che verrà condiviso su Facebook ogni venerdì: al centro il Vangelo della domenica, la riflessione, due brevi proposte per mettere in atto la misericordia (tra cui opere di misericordia: due per settimana, una corporale e una spirituale), due film suggeriti, un’opera d’arte sulle opere di misericordia da contemplare ogni settimana. Il Mercoledì delle Ceneri verrà pubblicato il sussidio introduttivo su facebook.

#Smart-A te la Parola
La comunità salesiana “Beato Zeffirino Namuncurà” di Roma che ospita giovani salesiani studenti di Teologia provenienti da tutto il mondo presenta la Parola della Domenica attraverso un video. Al video si aggiungono link e commenti che possono aiutare la riflessione. Se avete voglia di guardare la prima puntata gli studenti di Teologia si erano messi alla prova nella Festa di #DonBosco.

da Avvenire
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